Ferraro, volto molto conosciuto del calcio valdinievolino, ha perso la battaglia contro un brutto male. Venerdì l’ultimo saluto
A mio padre e a mia madre devo la vita, al mio maestro una vita che vale la pena di essere vissuta“. Il sommo pensiero è quello di Alessandro Magno nel sottolineare il ruolo fondamentale che aveva avuto nel suo percorso di crescita il filosofo Aristotele, precettore e mentore del più grande condottiero tale ruolo di tutti i tempi. Nella frenetica era moderna votata al virtuale, tale ruolo, oltre che alla famiglia, spetta alla scuola ed anche alle società sportive a partire dalle fasce di età dei più piccolini. Un ruolo impegnativo, da svolgere da parte degli istruttori con passione, preparazione, certosina pazienza e coinvolgente entusiasmo, ricordando sempre che il calcio è innanzitutto divertimento.
Ezio Ferraro, discreta punta a livello dilettantistico e grande tifoso dell’Inter, era l’uomo giusto al posto giusto. A lungo istruttore e quindi responsabile della scuola calcio della Polisportiva Coperta, compito svolto egregiamente al servizio del Tau, del Monsummano e quindi a Pescia, ultima tappa di un lungo viaggio che lo ha arricchito e gratificato a livello umano. Perfetto nei rapporti interpersonali con gli altri allenatori, ad ogni persona ha lasciato dentro quell’inconfondibile sorriso e le classiche battute prima di iniziare l’allenamento, il passo svelto “di pedina”, stile Gasperini, i toni giusti nell’insegnare i rudimenti del football e a non darsi mai per vinto.
Come del resto ha fatto lui stesso nella strenua ed impari battaglia, combattuta con estrema dignità contro un male subdolo e inesorabile, che la notte scorsa l’ha portato via, a 65 anni, all’affetto dei propri cari, di tanti piccoli atleti e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. La salma sarà esposta nelle sale delle Cappelle del Commiato Romualdi di Borgo a Buggiano, mentre la cerimonia funebre è prevista venerdì 27 Dicembre. Buon viaggio Ezio.



