Dall’esordio a 17 anni al ritorno in via Fermi da leader, l’uomo delle due promozioni e una carriera dipinta dei due colori più amati
Chissà cosa sarà passato nella mente di quel ragazzo appena 17enne quando nel giro di pochi mesi dal suo arrivo a Pistoia si trovò a scendere in campo con la canotta della prima squadra. Emozione, orgoglio, soddisfazione. Da quel 1° novembre 2009 – un Pistoia-Jesi di LegaDue – sono passati oltre 15 anni ma le sensazioni immaginiamo siano state altrettanto profonde ed intense a quelle provate il 7 dicembre scorso contro Trapani da un – ora ben più maturo – Lorenzo Saccaggi.
STORIA D’AMORE
Una storia d’amore lunghissima fatta di pause, separazioni e ritorni. Il più classico dei “grandi amori”, che si è ritrovato nel momento giusto, alla base della costruzione della squadra che di lì a 3 anni avrebbe festeggiato il ritorno in Serie A. Una promozione conquistata per la seconda volta, a distanza di dieci anni dalla memorabile Gara 5 di Brescia.
Quella sera fu proprio il giovane Saccaggi a “morire” con la palla in mano mentre i secondi scorrevano e i tifosi iniziavano ad invadere il parquet del PalaCarrara. Davanti a lui Fiorello Toppo, pronto ad abbracciarlo e dare il via alla festa. Lo stesso capitano di quell’indimenticabile annata è stato protagonista con lui dello splendido passaggio di consegne tra leggende biancorosse, con la maglia celebrativa numero 260 ad incoronarlo nella storia del Pistoia Basket come recordman assoluto di presenze.
SPIRITO E LEADERSHIP
Ormai pistoiese adottato, il play carrarese ha vestito il numero 15 biancorosso con il suo innato spirito combattivo. Grinta, coraggio e malizia. Nato col basket nel sangue, Sacca è cresciuto in fretta incarnando quella indole ereditata dal padre e condivisa col fratello. Ovunque sia andato indossando la casacca di Pistoia, il classe 1992 si è fatto rispettare e ha fatto rispettare la sua squadra. Duro come il marmo ma dal cuore d’oro.
Lasciata Pistoia dopo il salto in massima categoria, Saccaggi ha saputo essere paziente. Ha proseguito il suo percorso in A2 crescendo prima sotto l’ala biancorossa poi staccandosene definitivamente. Ma le due strade erano destinate ad incrociarsi ancora. E così è stato. Lorenzo è così tornato a Pistoia da uomo, maturo e pronto a guidare la squadra con rinnovata leadership. La sua esperienza risulta decisiva alla crescita di un gruppo italiano forte, condotto con il contributo dell’amico e capitano Gianluca Della Rosa.
NELLA STORIA
Prima arriva la Supercoppa a Lignano Sabbiadoro, poi il trionfo di Torino. Stavolta il futuro post promozione cela la prima volta in Serie A. L’ennesima soddisfazione, la meritata chance di mettere i piedi sul maggiore palcoscenico nazionale. Un lungo viaggio premiato con un’annata straordinaria conclusa solo ai quarti play-off con in mezzo la prestigiosa qualificazione alla Final Eight.
Gli anni passano, le stagioni consecutive ora sono cinque, ma quell’ormai iconico baffo continua a rimanere una confortevole conferma in via Fermi. Il primato di presenze non fa che rendere fattuale una realtà comunque incontrovertibile a prescindere dai numeri: Lorenzo Saccaggi è nella storia del Pistoia Basket. Bandiera amata e leggenda scolpita negli annali, un’ispirazione per i tanti piccoli tifosi che un giorno sognano di calcare quel parquet e magari ripercorrere la sua strepitosa carriera. Una carriera, naturalmente, colorata di bianco e rosso.



