Pistoiese, Iorio a 360°: «Dagli impianti alla società, questi i miei obiettivi»

Sergio Iorio ha rilasciato una lunga intervista a La Nazione: «Il Turchi e il centro sportivo devono essere priorità. Io ho degli obiettivi, ma non faccio promesse»

Dall’inizio della nuova avventura da presidente, Sergio Iorio, presidente della Pistoiese, ha avuto da seguire da vicino moltissime questioni, tante delle quali legate anche all’aspetto extra-sportivo. E di alcune di queste, il numero uno arancione ha parlato in una lunga intervista concessa a La Nazione nell’edizione odierna (sabato). Dalla spinosa situazione del “Turchi” fino all’impiantistica pistoiese e al sogno del centro sportivo: queste alcune delle parole di Sergio Iorio.

«Il rapporto col sindaco Tomasi? Adesso crede nel progetto – ha detto Iorio – e lo supporta, ma c’è l’annoso problema delle infrastrutture. Per il “Melani” ottenuto un appalto per i servizi di custodia che ci consente di intervenire in modo tempestivo quando necessario. Assieme al Comune stiamo ultimando le pratiche per realizzare un pozzo sotto la curva ospiti, che vorremmo completare i lavori entro giugno. C’è poi il tema del campo di allenamento, che è la maggior preoccupazione ad oggi, visto che non possiamo più utilizzare il “Turchi” perchè non è in condizioni sufficientemente buone. Siamo costretti a “peregrinare” tra Montale e, principalmente, Chiazzano ma ciò oltre ad essere economicamente oneroso non è aiuta la città che magari vorrebbe seguire gli allenamenti e stare vicina alla squadra».

Come risolvere dunque il problema? Iorio ha le idee chiare: «Al “Turchi” è necessario un intervento di manutenzione straordinaria e una cura continua, quasi quotidiana – ha proseguito il patron a La Nazione –. La soluzione potrebbe essere quella di adottare lo stesso modello dello stadio, dove, accanto alla manutenzione da parte di una ditta specializzata, ci sono cure giornaliere gestite dal nostro personale. Il “Turchi” è però sotto la gestione della Uisp fino a settembre 2025 e quanto fatto da quest’ultima, pur col massimo delle forze, non è sufficiente. Stiamo parlando di un campo storico, una sorta di simbolo della Pistoiese, che merita di essere tutelato anche con maggior attenzione rispetto all’ordinaria amministrazione. Proprio per questo non vi si possono far giocare partite di categorie minori o altre attività. E in tutto ciò la Uisp non ha alcuna responsabilità».

Una soluzione potrebbe essere quella del centro sportivo: «Noi vorremmo dare vita ad un centro polifunzionale che diventi anche un punto di aggregazione e di guadagno, una sorta di Orange City. All’amministrazione comunale chiediamo di fare una selezione delle priorità e soprattutto che la Pistoiese rientri tra le priorità, dato che non ha un impianto sportivo pubblico. Il Comune dovrebbe aprirsi a modelli di gestione completa degli impianti sportivi da parte dei privati. A Pistoia ci sono aree, anche importanti, che potrebbero essere trasformate in centri sportivi, ma per farlo serve una chiara volontà politica. Un imprenditore privato vuole la proprietà del bene o una concessione novantennale per poter fare investimenti. Il Comune deve inviare un segnale chiaro: ci sono imprenditori pronti a rifunzionalizzare aree per creare centri sportivi».

Sull’aspetto sportivo e societario, Iorio si espresso così a La Nazione: «Dobbiamo tornare fra i professionisti, perché è lì che deve stare la Pistoiese. In cinque anni, vorrei la Serie B, ma non sono promesse, sono obiettivi. Con i problemi debitori e giudiziari, bisognava partire da una nuova società, e visto che non c’era un progetto imprenditoriale pistoiese, ho deciso di farla rinascere con una struttura societaria diversa e obiettivi chiari. Ma è stato difficile: non eravamo a zero, eravamo sotto zero. Per ripartire dalla stessa serie, mi hanno consigliato di acquistare un titolo sportivo, e ringrazio il curatore fallimentare per avermi permesso di acquistare quel ‘nome’ in tempo per iscriverci al campionato. Non volevo fare scomparire la Pistoiese, ma non ho visto altri imprenditori disposti a rilevarla e ho scelto il male minore. Questo ci ha permesso di saltare categorie difficili da vincere senza perdere anni e risorse».

Iorio ha poi parlato anche del rapporto con l’ormai ex socio Fabio Fossati: «E’ stato importante nel far nascere il progetto Pistoiese. Ha sempre voluto acquistare la squadra da De Simone, ma quando De Simone gli ha chiuso la porta, ha comprato l’Aglianese. Poi, lo scorso anno, ho parlato con Fossati, che si è detto disposto a partecipare al progetto. Poi quando ha deciso di fare un passo indietro, ho trovato supporto in Maurizio Turci, amico e collega, una soluzione temporanea per finire la stagione. Sto ancora cercando uno o più azionisti pistoiesi che detengano almeno il 40% delle quote e che siano disposti a investire per realizzare ciò che abbiamo in mente. All’inizio c’era diffidenza, ma oggi con gli sponsor, le cose sono migliorate, si sono avvicinati anche imprenditori pistoiesi che prima non avevano mai sponsorizzato. Non dimentico Vannino Vannucci, la cui presenza è stata per me fondamentale data la sua conoscenza profonda dell’ambiente. Senza il suo appoggio, non avrei mai fatto questa operazione».

Redazione PtSport
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