La T Gema, D’Alessandro: «Le prime due serie ci hanno aiutato ad arrivare qui»

In vista della finale contro la Virtus Roma, Lorenzo D’Alessandro ha commentato sul percorso rossoblu: «Ogni serie ci ha insegnato qualcosa»

Per La T Gema Montecatini è arrivato il momento della finale. Lunedì, al PalaTiziano di Roma, partirà infatti la serie contro la Virtus Roma, che decreterà chi tra le due squadre accederà al prossimo campionato di Serie A2. Un palcoscenico importante per i rossoblù, che per la prima volta nella loro storia si giocano il tanto ambito salto di categoria. Sul percorso de La T Gema e sulle qualità della squadra capitolina, si è voluto soffermare Lorenzo D’Alessandro, ala della squadra guidata da Andreazza.

«L’ESPERIENZA GIOCHERA’ UN RUOLO FONDAMENTALE»

Nelle serie finali, come nei playoff in generale, una delle componenti più importanti è l’esperienza. In momenti dove ogni errore conta, la forza di una squadra esperta è proprio quella di fare la scelta giusta nel momento giusto. «La Virtus Roma è una squadra che, oltre ad avere giocatori di alto livello tecnico, è molto esperta – ha commentato D’Alessandro – queste sono serie che si decidono nei particolari. Anche noi d’altro canto abbiamo una bella storia in questi momenti, con giocatori che hanno vinto tanto e che possono dare il loro apporto in situazioni difficili».

Un percorso playoff a dir poco rocambolesco quello de La T Gema durante questi playoff, che arriva da due gare-5 consecutive. Il percorso poco lineare dei rossoblù, però, non deve essere motivo di preoccupazione secondo il numero 11 de La T Gema: «Veniamo da due gare-5 e due serie in generale molto intense. In quelle occasioni girare i momenti è stato fondamentale, mi viene in mente la tripla di Jackson in gara-5 contro Chiusi dove poco prima eravamo eliminati. L’esperienza di queste due serie precedenti sarà importantissima, siamo pronti ad ogni tipo di imprevisto».

IL FATTORE CAMPO PUO’ ESSERE UN’ARMA A FAVORE?

Nella pallacanestro, è scontato immaginare che la squadra che detiene il fattore campo sia in netto vantaggio rispetto all’avversaria. Questa teoria, però, nasconde dei particolari che in una serie playoff possono fare la differenza. Sul fattore campo, D’Alessandro ha commentato: «Giocare in un palazzetto come il PalaTiziano, dove la tifoseria è una delle più calde d’Italia, è sicuramente stimolante. Da giocatore si vive anche per momenti come questi, sono tifoserie che se stanno in silenzio vuol dire che stai facendo il tuo lavoro. Conquistare una delle due gare lì sarebbe importante, dobbiamo pensare ad una partita alla volta».

«LE DUE SERIE PRECEDENTI CI HANNO INSEGNATO MOLTO»

Come abbiamo già scritto in precedenza, il percorso playoff de La T Tecnica Gema non è stato come tutti si aspettavano. Da netta favorita contro Chiusi, i rossoblù hanno portato la serie a gara-5, e anche contro Treviglio è stato lo stesso. «Un percorso altalenante, ma positivo – lo ha definito D’Alessandro – queste due serie ci hanno insegnato cose preziose che ci porteremo dietro in questa finale. La serie contro Chiusi ci ha insegnato a non mollare mai, avevamo iniziato bene sul 2-0, ma sono emerse le loro qualità in gara-3 e 4. In gara-5 eravamo con un piede nella fossa, ma proprio la voglia di non arrenderci ci ha portato al supplementare e poi a conquistare la vittoria. Treviglio, d’altro canto, è stata una serie diversa, non siamo partiti bene all’inizio ma abbiamo reagito bene nel corso delle partite. La serie contro la TAV ci ha insegnato a reagire subito».

L’APPELLO AL POPOLO ROSSOBLU’

Una serie finale per la promozione in A2 non capita tutti i giorni, soprattutto per La T Tecnica Montecatini che non è mai riuscita a superare i quarti di finale nelle passate stagioni. Per questo, Lorenzo D’Alessandro, ha lanciato un appello ai tifosi, chiedendo la massima partecipazione: «Occasioni come queste non capitano tutti i giorni, avremo bisogno del sostegno di tutti i nostri tifosi. In gara-5 contro Treviglio è stato bellissimo vedere il palazzetto pieno, in spogliatoio è stata una delle prime cose che ci siamo detti dopo la vittoria. Chiedo a tutti di partecipare, con la speranza di ricordare questa serie con una nostalgia positiva».

Riccardo Rizzuto
Riccardo Rizzuto
Classe 2004, attualmente studente alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Firenze. Vivo il basket sin da piccolo con l’obiettivo di raccontarlo.

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