Pistoia bloccata in un loop: a Scafati un copione già visto

Al PalaMangano si sono riproposti ancora gli stessi problemi, la classifica ora impone un immediato cambio di marcia

Sembra di essere finiti in uno di quei film in cui il protagonista precipita in un loop temporale ed è costretto a rivivere suo malgrado sempre le stesse situazioni fino allo sfinimento. Così sembra esser accaduto a Pistoia, il cui copione delle ultime cinque sfide si è pressoché ripetuto inesorabilmente. Partenza sprint, calo nel terzo quarto e caduta sul finale. Non ha fatto eccezione la partita contro Scafati, seppur al PalaMangano l’equilibrio si sia allungato fino al secondo overtime.

Anche la quinta sconfitta consecutiva è difatti arrivata al fotofinish, rimandata due volte dalle prodezze individuali di Forrest prima e Christon dopo. Come l’andamento della gara, a ripetersi continuano ad essere i difetti di una formazione ancora troppo fragile per la spietata Serie A, con coach Markovski a trovarsi di fronte sempre agli stessi problemi.

ROTAZIONE CONCENTRATA…

Ad aiutare il tecnico biancorosso non è intervenuta certo nemmeno la Dea Bendata. Maurice Kemp Jr, tra i migliori nelle sue prime due presenze, è rimasto fuori per un problemino fisico e al suo posto è stato inserito Andrew Smith, al suo debutto. Probabilmente ancora non nella migliore condizione, Smith è restato in campo 11 minuti gravandosi di 4 falli. Ad un giocatore impiegato 32 minuti di media, è subentrato un cestista presente sul parquet un terzo dei minuti. Un dato fondamentale se inserito nel quadro dei minutaggi adottato dall’allenatore di Estra.

Nonostante i due overtime disputati, anche al PalaMangano i minuti sono infatti tutti stati concentrati sugli stranieri. Per un Silins fermatosi a 39, ci sono Forrest, Rowan, Christon e Paschall tutti abbondantemente sopra i 40. Se già si era notata una mancanza di freschezza nelle sfide finite al 40′, questa è risultata ancora più netta dopo i due tempi supplementari.

… E POCA LUCIDITÀ

Lo stesso Markovski nell’immediato post gara ha parlato di «assenza di lucidità», spiegando come la gestione delle forze sia basata difatti sul talento offensivo del roster: «Abbiamo 10 giocatori pronti per difendere ma non tanto per attaccare». Da qui le scelte di tenere ancora fuori Anumba, concedendo appena 3 minuti a Saccaggi e 6 a Benetti con il solo capitan Della Rosa – alla sua 250esima in biancorosso – a toccare quota 14. Il classico cane che si morde la coda, tra una ricerca di maggiore lucidità nei finali e al contempo una rotazione cortissima.

Coach Markovski aveva chiesto anche una squadra rocciosa in difesa, caratteristica che però non si è vista e che con un quintetto così proteso all’attacco risulta davvero complicata da avere. Paschall e Rowan hanno dimostrato ancora i loro limiti nella propria metà campo, con mastini del ruolo restati invece tanti minuti ad osservare in panchina. Lo stesso problema di falli ravvisato dal tecnico sarebbe potuto essere alleviato da un maggior utilizzo degli italiani. Al momento però la linea da seguire resta tracciata. Spetterà allo stesso tecnico trovare il modo di far fruttare al massimo questo tipo di scelta.

COME SI ESCE DAL LOOP?

Una domanda a cui decine di sceneggiatori e creatori hanno cercato di rispondere, ognuno dando la propria versione. Per quanto inermi ci si possa sentire, comunque restare bloccati in un loop ti offre delle certezze. Sai che certe cose si ripetono ciclicamente e puoi provare a prevederle, aggiustando il tiro poco alla volta. Così deve essere anche per Pistoia, la quale imbattutasi ripetutamente nelle stesse difficoltà – vedi i secondi possessi concessi (17 rimbalzi offensivi per Scafati) – deve ora trovare il modo di uscirne.

Un compito tutt’altro che semplice quello che aspetta coach Markosvki e i suoi ragazzi. L’ambiente sta vivendo un periodo di distacco pesante, il gruppo non esprime l’affiatamento a cui siamo abituati in via Fermi e i risultati negativi contribuiscono ad abbassare ulteriormente l’autostima. Non solo. La sfida di Scafati era difatti uno scontro diretto in una classifica che lunedì rischia di vedere Pistoia ancora più vicina alla zona calda. Il tempo è dalla parte dei biancorossi ma urge un rapido cambio di marcia e in questi casi la vittoria è sempre la miglior medicina, prima che dal loop si venga inghiottiti.

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