Meo e Travis: l’amore per il basket e per l’Italia

Prima a Sassari, dove hanno vinto tutto, e poi a Cremona: un piccolo racconto sul legame indissolubile tra Meo Sacchetti e Travis Diener

Domenica sera arriva a Pistoia la Vanoli Cremona e in campo ci sarà l’highlander Travis Diener, giocatore eccezionale, innamorato così tanto della palla a spicchi e dell’Italia da non volerne proprio sapere di smettere di giocare. Originario di Fond du Lac, Wisconsin, lo scorso primo marzo ha spento 36 candeline, senza però sentire più di tanto il tempo che passa, dato che a Cremona ha trovato una seconda giovinezza ed anche una vera e propria seconda carriera sportiva. Ufficialmente infatti la prima si è conclusa nella primavera 2014, quando terminata la stagione a Sassari con il quarto posto in stagione regolare, la semifinale playoff, gli ottavi di Eurocup e la vittoria della Coppa Italia, decise di ritirarsi ad appena 32 anni. Un addio al basket giocato ma non alla palla a spicchi, perché nei successivi tre anni ha ricoperto il ruolo di “director of player personnel and basketball operation” per Marquette University, il college da cui era partito prima di farsi strada nella NBA e in Italia.

IL LEGAME CON MEO

L’amore per il basket giocato, la voglia di dimostrare ancora qualcosa e soprattutto un legame viscerale con coach Meo Sacchetti però lo hanno convinto a rimettersi pantaloncini e canotta, tre anni dopo la sua ultima apparizione sui parquet italiani. Per farlo tornare serviva un’equazione improbabile ma non impossibile, verificatasi per l’appunto nel luglio 2017. La scorsa estate infatti coach Sacchetti ha deciso di firmare a Cremona, ingaggiando anche il cugino di Travis, Drake Diener. Il legame di sangue, oltre a quello speciale con il coach originario di Altamura, unito a una piazza tranquilla e senza enormi pretese come Cremona hanno fatto scoccare la scintilla di un suo possibile ritorno, tramutatosi in realtà dopo qualche settimana di riflessione. Del resto a Meo Sacchetti il buon Travis non poteva dire di no. I due infatti hanno vissuto quattro stagioni intense a Sassari, dal 2010 al 2014, durante le quali il playmaker americano ma naturalizzato italiano si è espresso al meglio, interpretando in maniera magistrale la pallacanestro sacchettiana, perfetta per il suo stile di gioco. Il legame tra i due, diventato fortissimo partita dopo partita, è continuato anche dopo la fine dell’avventura sarda, con tanto di viaggio del coach negli USA, a Fond du Lac, dove Sacchetti si è fermato alcune settimane per stare in compagnia di Travis e del cugino Drake, a dimostrazione di come il trio non riuscisse a stare separato troppo a lungo.

L’ITALIA NEL DESTINO

La seconda carriera di Diener poi non poteva che essere in Italia, perché il Belpaese è da sempre nel destino di Travis. Nel nostro campionato infatti ha sviluppato la sua carriera quando ha deciso di lasciare l’NBA, dopo le avvincenti stagioni con le maglie di Orlando Magic, Indiana Pacers e quella breve e non positiva con i Portland Blazers. L’Italia però gli è entrata nel cuore quando ha conosciuto la ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie, Rosamaria Nigliaccio, figlia di immigrati palermitani, conosciuta negli States, con cui ha messo su faglia e da cui ha avuto due figlie, Karina Rose e Mila Marie. Grazie alla sua dolce metà e attraverso un lungo iter burocratico, in realtà molto più lungo per lei e abbastanza celere poi per lui, ha ottenuto il passaporto italiano, che gli ha spalancato le porte della nazionale azzurra, di cui è stato il playmaker agli Europei del 2013, terminati con l’uscita dell’Italia nei quarti di finale.

I NUMERI MIGLIORANO

Giocatore dal QI cestistico sopra la media, 38° scelta assoluta al draft NBA del 2003 dopo aver portato Marquette University alle Final Four del Torneo NCAA, in questa sua seconda carriera a Cremona Travis Diener ha fatto registrare numeri e medie in costante crescita. Dopo un normale periodo di assestamento, in cui ha faticato a riprendere l’attività agonistica, il genietto di Fond du Lac ha ricominciato da dove aveva lasciato, ovvero smazzando assist e inventando pallacanestro. La scorsa stagione ha chiuso con 5 punti e 3,7 assist a gara in 25 minuti di utilizzo medio. In estate suo cugino Drake Diener ha lasciato il basket giocato per diventare allenatore a Marian University of Fond du Lac, Travis invece ha tirato dritto. In questa stagione, con lo stesso minutaggio, per il momento viaggia con 6,6 punti, 4,2 assist e 3 rimbalzi a gara. Senza pensare minimamente di smettere di fare quello che più ama, ovvero giocare a basket per Meo Sacchetti.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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