Con la Virtus divario troppo ampio. Pistoia è ancora un cantiere aperto

Le novità nel roster aggiungono ulteriore lavoro ad una squadra in cerca di una quadra. A Bologna comunque non è mancato lo spirito combattivo

Nessuna sorpresa, in fondo. Era evidente come il ritorno all’Unipol Arena a 9 anni dall’ultima volta avrebbe rappresentato un impegno proibitivo. Come sempre d’altronde, e per tutti, quando si bussa alle porte di casa Virtus. Pistoia ha senza dubbio lottato, ci ha messo impegno, ma la corazzata di coach Banchi ha archiviato presto il match, gestendo il vantaggio pressoché per l’intero secondo tempo.

Troppo ampio il divario tecnico e tattico tra le due squadre. Avvicinabile solo in caso di una “overperformance” questa volta non arrivata. Anzi, forse rispetto all’esordio con Napoli c’è stato anche un minimo passo indietro. Da considerare vi è ovviamente il livello “esagerato” dell’avversario, così come la lontananza dal PalaCarrara fino ad arrivare alla novità nel roster a referto. Pistoia è ancora un cantiere aperto.

BIANCOROSSI COMBATTIVI

Fin da subito si è capito che le Vu Nere avrebbero cercato di indirizzare al più presto il match sui loro binari. A metà del primo quarto il vantaggio di Shengelia e compagni era già in doppia cifra, poco dopo toccava anche il +18 e Pistoia sembrava poter sprofondare. La nota più positiva della serata è stata invece la combattività dei biancorossi, i quali non hanno avuto alcuna intenzione di demordere, ricucendo più di una volta il gap.

Bologna ha comunque sempre mantenuto un margine di sicurezza, forse senza spingere appieno sull’acceleratore ma senza nemmeno mai calare più di tanto l’attenzione. Sintomo comunque di un rispetto nei confronti di Pistoia – forse maturato dall’impresa della passata stagione – e la volontà di non cadere in passi falsi alla prima gara casalinga della stagione in Serie A. Tutto il secondo tempo si è vissuto in un limbo in cui i biancorossi tentavano di riavvicinarsi senza riuscirci, con un gioco ancora piuttosto impreciso. Dall’altra parte, per la Virtus è stato sufficiente impostare il pilota automatico per arrivare al 40′ in tranquillità.

FORREST E SILINS BRILLANO ANCORA

Tante le scorribande individuali, minore invece il gioco di squadra. Se con Napoli era arrivato l’elogio di coach Calabria al basket corale messo sul parquet dai biancorossi, nel post gara dell’Unipol il tecnico ha evidenziato una minore precisione e “pulizia tecnica” dei suoi ragazzi. La frenesia nel voler rimontare sicuramente non ha contribuito. A questo si aggiunge anche il numero di assist, evidenziato in positivo dopo la prima giornata e che stavolta ha subito un calo (19 vs Napoli, 15 vs Bologna).

Chi continua ad eccellere in questo fondamentale è Michael Forrest. Il classe 1999 ha bissato i 7 assist dell’esordio anche a Bologna, nonostante stavolta i compiti di regia fossero condivisi con il neo arrivato Christon, ancora evidentemente non al top. La guardia è stata anche per gran parte di serata l’unico faro offensivo, prendendosi tante responsabilità al tiro e togliendo più di una volta – specialmente ad inizio gara – le castagne dal fuoco. Passando al play ex Brescia, il suo ingresso è chiaramente ancora da “assorbire” in un sistema in cui già mancava una quadra definitiva. Potenzialmente comunque, per quanto visto, il suo contributo risulterà senz’altro fondamentale.

Assieme a Forrest, l’altro singolo a brillare a livello offensivo è stato Karlis Silins. Dopo l’exploit al debutto, il centro lettone sta dimostrando di avere le carte in regola per diventare il fulcro del pitturato biancorosso, risultando al momento più efficace del compagno Brajkovic. Per l’ex Gottingen sono arrivati altri 15 punti con 6 rimbalzi catturati, ma soprattutto il suo inserimento sta procedendo a gonfie vele. Meno bene invece in difesa, punto debole evidenziato anche da Luca Banchi nel post gara, il quale lo conosce a fondo per averlo allenato in Nazionale. Una bella disamina quella offerta dal coach della Virtus, il quale ha evidenziato l’educazione e la propensione all’ascolto di Silins. I suoi margini di miglioramento sono ancora ampi.

CANTIERE APERTO

Buone notizie per coach Calabria, il quale però continua a trovarsi di fronte ad un dilemma. L’arrivo di Christon ha portato a sette gli stranieri di Pistoia, costringendo lo staff tecnico a tenerne fuori uno. A Bologna alla fine, come preventivato, è restato fuori Eric Paschall. A pesare è stata una condizione fisica evidentemente non ottimale, rispetto ad una squadra complessivamente piuttosto pimpante. Fra meno di una settimana a Cremona – restando all’attualità- tornerebbe a presentarsi lo stesso “problema“. Tra virgolette poiché difatti tutto è fuorché un problema.

Già il fatto di poter decidere con calma cosa fare, per Pistoia rappresenta una novità assoluta. Avere sette stranieri nel roster senza la fretta di tagliarne uno, si tratta di un fatto insolito a livello economico per il club biancorosso. Al momento l’obiettivo sarà cercare di far integrare il prima possibile Christon, regista prescelto della squadra ma ultimo ad essere arrivato. Nel frattempo vedremo se verrano sciolte le riserve su chi eventualmente dovrà lasciare la Estra anticipatamente.

Pur essendo rimasto fuori con Bologna, sarebbe quantomeno sorprendente veder “liberato” Paschall. Tagliarlo significherebbe infliggergli una inutile mazzata sull’autostima. Dopo aver deciso di cogliere l’occasione estiva sarebbe corretto fare di tutto per farla fruttare. L’ex Golden State può essere un crack ma è innegabile che avrà bisogno ancora di tempo. Viste le prestazioni di Forrest poi, anche l’operazione “esterno per esterno” appare fuori dalla logica. Tutto fa pensare dunque che si possa ragionare su un lungo, pur a costo di perdere un po’ di quella fisicità tanto ricercata in estate. Insomma, tant i pensieri che circolano nella testa di staff e dirigenza. Pistoia è ancora un cantiere aperto e i lavori proseguono senza sosta. Prima saranno risolti alcuni tasselli, prima vedremo una squadra nella sua completezza.

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