Pistoia, Anumba si presenta: «Non ci ho pensato un attimo. Serie A un sogno»

«Tornare in Italia era un mio obiettivo. Carl Wheatle mi ha parlato tanto di Pistoia, mi sto ambientando in fretta», queste le prime parole di Anumba

Conclusa la prima settimana di allenamenti “coronata” dalla vittoria in amichevole di Livorno contro la Libertas, per Estra Pistoia è tempo di presentazioni. Tanti i volti nuovi da conoscere nel roster di coach Calabria, primo in ordine cronologico a raccontarsi alla stampa.

Tra i giocatori, è toccato per primo a Micheal Anumba, uno dei primi due colpi dell’estate biancorossa. Il suo “annuncio” – assieme a quello di Luka Brajkovic – arrivò direttamente per bocca del presidente Rowan durante la sua prima conferenza stampa. Proprio una telefonata del Marine peraltro, è risultata decisiva al suo arrivo a Pistoia.

LA SCELTA DI PISTOIA E L’AMICIZIA CON WHEATLE

«Mi ero laureato da poco, ero appena tornato a casa dal college e il mio agente era già al lavoro per vagliare tutte le possibilità, capire chi fosse interessato o meno al mio profilo – ha raccontato Anumba -. Un giorno mi è arrivata la telefonata del presidente Ron Rowan e abbiamo iniziato a parlare. Lui mi ha parlato del suo progetto e io dei miei. Ci siamo trovati bene, mi ha voluto fortemente e alla fine ho deciso di accettare».

A contribuire in parte alla sua scelta vi è stato senza dubbio anche lo speciale feedback ricevuto dal suo caro amico Carl Wheatle. Per guardare le partite dell’inglese, a Pistoia diventato una bandiera del club, Anumba ha anche seguito la finale valsa la conquista dell’A1, rimanendone folgorato. «Ho scelto Pistoia anche perché avevo visto alcune partite quando ci giocava Carl. Mi ricordo in particolare la finale promozione contro Torino in A2, è stata una partita davvero intensa e mi ha davvero colpito. Si riusciva a percepire un’atmosfera unica anche soltanto dallo schermo. Appena mi è arrivata la chiamata da Pistoia non ho dovuto neanche pensarci un attimo».

«Non appena ho firmato ci siamo sentiti – ha proseguito il prodotto di Winthrop riferendosi a Wheatle -. Speravo restasse ma aveva altri piani per i quali gli ho augurato le migliori fortune. Quando abbiamo parlato mi ha raccontato del senso di appartenenza, dei tifosi molto caldi e leali. Tutte cose che mi hanno entusiasmato. Ne abbiamo avuto una prova subito a Livorno, con i tanti tifosi giunti a sostenerci. È bello avere così tanta gente sempre dalla nostra parte. Per un rookie specialmente è importante sentire tutto questo affetto e questa accoglienza».

«Fare lo stesso percorso di Carl a Pistoia? Sarebbe bello certo ma allo stesso tempo vorrei creare la mia storia personale – ha ammesso -. Sarebbe bello restare tanti anni qui a Pistoia, credo sia un posto in cui possa crescere come giocatore e come persona. Al momento mi interessa vincere tutte le partite possibili quest’anno e poi vedremo cosa riserverà il futuro. Sicuramente tra i miei obiettivi personali c’è quello di diventare uno dei nomi di punta del campionato italiano. Per quanto riguarda la squadra l’obiettivo è quello di conquistare i play-off e farò il possibile perché accada». 

L’AMBIENTAMENTO E LA PRIMA AMICHEVOLE

A poco più di una settimana dall’inizio del raduno, i tanti nuovi giocatori stanno iniziando a conoscersi e creare il gruppo affiatato con l’aiuto dei veterani. I primi tempi sono sempre i più complicati con le numerose novità da affrontare per tutti gli ultimi arrivati nella famiglia biancorossa.

«Questa prima fase è stata abbastanza dura ma mi sto abituando a tutte le novità – ha raccontato il classe 1999 – . È sempre difficile cambiare ambiente, compagni di squadra. Cambia tutto ciò a cui eri abituato in precedenza. Sta andando comunque tutto bene, i nuovi compagni si sono dimostrati subito amichevoli e mi hanno tutti accolto molto bene. Anche lo staff si è dimostrato molto disponibile per qualsiasi bisogno. Non mi sono mai sentito solo. Sono molto contento di questo inizio. Pistoia? È bellissima, mi è piaciuta subito molto. È il tipo di città che preferisco. Mi è mancato anche parecchio il cibo. In generale devo ammettere che mi è mancato molto vivere in Italia».

