Corrado Scintu, allenatore del Monsummano, è soddisfatto della strada intrapresa dagli amaranto: «Prestazioni eccellenti, risaliremo presto»
“Vi indicherò la strada e starà a voi decidere come percorrerla“. Così Corrado Scintu, allenatore del Monsummano da circa un mese, riassume in poche parole il suo concetto di calcio. Il mister è un vincente, come dimostra il suo palmarès con due campionati e due coppe sulle panchine del Ponte Buggianese e del Quarrata, ed è stato capace di compiere imprese strepitose, salvando squadre sull’orlo del baratro. Proprio per questo la società amaranto ha deciso di affidarsi a lui, per allontanare presto la squadra dalla penultima posizione in classifica, davanti solo al Viaccia, con otto punti conquistati in quattordici giornate e otto lunghezze dalla zona salvezza.
Cosa manca alla squadra per uscire da questo periodo buio? «Fortuna, cinismo e maturità. I ragazzi stanno esprimendo uno splendido calcio – commenta Scintu – hanno schiacciato dal punto di vista del gioco delle vere e proprie corazzate come il Pietrasanta, l’Urbino Taccola e la Real Cerretese, ricche di giocatori di categoria superiore. Abbiamo sempre dominato gli avversari, però i gol regalati e le occasioni fallite ci sono costati caro. Complessivamente ci mancano otto punti, tra ko e pareggi, ma sono sicuro che ci rifaremo».
Come hai trovato i ragazzi al tuo arrivo e come stai lavorando con loro? «I giocatori sono carichi e consapevoli di poter fare meglio. Le qualità dei singoli non si discutono, figurano nomi di alto livello come Guarisa, Maiorana e Ferrara, capaci di risolvere le partite in qualsiasi momento. In situazioni come questa conta essere una squadra – sottolinea il mister – e l’ho fatto presente soprattutto al primo allenamento, quando ho voluto un po’ giocare con loro. Quella volta, infatti, misi una porta da calcio mobile in mezzo al campo e chiesi ai ragazzi di spostarla. Si resero conto di dover essere non uno, non due, ma tutti insieme a trascinarla via – racconta Scintu -, simboleggiando la necessità di essere un tutt’uno per fa risalire il Monsummano da questa situazione».
Che tipo di allenatore sei? «Per quanto mi riguarda, l’impegno e la fatica non sono negoziabili. I giocatori l’hanno capito allenamento dopo allenamento, e infatti ora stiamo remando verso la stessa direzione. Questo è il mio ventinovesimo anno da mister – rammenta Scintu -, ho combattuto molte battaglie e ne ho vinte altrettante, anche in condizioni peggiori rispetto a quella in cui versa il Monsummano allo stato attuale delle cose. Pretendo solo positività, organizzazione e determinazione, ingredienti indispensabili per vincere». A tal proposito, qual è l’impresa più grande che hai compiuto? «Ne ho fatte diverse, ma quella del primo anno al Ponte Buggianese è la più incredibile. La squadra era penultima – ricorda il mister amaranto – con 11 punti alla sedicesima giornata. Ci siamo salvati senza passare dai playout, per poi fare la stagione successiva, con pochi soldi investiti sul mercato, un cammino strepitoso, vincendo il campionato e la Coppa».
Nella tua lunga carriera sei rimasto sempre fedele ai tuoi ideali o sei cambiato nel tempo? «Sono in continuo aggiornamento. Quattro anni fa ho preso il patentino UEFA A, ovvero da allenatore professionista, assieme a tanti campioni – riferisce il mister amaranto – come Pirlo, Gilardino e Batistuta. Il corso sostenuto a Coverciano mi ha insegnato tanti concetti nuovi, che sto mettendo in pratica in campo con i ragazzi». Su cosa si basa il tuo ideale di calcio? «Sui principi, sono convinto che siano fondamentali a una squadra per vincere le partite. Via via ne sto applicando sempre di nuovi – prosegue Scintu – e poi starà ai singoli metterli in pratica, però questo ideale di calcio è meno prevedibile e concede più libertà di scelta ai giocatori in campo».
Tornando al Monsummano, come sta operando il club sul mercato? «La società è molto presente, ha messo a segno due ottimi acquisti come Gemignani, giocatore malleabile e di grande esperienza, e Robusto. Ci sono stati anche diversi addii – continua l’allenatore dei valdinievolini – per motivi di varia natura». Infine, notizie dall’infermeria? «Attendiamo il recupero di Marseglia, presto in gruppo, Goti, Perillo e Ceceri, fermo non per ragioni fisiche. Quindi la squadra è quasi al completo, è solo questione di tempo».


