È di nuovo Montecatini contro Monsummano: un duello storico

Il primo derby tra Monsummano e Montecatini risale al 1931, quando i biancocelesti si imposero 2 a 0 al campo Loik

Era domenica 15 gennaio dell’anno Domina 2013. Stadio “Daniele Mariotti” ore 14:30. È in programma la seconda giornata di ritorno del girone A di promozione toscana che propone fra le altre gare il classico per antonomasia del calcio valdinievolino, ovvero l’eterna sfida fra i biancocelesti del Montecatini, fondato nel 1918 e gli amaranto del Monsummano, nato tre anni dopo.. Per la cronaca vinsero gli ospiti che al termine di quella incredibile stagione approdarono in eccellenza da quinti classificati, dominando i play-off.

Quell’ incontro, al momento è l’ultimo derby in ordine cronologico, deciso dà una stoccata di Degl’Innocenti, nipote del grandissimo Enzo Robotti, allenatore del club dell’Airone negli anni d’oro della Serie C. Per un altro strano scherzo del destino, il Montecatini era guidato in panchina nello stesso allenatore di adesso, Ennio Pellegrini che nel reparto avanzato poteva contare sull’apporto del possente bomber Simone Pisani, adesso con qualche chiletto e qualche pelo bianco in più, direttore sportivo del sodalizio montecatinese. Per scovare invece il primo derby , bisogna risalire a ben 93 anni addietro, e cioè al campionato di 2^ divisione toscana.

Tutto ebbe inizio il 25 ottobre del 1931 col blitz biancoceleste a Loik (2-0) a cui seguì il bis col successo in terra termale per 3 – 2. Non fu certo un torneo esaltante per entrambe le società , che terminarono le rispettive fatiche nei bassifondi della graduatoria . Ma comunque al Montecatini bastò vincere le due sfide dirette per salvare la stagione . Nel corso di un secolo di sanguigne all’ultimo sangue. Tanti i palloni scaraventati nel torrente Candalla ed altrettanti finiti nella sabbia nell’ippodromo Sesana. Due gloriose società che scelsero per un certo periodo gli stessi colori sociali, fin quando Bedini, atleta di stirpe labronica, quasi impose il colore amaranto. Non si contano gli aneddoti e le leggende metropolitane che hanno animato due appassionate piazze del Granducato.

Ma poi c’è soprattutto la storia che parla di autentiche bandiere che non hanno esitato a diventare simboli del club “avverso”. Su tutti Alessandro Paletta Romani, termale di Sottoverga e capitano del Monsummano, al pari di Massimo Cardelli. L’imponente portiere Sciarra, il folletto Lencioni , l’imprendibile Incerti, il letale Grilli, signore dell’area di rigore. Domenica la storia si ripete sia pur in coppa Italia e non in campionato. Per prevedere il pubblico delle grandi occasioni non è necessaria la sfera di vetro. E che derby sia.

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