La staffetta Brajkovic-Smith potrebbe essere seguita da nuovi interventi sul roster: Forrest e Childs rischiano di essere i “sacrificati”
Con la sconfitta casalinga con Trento si è chiusa una prima tappa della stagione biancorossa. Alle spalle una prima parte di stagione travagliata – specialmente extra campo – ma con tre vittorie in cascina, davanti un futuro da costruire con una nuova guida tecnica e una squadra già in parte rivoluzionata. I cambiamenti però, non sembrerebbero essere finiti qui con la pausa per le nazionali che potrebbe “portare consiglio” ai vertici dirigenziali biancorossi.
“MANCA TALENTO OFFENSIVO”
Facciamo innanzitutto un piccolo passo indietro, partendo dal cambio in panchina. Chiuso il rapporto con coach Calabria – e consumatasi la breve quanto emozionante parentesi Della Rosa – la società del presidente Ron Rowan ha scelto Zare Markovski come nuovo capo allenatore. Un tecnico esperto, abituato al palcoscenico della Serie A ma allo stesso tempo per anni lontano da questi parquet.
Dopo l’amara sconfitta di Sassari al suo debutto, ha seguito il KO interno con la capolista Trento. Match quest’ultimo al termine del quale l’ex coach di Milano e Bologna ha individuato nella “mancanza di talento offensivo” uno dei difetti del roster a sua disposizione. Una frase che conseguentemente ha innescato un dubbio: dove ricercare questa mancanza? Sarà sufficiente il lavoro in palestra a ripianare questo gap o servirà invece tornare sul mercato?
Non rientra forse in questo senso stretto l’arrivo di Andrew Smith, che ha sostituito il partente Luka Brajkovic, sebbene dalla sua il nativo di Pompano Beach possa vantare maggiore esperienza. Questo cambio sotto canestro potrebbe però rappresentare solo il primo movimento di queste due settimane di stop dal campionato, con Childs e Forrest primi indiziati come “sacrificabili” per far spazio a nuovi rinforzi dal talento offensivo più spiccato.
CHILDS E FORREST SACRIFICABILI?
Non è un mistero come le prestazioni di Michael Forrest siano calate di tono dall’arrivo in biancorosso di Semaj Christon. Al play ex Brescia sono state affidate le chiavi della squadra e di ciò pare averne risentito il classe ’99, coinvolto in un numero minore di possessi e di conseguenza meno efficace. Al momento l’arrivo di un playmaker non sembrerebbe avergli liberato più spazio come ipotizzato, anche perché Christon gestisce e conclude personalmente un elevato numero di azioni. Un peccato sicuramente visto l’eccezionale 50% da 3 del “Mago”, così come la sua capacità di accendersi e togliere le castagne dal fuoco dimostrata in più di un’occasione. Per dare una valutazione sulla bontà della sua eventuale partenza ci sarà da attendere il nome del sostituto, il quale avrà il compito di migliorare le buone medie avute dal prodotto dei Florida Atlantic Owls.
Lo stesso discorso non si può invece riproporre con Elijah Childs. Se Forrest dalla sua ha comunque collezionato una serie di prestazioni positive, si fa infatti ancora attendere la prima prova di valore dell’ala ex Trapani in Serie A. Dopo il buon esordio casalingo con Napoli, Childs non ha mantenuto le aspettative e le sue prestazioni sono restate opache fino a scendere ulteriormente di livello nella pessima serata contro Trento, marchiata da errori fatali nel finale. Il suo apporto fin qui minimo alla causa potrebbe far dunque pensare ad un cambio di rotta sotto canestro, con un nuovo lungo da affiancare a Karlis Silins, papabile nuovo centro titolare.
Il tutto ovviamente in attesa di Eric Paschall. L’ex Golden State al momento resta sullo sfondo, con coach Markovski in attesa di ritrovarlo in una condizione migliore per rilanciarlo. Sebbene al momento il suo investimento non abbia ripagato, è altrettanto vero che salutarlo senza concedergli ulteriori chance renderebbe difatti incomprensibile la sua firma. Le sue condizioni erano note in partenza, dunque l’ipotesi più plausibile sembrerebbe quella di attenderlo ancora, sperando possa dare una scossa decisiva nella seconda parte di stagione.



