Estra Pistoia, così diversa e così uguale

Stessi errori in difesa e poco spazio agli italiani: contro Trapani l’Estra non ha superato un’altra prova. E a Scafati sarà ultimo appello

Ormai il paradosso è di casa all’Estra Pistoia, come d’altronde si è visto nelle ultime settimane. Difficile però non notare come il cambio in panchina, arrivato su un record momentaneo di 3-3, non abbia prodotto altro che risultati negativi. Ovviamente le cose, nella vita come nella pallacanestro, sono sempre più complesse dei meri numeri. In primis perché coach Zare Markovski, dall’alto della sua esperienza, ha da subito individuato e cerchiato col pennarello le fragilità insite nel roster biancorosso. E contro una Trapani in formato “Expo di talento cestistico” queste debolezze si sono puntualmente riviste.

Un copione che si ripete, con l’Estra arrivata ad un passo dal prendere le redini della gara. Stavolta, va detto, risalendo con orgoglio dal -21 di inizio terzo quarto, quindi spendendo un’importante dose di energie per riaccendere una gara che appariva ormai chiusa. Forrest e Silins, insieme a tutti gli altri stranieri, hanno rimesso in piedi la gara, ma non sono stati in grado di dare la zampata decisiva e di compattarsi nella metà campo difensiva, laddove era praticamente scritto che i vari Robinson e Galloway avrebbero di nuovo tentato di colpire. Si è dunque ancora arrivati ad un finale dove le lingue erano a terra e anche le braccia faticavano ad alzarsi.

DIFESA E ATTACCO

Le troppe seconde occasioni al tiro spesso citate da coach Markovski sono un dato di fatto inappellabile, specie se concesse a squadre che possono liberare al tiro dei veri e propri cecchini come Galloway. Ma anche Olisevicius, Lamb, Cale e altri ancora. Quando una palla che dovrebbe essere tua finisce nelle mani dell’avversario, ci sono attimi in cui la difesa deve ricomporsi e riposizionarsi e quindi anche il rischio di offrire il fianco al secondo attacco. Ma a volte, alla Trapani di turno, può bastare anche il primo. Specie se si prosegue in letture errate e in accoppiamenti rivedibili a difesa a schierata.

Aldilà della non-vocazione del roster pistoiese a curare la parte cosiddetta contenitiva, risulta fin troppo chiaro che queste sono le cose che più bloccano il cammino dell’Estra in campionato. Nelle ultime tre gare si è sempre andati sopra i 90 punti subiti, segnando di fatto un netto peggioramento rispetto ai 79.6 di media delle precedenti uscite (tra l’altro con l’unico neo dei 102 rimediati a Varese). Ma possiamo vedere anche come essere passati da 75.6 segnati a 88 (sempre nelle ultime tre) non abbia obiettivamente risolto il problema dei risultati. Il talento offensivo dei biancorossi, senza dubbio incrementato dagli ingressi di Kemp e del recuperato Paschall, dovrà essere messo al servizio di una più incisiva copertura difensiva.

E male non farebbe certo, sempre nell’ottica di subire meno, una più consistente presenza nelle rotazioni degli italiani. Impossibile chiedere di più, in entrambe le fasi, a Della Rosa, Saccaggi, Benetti e Anumba, se il minutaggio concesso loro è l’equivalente di una toccata e fuga. Impossibile che entri la tripla del potenziale overtime a Treviso o le bombe nel finale di secondo quarto contro Trapani, se a spararle sono giocatori che non vedono il campo con continuità. Altrettanto difficile che il succitato prodotto di Winthrop abbia una crescita costante stando a guardare i compagni dalla panchina.

ESTRA, A SCAFATI NON PUOI SBAGLIARE

Visti questi e gli altri problemi di lungo corso dell’Estra Pistoia, adesso c’è anche la classifica a preoccupare. Cremona e Varese sono ad una sola vittoria dai biancorossi e Scafati, che appunto si affronteranno questo sabato al PalaMangano. La situazione conferisce dunque alla sfida in Campania tutti i crismi della prova da non sbagliare assolutamente. Il tutto contro una squadra estremamente fragile ma con diversi punti nelle mani. L’esame sarà principalmente sul contenimento dei vari Gray, Stewart e Pinkins. I biancorossi non devono più dimostrare il loro talento: adesso è il momento di mostrare concentrazione e coesione.

Ovviamente ci sarà ancora una volta da decidere chi tenere fuori. Far debuttare Andrew Smith rappresenterebbe la mossa per inserire un giocatore più di sistema sacrificandone uno meno continuo nelle due fasi. E in una sfida così delicata già escludere uno tra Paschall e Kemp apparirebbe come un indebolimento in partenza. Il tutto considerando anche l’incognita tecnica che ad oggi rappresenta il lungo naturalizzato lettone, mai riuscito ad allenarsi con continuità dal suo arrivo a Pistoia. Insomma, solo una vittoria può ridare serenità ad un gruppo provato da troppe delusioni.

In caso contrario, allora, si giungerebbe alla quinta sconfitta di fila e quindi ad una probabile rimessa in discussione della squadra e, forse, della guida tecnica. Anche perché i cambiamenti operati su staff e roster prima e durante la pausa delle nazionali ci hanno finora consegnato un’Estra combattiva ma incapace di compiere lo step necessario per vincere. Il gioco ovviamente prevede questo, aldilà delle reali colpe e mancanze. Per quelle, insieme alle scelte operate, parleranno i risultati e i famosi conti che si faranno rigorosamente alla fine.

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