Dal 2021 ad oggi solo quattro volte su diciotto ha vinto il campionato una squadra che non era prima al giro di boa. Ma i numeri dicono anche altro
Dei numeri messi a referto dalla Pistoiese nella prima parte di stagione si è già detto molto. Gli arancioni sono arrivati al giro di boa con 31 punti in classifica, otto in meno della capolista Forlì e con una media punti di 1,82. I dati migliorano notevolmente esaminando solo il periodo con Villa allenatore: 15 punti in sette gare e 2,14 come media per partita. Ma questi numeri possono bastare per far credere la Pistoiese nella rimonta? Abbiamo spulciato negli archivi statistici delle ultime tre annate di Serie D (21/22, 22/23 e 23/24), prendendo in esame i gironi a 18 squadre di tutta Italia, per un totale di 18 campionati. Andiamo quindi a vedere alcuni numeri che possono, da un lato, incoraggiare la squadra arancione e dall’altro metterla ulteriormente in allarme sulla difficoltà della missione remuntada.
IL CAMBIO DELLA GUARDIA E’ UN FATTO RARO
Partiamo da uno dei “dati” meno incoraggianti, se lo si osserva dal lato della Pistoiese. Quante volte ha vinto il campionato una squadra che, alla metà delle gare giocate, non si trovava in testa? Solamente quattro circostanze sulle 18 prese in esame, per un totale di poco più del 22%. Uno di questi quattro esempi ce lo ricordiamo bene perchè riguarda il Girone D dello scorso anno in cui, per onor di cronaca, l’esclusione della stessa Pistoiese sparigliò notevolmente le carte in tavola a pochi turni dal termine. Premesso questo, lo scorso anno a festeggiare dopo 17 gare (quindi considerando ancora come valide le sfide contro la Pistoiese) furono San Marino e Ravenna con 33 punti (media 2,06).
Il Carpi, poi vincitore a fine anno, girò con 30 punti in quinta posizione e quindi sei gettoni di ritardo, trionfando alla fine con 68 (media 2,12). I sei punti recuperati dai biancorossi nella stagione 23/24 sono anche l’unico caso, dei quattro in totale, in cui la squadra poi vincente si trovava più indietro della terza posizione. E questo è un elemento che deve necessariamente far sperare la Pistoiese. Gli altri tre casi di sorpasso in vetta tra metà e fine stagione sono questi: il Legnago ai danni dell’Adriese nel Girone C 22/23 (Adriese al giro di boa con 1,82 di media, Legnago vincente con 1,76), l’Arezzo ai danni della Pianese nel Girone E 22/23 (senesi a metà anno con 2,18 di media, Arezzo trionfante con 2,06) e il Brindisi ai danni della Cavese nel Girone H 22/23 (dopo un primo posto ex-aequo e il conseguente spareggio in gara secca).
QUANTI PUNTI POTREBBERO SERVIRE ALLA PISTOIESE?
Esaminando invece la situazione della Pistoiese, è chiaro come la media di 1,82 punti non possa bastare per pensare di vincere il campionato. E 2,14 invece? La situazione già migliora notevolmente: con un ruolino di marcia del genere gli arancioni avrebbero vinto 10 dei 18 campionati presi in esame. E’ ovvio che per “portare” la media dall’1,82 attuale alla 2,14 della gestione Villa, l’Olandesina dovrebbe notevolmente incrementare il bottino di punti nel girone di ritorno. Per arrivare intorno a quella media, la Pistoiese dovrebbe finire il campionato con 73 punti, ovvero mettendone a referto 42 nel girone di ritorno, a fronte dei 31 già in suo possesso. Il tutto senza considerare che il Forlì sta viaggiando veramente forte e con 39 punti al giro di boa (2,29 di media) è la seconda miglior capolista d’Italia a pari merito col Siracusa nel Girone I.
Le conclusioni quindi si traggono piuttosto velocemente. Se i romagnoli dovessero mantenere questa media, terminerebbero il campionato con 78 punti. Per raggiungere tale soglia, alla Pistoiese occorrerebbero 47 punti in 17 giornate e l’unico modo per farli sarebbe vincere 15 partite e pareggiare le altre due. Tradotto, un’impresa ai limiti dell’impossibile. Un rallentamento del Forlì, e magari anche del Ravenna, è quindi indispensabile per tenere accesa la fiammella della speranza. Ma prima di tutto, gli arancioni dovranno guardare in casa propria e fare la corsa su loro stessi.
OCCHIO AI RALLENTAMENTI…
Ma proprio in quest’ottica subentra un altro dato statistico che può tendere la mano alla Pistoiese. Gli allenatori, tra cui Villa che lo ha già ripetuto alcune volte, sanno bene che nel girone di ritorno inizia “un altro campionato”. Non solo una frase scontata per dire che tutte le partite sono fondamentali, ma un vero e proprio elemento che merita di essere analizzato. Spesso infatti, nella seconda parte della stagione, le formazioni che lottano per la salvezza aumentano la propria media punti, mentre quelle di vertice calano di rendimento. E sono proprio le statistiche a confermare quest’ultimo fatto.
Sempre prendendo come riferimento i 18 campionati già menzionati, in ben 13 occasioni la media punti della vincitrice del campionato è stata inferiore a quella della capolista al giro di boa. A prescindere che la battistrada sia rimasta o meno la stessa. Ciò cosa significa? Che le squadre con un ampio margine rallentano il ritmo nei mesi conclusivi (come la Clodiense nel Girone C, passata da 2,71 a 2,35 o il Team Altamura di Giacomarro da 2,29 a 2,12) ma anche che la competitività media del girone aumenta, dando modo alle squadre che inseguono di recuperare terreno nei confronti della prima in classifica. Ed è (anche) per questo che la Pistoiese dovrà crederci, provando a scendere in campo ogni domenica per portare a casa i tre punti.




