Maverick Rowan, alla ricerca della fiducia: Cremona-Pistoia spartiacque?

Dal giorno del suo approdo in biancorosso i giudizi sono stati netti. Oggi il numero 8 vive il primo momento di rivalutazione nei suoi confronti

Un arrivo accolto con diffidenza e mugugni. Una delle mosse della nuova proprietà più mal digerite dai tifosi. Difficile all’apparenza riporre fiducia in Maverick Rowan. La sua carriera fin ad oggi era stata tutt’altro che esaltante. Un buon inizio a livello giovanile tra high school e college era stato presto sostituito da stagioni molto negative tra G League ed Europa, con pochi sprazzi di qualità in campionati di basso livello.

Passare dal massimo campionato ceco alla Serie A era apparso come un profondo salto nel vuoto. Ma dopo le prime due giornate tra alti e bassi, è seguita la prova da MVP di Cremona. Una serata in linea con la sua carriera? Con tanti picchi e pochissima continuità? O siamo invece di fronte ad un vero e proprio spartiacque?

INIZIO ALTALENANTE

La sua firma con il Pistoia Basket del padre neo presidente non è andata giù alla maggioranza dei supporters biancorossi. Non sembravano esserci altri motivi a giustificare la sua presenza al PalaCarrara se non per ragioni di parentela. Il precampionato poi, non ha certo aiutato a far placare questi pensieri. Rowan era subito apparso discretamente egoista in campo, intenzionato molto a segnare e poco ad aiutare la squadra in difesa. Si era piuttosto fatto notare per un acceso nervosismo, nonostante si trattassero di amichevoli. Che sentisse dentro di sé di dover dimostrare di avere grandi qualità a tutti i costi? Senz’altro una delle possibili chiavi di lettura.

Con l’inizio del campionato, alcuni atteggiamenti sembravano immutati. L’esordio in LBA racconta di un Rowan sì autore di 17 punti, ma con un modesto 5/13 al tiro. Tante le forzature e le scelte sbagliate, minima l’efficacia in difesa se non a rimbalzo. L’insistenza nell’andare alla conclusione si è vista ancora di più nella giocoforza complicata trasferta di Bologna dove le soddisfazioni personali sono state inferiori. I punti realizzati sono stati 11 con 4/11 dal campo. Più semplice da comprendere la difficoltà in difesa, vista la caratura degli avversari. Meno il battibecco con Belinelli, a rilanciare spettri sulla sua tenuta mentale. Due partite che hanno lasciato un sapore agrodolce tra innegabili qualità fisiche e un incaponimento alla soluzione personale che ha fatto storcere il naso ai più.

A PICCOLI PASSI

Si arriva dunque al match del PalaRadi. Dopo aver avuto la partita in mano, Pistoia era ad un passo dalla sconfitta. Ci ha pensato inizialmente Eboua a regalare una nuova ed impensabile chance. L’esecuzione dell’ultima azione, ammetterà coach Calabria in conferenza stampa, non è quella dello schema disegnato durante il time-out. Forrest trova Rowan sul gomito e il numero 8 – fino a quel momento già il migliore in campo – riesce a liberarsi della marcatura dello stesso Eboua e realizzare la magia del trionfo allo scadere. Tripudio in campo e sugli spalti, per un attimo tutto il passato sembra cancellarsi.

A colpire non sono solo i 22 punti ma soprattutto un pazzesco 9/10 da dentro l’area. Resta qualche tiro di troppo preso da oltre l’arco (0/3) ma per la prima volta dal suo arrivo Rowan ha giocato una partita piuttosto ordinata in attacco, diminuendo in generale le forzature nelle conclusioni. Le lacune in difesa permangono ma, pur evidenti, appaiono affievolite. Almeno stavolta, in più di un’occasione, Rowan ha usato la propria struttura per uscire vincitore dalla lotta fisica messa in piedi da Cremona. A piccoli passi, ma con la luce dell’exploit valso due punti potenzialmente pesantissimi.

PROCEDE LA MISSIONE FIDUCIA

Il buzzer beater della vittoria sulla Vanoli ha provocato una massiccia reazione sui social. Il tema della discussione è stato, ovviamente, lo stesso Maverick Rowan. La sua prestazione ha fatto ricredere tanti tifosi che fino a quel momento non avevano visto di buon grado la sua presenza a Pistoia. Molti si sono sentiti in dovere anche di porgergli delle scuse, pentiti di averlo screditato prima di vederlo all’opera sul campo. Altri ancora restano perplessi, consapevoli – come detto in apertura – che di picchi simili in passato il classe ’96 ne ha avuti.

Come si posizionano i piatti della bilancia? Al momento Rowan sembra esser riuscito a far ricredere buona parte dei supporters pistoiesi. Confortati dai numeri e dal canestro del trionfo del PalaRadi, il giudizio sul numero 8 in questo momento è in netta ripresa. Dall’altra parte, siamo pur sempre alla terza giornata e il rischio di cadere in una nuova valutazione affrettata è ancora possibile. Anche perché Pistoia è ancora sulla strada di trovare un proprio equilibrio.

Ciò che possiamo ipotizzare – e anche sperare – è che il match di Cremona possa risultare decisivo come spartiacque in quella disperata ricerca di fiducia da parte dell’ambiente di cui Maverick Rowan è sempre sembrato andare a caccia. Il numero 8 è parte del roster biancorosso e merita quantomeno di essere supportato per il bene suo come individuo e per quello dell’intera squadra. E se è pur vero che quanto andato in scena nei minuti finali del PalaRadi tra il padre presidente e il coach non lo abbia aiutato ad ingraziare la sua figura agli occhi esterni, lo è altrettanto come molto del suo rendimento potrebbe passare proprio dall’affetto – o dalla sua assenza – nei suoi confronti.

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