Pistoia, questa la tua nuova natura: a Cremona due punti d’oro

Fisicità e percentuali basse dalla lunga, al PalaRadi è stata una battaglia. L’inizio è sprint ma sarà necessario trovare un equilibro

La 250esima partita dell’era Pistoia Basket in Serie A non è stata certo adatta ai deboli di cuore. Un finale convulso, confuso e deciso con una prodezza allo scadere dell’ultima sirena. Non sono mancati colpi di scena, errori marchiani, sorpassi, controsorpassi e anche un episodio controverso in panchina. Una partita certo non spettacolare tecnicamente, con percentuali bassissime – specialmente da oltre l’arco – e tanta lotta fisica.

In fin dei conti, specie in questi casi, ciò che conta di più in assoluto è il risultato. Due punti d’oro per la classifica e l’avversaria, al momento apparentemente tra le maggiori candidate a giocarsi la permanenza in massima serie. Dopo due tre giornate, Pistoia ha già raccolto due successi. La scorsa stagione lo stesso numero di vittorie arrivò alla 6ª giornata, peraltro in casa contro Venezia, prossima avversaria al PalaCarrara.

LA NUOVA NATURA DI PISTOIA

Dominio al rimbalzo (47 a 35) e 3/13 dalla lunga distanza. Al PalaRadi è uscita la nuova natura del Pistoia Basket 2024/25. La squadra costruita dal presidente Ron Rowan si è manifestata in tutte le caratteristiche elencate nella conferenza di presentazione del nuovo progetto. Una squadra fisica e arcigna, alla ricerca di un maggiore gioco nel pitturato e che poco si sarebbe affidata al tiro da oltre l’arco, considerato “rischioso“. Dopo un esordio in campionato dalle percentuali “esagerate” da lontano e l’intermezzo dell’impegno proibitivo con la Virtus, i biancorossi si sono calati in una dimensione diversa.

Un match sporco e duro quello di Cremona, in cui sono usciti valori di agonismo ed aggressività. La Vanoli è squadra che già lo scorso anno era ben conosciuta per far giocare male gli avversari. Un tipo di approccio a cui Pistoia non si è sottratta e anzi è riuscita a sopravanzare gli avversari proprio in termini di energia, come spiegato dallo stesso coach Calabria nel post gara. A livello offensivo la partita è stata sufficiente alla vittoria, con grande protagonista Rowan oltre alle certezze Silins e Forrest, seppur a livello di gioco i meccanismi non siano apparsi ancora ben oliati. In difesa la squadra è sembrata più intensa ed aggressiva delle precedenti uscite, seppur con ancora diversi passaggi a vuoto. Qualche passo in avanti sì ma anche qui i margini di miglioramento restano ampi.

A tal proposito, molto bene ha fatto Luka Brajkovic. L’austriaco ha catturato 10 rimbalzi (9 in difesa) e soprattutto ha stampato 5 stoppate, eguagliando il record societario in Serie A ora condiviso con Alex Kirk (4/10/2015, Pistoia-Brindisi 85-78). Da lui si attende ora un salto di qualità anche in attacco. La mano è educata, a mancare al momento sembra un pizzico di fiducia ma il centro si sbloccherà.

INIZIO SPRINT MA MANCA UNA QUADRA

Dopo tre giornate intanto, la classifica di Estra sorride. Due successi ottenuti con già due trasferte disputate. La scorsa stagione – come detto – ci vollero il doppio delle partite per ottenere 4 punti. Domenica al PalaCarrara arriverà una Venezia sulla carta tra le formazioni più forti ma al momento falcidiata dagli infortuni. Un’avversaria pericolosa, da affrontare con la massima concentrazione con la consapevolezza che le condizioni potrebbero rappresentare una chance da sfruttare appieno.

Meglio comunque volare bassi, la stagione è lunga e tanta è ancora la strada da fare, in termini di costruzione di una quadra oltre che di risultati. Coach Calabria e i suoi possono però tenersi stretti questi due successi, base da cui erigere il prosieguo del campionato. Fondamentale in questo sarà recuperare il miglior Semaj Christon, ancora opaco e in ritardo di condizione. Ancora insufficiente l’apporto di Elijah Childs, anche al PalaRadi poco efficace. Senza dimenticare ovviamente Eric Paschall, in attesa di tornare a calcare il parquet.

Dal campo allo spogliatoio, tiene banco quanto accaduto nel finale di gara a Cremona. Il diverbio tra coach Calabria e il presidente Ron Rowan sul rientro in campo del figlio Maverick rischia di lasciare strascichi nel rapporto tra società, staff e giocatori. Episodi simili rischiano di minare quanto di buono raccontano i risultati, i quali al momento permettono – anche se solo in parte – di nascondere la polvere sotto al tappeto. Per una felice stagione sarà necessario trovare un equilibrio totale, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

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