Il classe ’99 si presenta: «Serie A tra i campionati più competitivi, dobbiamo lavorare duro. Infortunio? Sono al 100%, non vedo l’ora di giocare»
Proseguono le presentazioni in casa Estra Pistoia, per la prima volta nella propria casa del PalaCarrara. Ad inaugurare la sala stampa per questa stagione tra i nuovi giocatori è stato Elijah Childs. Il classe ’99 si è presentato con grande entusiasmo ed energia, pur conscio della difficile annata che si prospetta visto l’alto livello del campionato.
«Sono molto contento di essere a Pistoia. Siamo un grande gruppo e voglio già bene a tutti i compagni – ha esordito in conferenza – . Abbiamo soltanto bisogno di tempo per costruire la chimica di squadra. Dobbiamo conoscerci, conoscere il sistema di gioco e come ognuno di noi si muove in campo. Tutti portiamo sul parquet le nostre caratteristiche personali. Così facendo possiamo dire la nostra in una Serie A che si prospetta molto dura».
L’ANNO DA ROOKIE A TRAPANI
Per Childs si tratta della prima esperienza in Serie A ma non la prima assoluta in Italia. Il suo primo anno dopo il college, stagione 2021/22, lo visse con la canotta di Trapani in A2. Un impatto non semplice per sua stessa ammissione ma senza dubbio davvero molto formativo.
«Il mio anno da rookie a Trapani è stato complicato – ha ammesso l’ala statunitense -. Ero molto giovane in un campionato come l’A2 pieno di cestisti di grande esperienza. Sicuramente mi è servito per crescere molto. Sono diventato più forte, più duro e il mio QI cestistico è migliorato. Offensivamente posso giocare sia dentro che fuori dall’area, posso battere gli avversari in velocità, posso liberare spazi per i miei compagni e sicuramente sono migliorato al tiro. In generale sono migliorato molto anche nelle fasi in cui non ho il pallone, riesco ad aiutare tanto la squadra sui due lati dal campo anche se non sono in possesso. In difesa mi impongo con energia e forza al rimbalzo. Sono più altruista adesso e mi sacrifico per la squadra».
VOGLIA DI SCENDERE IN CAMPO
Per un piccolo stop fisico, Childs è stato costretto a rinunciare al test di Roma contro la Givova Scafati. Il primo scrimmage stagionale contro una formazione che milita in Serie A. Un grosso dispiacere per lui, voglioso di misurarsi contro una formazione di pari livello e prontissimo per le prossime sfide.
«Giocare in Serie A è molto difficile e lo sapevo ancor prima di arrivare in Italia – ha spiegato -. Parliamo di uno dei campionati più competitivi in Europa e nel Mondo. Ogni gara, ufficiale o amichevole, sarà dura. Sapevo che con Scafati sarebbe stato difficile, conosco alcuni dei loro giocatori. Abbiamo bisogno di lavorare ancora duro, di compattarci come squadra. Non sarà facile per noi, dovremmo combattere ed essere sempre pronti per ogni sfida. Ma sono molto fiducioso sulla squadra. Stiamo lavorando bene sia in attacco che in difesa. Per tanti ragazzi è tutto nuovo a questo livello e a questi ritmi. Sono molto contento di ciò e non vedo l’ora di giocare i prossimi test».
«Adesso comunque sto alla grande, mi sento molto bene e pronto a giocare – ha detto a proposito del recente problema fisico -. Durante la partita contro Scafati mi sentivo un fuoco dentro… Volevo giocare a tutti i costi perché era il primo vero test ma non potevo rischiare niente. Ora sono al 100% e non vedo l’ora di scendere in campo».
FUORI DAL CAMPO
A colpire Childs fin dalle prime ore della sua avventura in biancorosso è stata la grande accoglienza dei tifosi. Un fattore in più per dare il massimo ogni domenica. «L’Italia è il mio Paese preferito e sono davvero felice di essere di nuovo qui. Fin dal giorno del mio arrivo i tifosi mi salutavano anche mentre passavano in auto urlandomi: “Forza Pistoia!”. Ho capito subito che ci tengono davvero tanto a questa squadra e a vederla vincere. Ovviamente adoro tutto ciò e voglio dare il massimo in campo per farli felici. Tutti daremo il massimo per vedere il palazzetto pieno e vincere tante partite. I tifosi mi hanno accolto a braccia aperte ed è davvero bellissimo».
Com’è Childs dentro e fuori dal campo? «Dentro e fuori dal campo sono praticamente la stessa persona. Sono pieno di energia e parlo molto, anche durante la partita mi piace spingere i compagni e dare loro la carica. Sorrido e rido spesso, mi piace divertirmi ma sono anche molto competitivo e amo vincere. Fuori dal campo penso molto alla mia famiglia, sono contento che anche loro siano qua con me. In generale sono una persona a cui piace molto fare conversazione».