I primi giorni di preparazione sono serviti anche a preparare il primo test stagionale. Al PalaMacchia di Livorno, la truppa di coach Calabria ha esordito contro la Libertas. Un impatto complicato e una migliore ripresa fino alla vittoria finale. Tutto normale considerando che era la prima volta assoluta per questo nuovo roster da poco allestito. «Contro Livorno credo si sia capito subito che eravamo una squadra nuova visto che dopo 5 minuti il punteggio recitava 12-0 per loro… (ride, ndr). Era soltanto il nostro sesto giorno assieme, avevamo fatto pochi allenamenti. Mentre passavano i minuti ci siamo iniziati a conoscere, a capire quale era il modo di giocare dei compagni. La chimica di squadra, le rotazioni in difesa, sono tutti dettagli importanti che piano piano svilupperemo. È stato un primo test utile per l’affiatamento. Difficile l’impatto sì, ma ci aspettavamo di dover faticare un po’ alla prima uscita».

«Ciò che sicuramente non mi aspettavo invece è stato il clima – ha detto Anumba -. Per un primo scrimmage non mi aspettavo così tanti tifosi. Non so gli altri ma io non me lo aspettavo davvero. Sono rimasto scioccato nel vedere tutta quella gente con bandiere e striscioni. Anche questo fa parte delle novità e quando ce ne sono così tante è normale all’inizio vi siano difficoltà. Sono convinto che lavorando tutti assieme, giorno dopo giorno non potremo che migliorare».

IL RITORNO IN ITALIA E LA PRESSIONE

Il viaggio di Anumba è partito da Reggio Emilia, città che gli ha dato i natali e dove è cresciuto. Ancora ragazzo il trasloco a Manchester dove ha vissuto l’adolescenza prima degli anni di college negli States. Dopo tanti anni fuori dal Belpaese, il rientro dalla porta principale: quella della Serie A. Per il piccolo Micheal, un sogno che è diventato realtà.

«Tornare in Italia è sempre stato un mio obiettivo – ha raccontato -. Da piccolo sono cresciuto guardando le partite della Reggiana, ero uno dei bambini che asciugava il parquet. L’atmosfera era sempre molto calda, i tifosi lì sono molto presenti e un po’ folli (ride, ndr). Giocare in Serie A quindi è stato sempre qualcosa che desideravo. La mia famiglia poi si è trasferita in Inghilterra quando ero ancora un ragazzo è all’inizio è stato uno shock. Col tempo ho capito che la scelta mi ha aiutato molto. Da lì poi mi sono trasferito in America e ora sono tornato qui. Quando ero piccolo pensavo che questo palcoscenico sarebbe stato irraggiungibile. Per me è un sogno. È qualcosa di davvero incredibile. Sabato mi sono trovato di fronte Ariel Filloy che da piccolo ho visto giocare a Reggio Emilia (stagione 2013/14, ndr). Da bambino non avrei pensato potesse accadere tutto questo». 

Serie A in cui Pistoia si è confermata dopo un anno straordinario in cui i ragazzi guidati da coach Brienza riuscirono a conquistare i play-off. Un risultato di estrema caratura che getta un alone di pressione sull’annata ormai prossima all’inizio. «Ci sarà senza dubbio molta pressione – ha ammesso -. Tanti di noi sono nuovi e sicuramente sentiamo di dover fare altrettanto bene se non anche meglio rispetto a quanto fatto durante lo scorso anno. Piano piano miglioreremo tutti assieme. Già rispetto ai primi giorni abbiamo notato una prima crescita. Le mie aspettative per questa squadra sono molto alte. Siamo giovani ma abbiamo fame. Quindi sì la pressione c’è, ma sono certo che se continueremo a lavorare così giorno per giorno potremmo riuscire anche a fare meglio rispetto allo scorso anno». 

Chi è dunque Micheal Anumba? Chi meglio di lui per raccontarcelo, tanto come giocatore che come persona. «In campo sono un vincente. Voglio solo vincere. Difendere forte, tuffarmi sul parquet, catturare rimbalzi, sono pronto a fare di tutto per vincere partite. Non ho interesse nelle statistiche voglio solo fare ciò che serve per vincere – ha affermato -. Fuori dal campo sono un ragazzo a cui piace divertirsi. All’inizio posso sembrare un po’ timido ma quando mi apro e sono a mio agio vedrete la differenza. Inizierò a cantare e ballare, qualsiasi cosa pur di divertirmi. Sono già passate un paio di settimane e mi sto ambientando in fretta. Vedrete questa parte di me molto in fretta». 

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