A due settimane dall’inizio del campionato, ancora tante incognite in casa Estra Pistoia: difesa discontinua e poco gioco di squadra
L’Estra Pistoia ha concluso la sua “due giorni” al Trofeo Lovari di Lucca con due nette sconfitte per mano di Tortona e di Venezia. Ottimo l’approccio iniziale nella semifinale coi piemontesi, salvo poi capitolare nel momento in cui coach De Raffaele ha pizzicato le giuste corde dei suoi giocatori. Subito sotto, invece, e sempre a rincorrere nella finalina con la Reyer, con la sola prima parte di terzo quarto a mostrare una Pistoia intensa, battagliera e più fluida in attacco. Questa la mera cronaca che, nel caso dei biancorossi, equivale al dito che indica la luna.
L’adagio sul “basket di settembre” vale sempre, così come è bene ricordare che anche nella precedente edizione del Lovari Pistoia si piazzò ultima dietro la futura retrocessa Pesaro. Non sono dunque maturi i tempi per dare giudizi definitivi, né sull’operato di coach Dante Calabria né sulla qualità del roster ai suoi ordini. Esiste però una via di mezzo: la pre-season serve per crescere come collettivo, sia nel gioco che nell’identità. E obiettivamente questa crescita, finora, non si è vista.
ESTRA, FRAGILE E DISUNITA
200 punti in due gare non sono un buon biglietto da visita, questo è chiaro. 291 in tre, se si considera anche la precedente amichevole di Serie A contro Scafati. Ma rimanendo a ciò che abbiamo visto nel weekend lucchese, Pistoia si presenta ad oggi come una squadra fragile e facilmente perforabile. Pochissimi elementi del roster hanno, in effetti, una spiccata attitudine difensiva e questo spiega in parte le difficoltà dei biancorossi nel limitare gli avversari. Mancati cambi sui blocchi, marcature superficiali, tiri aperti e rimbalzi offensivi concessi reiterate volte, scarsa aggressività. E quando gli altri muovono la palla, si cerca più la rubata che il contatto o la posizione. Cosa che, per una squadra ben fisicata come l’Estra, suona davvero come un paradosso.
Quando la vocazione nei singoli è questa, allora serve il tempo necessario per costruire un sistema difensivo ottimale. Tempo che coach Calabria non ha avuto e non avrà neanche da qui all’inizio del campionato. Ciò che potrà invece fare da subito sarà invitare i suoi a fare quadrato (o cerchio, se preferisce) per restituire al campo una squadra unita e pronta a battagliare. Stuzzicare sui principi, insomma, prima di lavorare al fine di metterli in pratica. Anche perché a Lucca si è visto, fin troppo, un gruppo diviso in due metà, tra chi si prendeva tutto o troppo peso e chi invece sembrava estraniarsi dal campo.
Questo è ciò che lascia più un senso di amara sospensione. Arrivare a due settimane dall’inizio del campionato e non essere di fronte ad una situazione che richieda qualche aggiustamento o che faccia permanere qualche dubbio su uno o due singoli, ma ad un intero sistema in discussione, una forma talmente grezza di squadra da non poterne fare un’analisi più definita. A questo punto della preparazione, onestamente, era lecito aspettarsi più progressi e anche più risposte da diversi giocatori.
I SINGOLI DI PISTOIA
Al Trofeo Lovari abbiamo avuto sicuramente più indicazioni dai singoli membri dell’Estra Pistoia. I più in vista non potevano che essere, per motivi diversi, Eric Paschall e Maverick Rowan. L’ex Golden State ha dimostrato sia con Tortona che con Venezia, al netto della condizione fisica, di possedere ancora un talento potenzialmente inavvicinabile per il livello attuale della Serie A italiana. Dimostrazione ne è che anche pivot di un certo spessore come Biligha, Kabengele o Tessitori spesso hanno dovuto ricorrere al fallo per fermare le sue incursioni in area. Considerando il periodo di inattività e le diverse problematiche affrontate, possiamo dire che a Pistoia è arrivato un giocatore mentalmente convinto dei propri mezzi.
Così come lo è anche Maverick Rowan, assoluto trascinatore dei suoi (con impressionante doppia doppia) in semifinale e comunque secondo top scorer contro la Reyer. In quest’ultima occasione, si è anche fin troppo ostinato a cercare il canestro in una serata meno da “top gun” rispetto alla precedente. Che non fosse un uomo-squadra era ampiamente risaputo, ma è altrettanto vero che non ci si dovrebbe aspettare altro dalla guardia titolare dell’Estra Pistoia, altrimenti detta “il primo terminale offensivo”. E i numeri, per ora, gli danno ragione. La danno anche a Elijah Childs, in doppia doppia di media al Lovari seppur ancora insufficiente nella copertura difensiva. Ma la sua capacità di creare seconde opportunità al tiro (7 rimbalzi in attacco in due gare) è tra le cose positive di questo torneo.
Qualche piccolo segnale anche da Michael Forrest in termini di playmaking (contro Venezia 7 assist), sebbene si perda ancora su alcune basi del ruolo. Dal punto di vista realizzativo, invece, difficile discuterlo. Passando ai lunghi, ad uno spento Brajkovic (importante passo indietro) ha fatto da contraltare un Silins sciolto in attacco quanto ancora bloccato in difesa. Due torri che, per ora, non mettono al sicuro Pistoia dalle incursioni nemiche. Impegno e applicazione distinguono ancora una volta e come sempre il gruppo italiano, tra cui spicca un capitan Della Rosa per ora unico in grado di donare una parvenza di equilibrio. Insomma, piccoli passi in avanti in quasi tutti i singoli cui però non sono corrisposti ulteriori step nell’amalgama. Su cui, adesso, verrà ovviamente fatta un’autentica corsa contro il tempo.



