Seconda: la legge dell’ex condanna il Cecina. Festa Cintolese al “Fagni”

Il Cintolese vince il classico con lo stesso risultato di sei mesi fa grazie all’ex Bellucci. Tanti i rimpianti del Cecina sullo 0-0

Il classico gol dell’ex decide un divertente Montalbano Cecina–Cintolese. Come lo scorso inverno, quando i biancocelesti la spuntarono con un tiro di Stefano Benvenuti respinto maldestramente da Capodieci, gli uomini di Avanzati escono dal “Fagni” con tre punti pesanti mantenendo la porta inviolata e colpendo al momento giusto con Bellucci, sino allo scorso maggio in maglia arancione.

Tanti rimpianti, ben di più rispetto a marzo, per la truppa di Bonfanti che aveva costruito maggiormente nel primo tempo, con l’altro ex di giornata Agostini particolarmente ispirato, non sfruttando la palla gol più ghiotta con Cullhaj. Rammarico amplificato poi dalle due chances capitate a Marzico, dopo il vantaggio avversario, non concretizzate per centimetri. Aver perso un classico fa chiaramente male, eppure il Cecina ha avuto più d’uno spunto, forse addirittura di più del Cintolese stesso, positivo da quest’amaro kappaò.

SLIDING DOOR DOPO VENTUNO MINUTI

Dopo un inizio avaro di grandi sussulti, con l’eccezione di due conclusioni, giunte a ruota al 12’, di Maccagnola che spaventano Carapezza e di un colpo di testa alto di Marzico su corner cinque minuti dopo, la sliding door del pomeriggio arriva al 21’. Agostini a sinistra semina gli ex compagni di squadra e serve al centro, in piena area piccola, Cullhaj. Il tempo è perfetto, ma il suo fidato sinistro spara clamorosamente alto.

Il pericolo sveglia il Cintolese che appena due minuti dopo risponde con un bel traversone di Malucchi nato da una palla recuperata da Deza Cruz. In area, sul lato opposto, sbuca Giannini che però non incrocia abbastanza e mette di poco fuori la comunque pregevole voleè mancina. Uno squillo che resterà isolato sino al recupero, mentre i padroni di casa si mangeranno la mani altre due volte nel giro di tre minuti.

ALTRE OCCASIONI PRIMA DEL RIPOSO

Nella prima circostanza, al 26’, un’altra genialata di Agostini sulla trequarti trova Marzico in area: il pallonetto del centravanti finisce alto di poco. Nella successiva Niccolai manca l’intervento su un filtrante di Innocenti e fa partire nuovamente l’ex Borgo a Buggiano: Carapezza esce alla disperata, ma Marzico decide di servire Cullhaj che tuttavia giunge con qualche istante in ritardo. Come suggeriva qualche spettatore, forse un tiro sarebbe stato più indicato.

Col Cecina più attivo ed il Cintolese più guardingo, arriva uno squillo ciascuno poco prima del riposo. Al 40’ nuovamente Agostini trova il varco giusto al limite ed impegna seriamente Carapezza. Sulla ribattuta un sontuoso Benvenuti chiude su Marzico già pronto al classico tap-in da rapace d’area. Nel recupero, sugli sviluppi d’una punizione, Bizzarri inventa un bel cross di mancino per la testa di Malucchi: la palla esce ma con Biscardi che per qualche istante ha temuto il peggio.

AVANZATI CAMBIA E BELLUCCI LA DECIDE SUBITO

Al rientro in campo Avanzati inserisce Sthjefni e Caruso per Falzarano e Migliorini. La manovra biancoceleste pare più fluida seppur ancora di rimessa. Il Cecina però, anche per i vistosi cali fisici di Cullhaj e Innocenti, arriva con meno convinzione nei paraggi della porta di Carapezza e sulle fasce comincia a palesare qualche incertezza nei raddoppi.

Non è un caso che sia una combinazione a destra fra Malucchi e Giannini all’11’ a dare il là all’azione decisiva. Su un assist perfetto del suo numero 10, Bellucci si fa trovare in piena area spalle alla porta fronteggiato da Bachechi. L’ex di giornata si gira prontamente sul mancino e fulmina sia il difensore che l’incolpevole Biscardi, parzialmente coperto dal duello, sul primo palo. Cecina 0, Cintolese 1.

