De Simone e Jace hanno ricevuto il massimo della sanzione: l’ex garante del trust non potrà ricoprire alcun incarico nella Figc fino al 2031
Un’altra inibizione di cinque anni, che va ad aggiungersi a quella comminata nel 2021 e che terminerà nel 2026, per una squalifica che dunque perdurerà fino al 2031. La Sezione disciplinare del Tribunale Federale Nazionale, nell’udienza del 20 febbraio scorso, ha deciso di comminare a Maurizio De Simone il massimo della sanzione prevista dal Codice di Giustizia Sportiva. Cinque anni di inibizione, con preclusione da ogni incarico in società affiliate alla Figc, è la sanzione che ha ricevuto anche Matilda Jace, come riportato sull’edizione odierna de La Nazione. Entrambi sono stati condannati per le note vicende legate alla Pistoiese nella stagione 2023/2024, quando Jace ricopriva il ruolo di presidente e rappresentante legale dell’Us Pistoiese, mentre De Simone era garante del trust inglese Orange che deteneva le quote della società.
Ruoli che però, all’atto pratico, non sono mai stati tali, con l’ex patron avellinese “presidente di fatto” della società arancione. Una vicenda che parte da lontano, fin dai primi passi mossi a Pistoia da Maurizio De Simone, il quale cominciò ad avvicinarsi al club nel 2022 come dipendente Omav, anche se l’indagine, come riportato sulle carte federali, ha preso il via solamente nel marzo 2024 dopo la messa in onda del servizio di Striscia la Notizia. Matilda Jace per altro, nel settembre scorso era stata inibita per due anni per il mancato rispetto di tre accordi economici risalenti alla stagione 22/23 e legati a Marco Falasca, Nicola Pitaniello e Matteo Barzotti.
Come si legge sulla Nazione, ai fini dell’indagine hanno ricoperto un ruolo fondamentale alcune figure che, durante la passata annata, hanno lavorato per mesi a stretto contatto con De Simone. Manuele Mazzoncini, Stefano Nencioni e Raffaele Auriemma, ascoltati dal Tribunale Federale, hanno confermato come De Simone avesse pieni poteri in tutte le fasi societarie, da quelle gestionali a quelle organizzative e prettamente sportive e come ogni soggetto del club non potesse fare niente senza la sua autorizzazione. Il tutto mentre Matilda Jace era totalmente subordinata alla figura di De Simone, in quanto, oltre a non di fatto mai presenziato a Pistoia, non ha mai preso alcuna decisione legata al club.


