Nell’immediato post-partita con Trento, coach Markovski analizza il finale e spiega i minutaggi: «Abbiamo poco talento offensivo»
Un altro finale da sliding doors per l’Estra Pistoia di coach Zare Markovski, dopo la già bruciante sconfitta di Sassari. Una rimonta completata e la palla per passare avanti, salvo poi perdere la bussola sul più bello e vedere Trento festeggiare e mantenere l’imbattibilità. E proprio su quel finale si concentra l’allenatore biancorosso nell’immediato post-partita.
«A lungo andare, giocando in dieci giocatori, loro hanno avuto le forze fisiche per essere più lucidi nel finale. Noi invece non siamo stati in grado gestirlo come volevamo, concentrando il gioco su Christon e Silins. Naturalmente il motivo è solo e soltanto la stanchezza».
Sicuramente decisiva è stata la serata al tiro delle migliori bocche da fuoco dell’Aquila: Lamb, Ford e Cale sono stati capaci di sfruttare il giro palla e di trovarsi fin troppe volte con il tiro aperto. Un aspetto tecnico che ha concesso agli ospiti di ribattere spesso i parziali di Pistoia e di creare anche il gap su cui i biancorossi sono stati costretti a rincorrere e a profondere importanti energie. Energie figlie anche di una gestione dei minutaggi evidentemente sbilanciata, con il trio Christon-Rowan-Silins che è stato il più spremuto.
«Ci prendiamo sicuramente l’essere riusciti a mandarli ben oltre le loro medie di punti subiti. I tiri dei loro attaccanti? Sono bravissimi a leggere gli aiuti in difesa e anche oggi hanno trovato spesso il modo di punirci. Su Lamb e Ford non siamo riusciti a fare cambio sistematico e a farli faticare di più. Il minutaggio troppo sbilanciato? Dipende dal poco talento offensivo che abbiamo. Oggi abbiamo segnato più del dovuto, ma il problema rimane».
LE PAROLE DI ROWAN
Nel post partita è intervenuto anche Maverick Rowan, il quale vede nel lavoro l’unica possibilità per tornare a vincere e ricompattare una squadra per la quale si è definito “preoccupato“.
«Dobbiamo fare meglio nei finali, molto semplice. Tutti pensiamo la stessa cosa: dobbiamo lavorare. Il nostro nuovo coach è qui da due settimane e noi ora abbiamo una pausa che può servirci a migliorare. Non mi preoccupo molto di me stesso, ma solo della squadra», ha concluso il numero 8.