MARZICO SFIORA IL PARI, POI IL CINTOLESE SPRECA DUE MATCH POINT

La reazione dei padroni di casa non si fa attendere ed al 14’ Marzico ha già la palla per rimettere tutto in parità. Su una punizione battuta in fretta dal neoentrato Lassi, Agostini riceve e mette nel mucchio per il suo centravanti che fa tutto bene: anticipa tutti ed esegue un’incornata magistrale su cui Carapezza non può far nulla. A mancare però sono solo i centimetri che fanno uscire il pallone di un nulla.

Per il Cecina sarà l’occasione più grossa sino al recupero, mentre gli ospiti avranno un clamoroso doppio match point mancato fra il 23’ ed il 25’. Il primo sfuma col palo colpito da Shtjefni su un suo gioco di prestigio compiuto sul lato opposto. Una conclusione talmente fulminea che Benvenuti, appostato vicino al legno, non riesce nemmeno ad allungare un piede mettendo fuori la palla dopo un controllo sbagliato. Rammarico che avrà anche Caruso due minuti dopo quando, su un cioccolatino dello stesso Shtjefni servito da un calcio piazzato, masticherà male il pallone in piena area regalandolo alla presa di Biscardi.

IL MURO VINCENTE DI MALUCCHI

Nonostante gli ingressi di D’Angiolillo e Bonfanti che sbilanciano del tutto la squadra, il Cecina fatica a costruirsi l’occasione per il pareggio. Il Cintolese bada più a gestire le energie in difesa e non forza troppo in ripartenza. Poi giunge il 93’, quando gli arancioni sfondano a destra con Zingarello che mette nel mezzo per Marzico con Carapezza fuori causa. Serve il muro disperato di Malucchi sulla linea per evitare l’1-1 e timbrare definitivamente il primo successo nel Girone C. Il rimpianto di Marzico al contrario è la giusta foto del pomeriggio amaro del Cecina: bastava davvero poco per conquistare almeno un punto.

CURA DEI DETTAGLI PER IL CECINA, DIFESA A TRE SOLUZIONE DEFINITIVA PER IL CINTOLESE?

Nel post partita Bonfanti si mostra rammaricato ma fa comunque i complimenti alla squadra. Il mister ha gradito la gestione della gara sino al punto chiave in cui è mancato un pizzico di malizia in copertura. Appunti che, visti i tanti volti nuovi in casa arancione, faranno comodo per il prosieguo di una stagione che è ancora agli albori e che è pur sempre iniziata con risultati migliori (il Cecina alla terza giornata era ultimo con un punto) rispetto ad un anno fa. Con un pizzico di cinismo in più e maggiore attenzione in fase di non possesso gli arancioni possono di certo dire la loro.

Ovviamente sollevato mister Avanzati che con l’esperimento della difesa a tre, soprattutto nella ripresa con gli ingressi del tonico Shtjefni e dell’attento Caruso, ha avuto parecchie risposte confortanti. I molteplici acciacchi d’inizio anno e qualche errore di troppo hanno un po’ condizionato l’esordio col Jolly Montemurlo, ma tutto sommato la squadra ha risposto bene anche alle difficoltà del primo tempo.

La strada tuttavia è ancora lunga e serviranno varie prove, prima fra tutte il Tavola domenica prossima al “Loik”, per varare definitivamente l’assetto. Tutto sommato aver vinto il secondo derby di fila in pochi mesi, specialmente con i tanti guai fisici, ed essersi sbloccati in classifica aiuta e non poco.

IL TABELLINO DI MONTALBANO CECINA – CINTOLESE 0-1

MONTALBANO CECINA (4-3-3): Biscardi; De Lucia (dal 29’ st D’Angiolillo), Mascani, Bachechi, Bertocci (dal 24’ st Cappellini); Maccagnola, Innocenti (dal 12’ st Lassi), Manuli (dal 38’ st Bonfanti); Cullhaj (dal 19’ st Zingarello), Marzico, Agostini. A disposizione: Capodieci, Niccoletti, Cecchi, Meacci. All.: Riccardo Bonfanti. 

CINTOLESE (3-4-2-1): Carapezza; Migliorini (dal 1’ st Caruso), Niccolai, Benvenuti S.; Malucchi, Ceccarelli, Deza Cruz, Bizzarri; Falzarano (dal 1’ st Shtjefini), Giannini (dal 19’ st Medori); Bellucci (dal 19’ st Testa). A disposizione: Ammazzini, Leto, Fiorineschi, Benvenuti D., Carlini. All.: Marco Avanzati.

GOL: 11’ st Bellucci

ARBITRO: Savoca Corona di Viareggio

NOTE: Ammoniti Malucchi, Agostini, Medori, Deza Cruz. Recupero: 3’ pt, 4’ st.  

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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