Estra Pistoia, quinto pianto: Silins e Forrest le note più liete

Nella battaglia persa dopo due overtime a Scafati, l’Estra paga gli errori e le poche energie. Le pagelle del match del PalaMangano

GABRIELE BENETTI 5,5: I 6′ concessi dal suo coach sul parquet del PalaMangano sono perlopiù dovuti alla situazione falli di Silins e Smith. Il numero zero biancorosso prova a lottare e dare solidità sotto canestro, ma non riesce neanche ad emergere a rimbalzo.

SEMAJ CHRISTON 6: Solo 7′ minuti in panchina per colui che è chiamato a dettare ritmi e a trovare gli spazi per i compagni. In una serata dove il tiro dalla lunga (e anche nel complesso) è molto deficitario, statistiche alla mano, è il migliore dei suoi. Soltanto lui va oltre l’unica tripla a bersaglio: la seconda infatti è la gemma che forza il secondo overtime. Nel mezzo ci sono anche i 7 assist distribuiti ma anche 6 palle perse, di cui alcune proprio nei minuti finali. La stanchezza ha sicuramente inciso.

GIANLUCA DELLA ROSA 6: Nella serata in cui festeggia il traguardo delle 250 gare con i suoi amati colori addosso, il capitano è l’unico italiano utilizzato con continuità da Markovski. Sente molto la partita e cerca di dare una concreta mano ai suoi, pescando anche una tripla nel secondo quarto che diventa la ciliegina sulla metaforica torta della ricorrenza. La sua aggressività sugli esterni di Scafati non sempre paga, anche perché davanti ha spesso e volentieri un maestro del ruolo come Cinciarini. Rientra negli ultimi minuti di gara, dopo tanto tempo ad incoraggiare i suoi dalla panchina, e assiste impotente alla sconfitta che gli rovina la festa.

ERIC PASCHALL 6: Dopo una prima parte di gara dove non viene cercato né servito dai compagni, il numero 5 biancorosso emerge e si prende piano piano la scena. Ovviamente 44′ in campo non erano certo preventivati e con la sua condizione fisica ancora in divenire patisce e non poco i ritmi di una gara che pare non finire più. Ma nel complesso riesce a reggere su un diretto marcatore molto atletico come Pinkins e quando attacca il canestro i campani hanno solo due opzioni: subire canestro o mandarlo in lunetta. Come per i suoi compagni, il tiro dalla lunga lo tradisce, così come la poca lucidità nel finale.

MAVERICK ROWAN 4,5: Ancora una volta si conferma il paradosso tra quanto produce a livello statistico e quanto effettivamente incide in negativo. Sfiora la doppia doppia, giocando però 45′ in continuo calare e perdendo presto la confidenza col canestro. Poi arrivano i falli e le palle perse, alcune davvero sanguinose in momenti che potevano mettere l’Estra in una posizione più comoda. Ma d’altronde non si scopre certo oggi: se le percentuali sono scarse, è difficile trovare altre cose in cui è utile alla causa. Arriva a cinque falli lasciando ancora più soli i suoi compagni e, guarda caso, con Gray anch’esso fuori, si scatena Stewart chiudendo il match-maratona.

MICHAEL FORREST 6,5: Per la prima volta dopo diverse gare il folletto di Pompano Beach riesce a sbloccarsi in attacco in tempi relativamente brevi, mostrando tra l’altro una grande abilità in penetrazione e facendo letteralmente impazzire la retroguardia scafatese. Alcuni appoggi a canestro in terzo tempo sono davvero incredibili per equilibrio e freddezza. Peccato che anche lui incappi in una serata no da dietro l’arco (solo 1/6). Resta il fatto che è l’ultimo a mollare, dopo essersi speso a fondo per la bellezza di 45′ e aver dato fondo a tutte le energie.

LORENZO SACCAGGI s.v.: Solo 3′ in campo per “Sacca” in una gara dove, forse, la sua aggressività avrebbe potuto fare qualcosa contro gli esuberanti Cinciarini e Gray.

ANDREW SMITH 5: Debutto senza dubbio incolore per il naturalizzato lettone, chiamato in causa per gli acciacchi di Kemp. La sua gara inizia subito in salita con troppi falli già sul groppone: aspetto che condizionerà tuttavia la sua non consistente presenza sul parquet (11′). Qualche piccola luce: sporadiche coperture difensive e due stoppate. Senza dubbio una prima prova non da straniero.

KARLIS SILINS 8: Partita senza dubbio mostruosa per il lungo lettone, che già prima dell’intervallo lungo ha già raggiunto la doppia doppia. Il conto finale di 26 punti e 18 rimbalzi narra senza bisogno di ulteriori spiegazioni che le sorti dell’Estra sono transitate dalle sue mani, forti e fini in questa nuova vita da uomo sotto i tabelloni. Il 9/11 dal pitturato pesa molto di più dell’1/4 da dietro l’arco, dove come abbiamo visto nessun biancorosso è riuscito ad eccellere. In difesa il confronto con Jovanovic è appassionante e tosto, ma Silins ne emerge vincitore. Al contrario della sua Pistoia.

COACH ZARE MARKOVSKI 5: Il cambio Smith-Kemp, per la cronaca forzato, si è rivelato presto un tremendo downgrade per Pistoia. Non potendo concedere molti minuti al debuttante di giornata, si ritrova presto a dover ancora più restringere i quintetti e di conseguenza i minutaggi. Gli italiani, Della Rosa a parte, sono utilizzati con il contagocce se non proprio lasciati seduti come nel caso di Anumba, alla seconda gara senza andare a referto. La squadra ricomincia coi soliti errori e fa scatenare gli esterni di Scafati, chiudendo ancora una volta esausta dopo ben 50 minuti di dura lotta. Rimane dunque a zero vittorie da allenatore dell’Estra, stavolta fallendo una gara cruciale.

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