Il playmaker ha regalato al Pistoia Basket la vittoria a Reggio Emilia, nonostante alcuni possessi da rivedere nel finale. Ma quel canestro all’ultimo secondo ha cancellato in un attimo tutti gli errori precedenti
Quel suo tiro all’ultimo secondo, sospeso in aria, potrebbe avere un peso specifico non indifferente per la stagione dell’OriOra. Kerron Johnson ha firmato il blitz del Pistoia Basket al PalaBigi con un canestro incredibile, di quelli che si segnano solo se hai il carisma e gli attributi per prenderlo, facendo sembrare semplicissimo e naturale un gesto tecnico in realtà complicato, reso ancor più difficile dal peso del tempo che andava esaurendosi sul cronometro e dalla pressione dell’avversario che lo marcava strettissimo. Il suo jumper rimarrà a lungo impresso nella mente dei tifosi che hanno seguito la squadra in Emilia Romagna, come anche in quella di tutti gli altri incollati davanti a uno schermo per seguire la diretta su Eurosport Player.
Kerron Johnson, decisivo in positivo a Reggio con una giocata da campione, ma spesso anche limite oggettivo di una squadra che nelle prime sei giornate ha steccato anche per le sue scelte offensive non felici e un egoismo che in campo non sempre risulta vincente. Johnson in queste prime otto giornate viaggia a 17 punti, 4 rimbalzi e altrettanti assist in 31 minuti di utilizzo medio. In campo però il playmaker nativo di Tallahassee non sempre ha saputo illuminare i compagni, cercando spesso e volentieri giocate individuali e penetrazioni verso il ferro che si sono rivelate forzature enormi. Giocatore certamente di talento ma anche condizionato dal bisogno di spingere sempre e solo alla velocità congeniale alla sua pallacanestro. Non è un caso forse che la miglior prova offensiva del Pistoia Basket sia arrivata a Sassari, nella partita in cui lui era assente per i problemi alla caviglia che lo hanno tenuto lontano dal campo fino alla vigilia della sfida con la Grissin Bon.
Di sicuro contro Reggio Emilia, nei cinque minuti finali, ha fatto vedere il suo lato migliore, prendendo per mano la squadra priva dell’infortunato Peak e di Dominique Johnson, costretto in panchina per cinque falli. Nonostante la caviglia dolorante, i pochi allenamenti nelle gambe e la condizione non al top, nelle ultime azioni del PalaBigi tutti i palloni sono passati dalle sue mani, con alterne fortune. Il playmaker biancorosso infatti si è preso una stoppatona da Cervi quando ha deciso di andare dentro da solo, sull’azione successiva invece ha coinvolto Krubally in un gioco a due ed è arrivato un canestro del lungo dell’OriOra.
Poi ancora ha avuto la freddezza di fare 2/2 ai liberi dopo il fallo di Candi, fissando il punteggio sul 74-79, nell’attacco seguente invece ha prima fallito una tripla con spazio e poi, nel proseguo dell’azione, ha segnato con un tiro in allontanamento per evitare l’opposizione di Mussini. Nell’ultimo minuto poi Kerron ha rischiato di far perdere la gara al Pistoia Basket: prima una frettolosa penetrazione terminata con una persa e un fallo non fischiato a Gaspardo, nell’azione successiva un’altra scorribanda sporcata e disturbata in maniera efficace da Aguilar. Infine il buzzer beater della vittoria con lo step back vincente a 5 decimi di secondo dalla fine. Un canestro che manda in paradiso, di quelli che in un attimo cancellano tutte colpe e gli errori precedenti. Kerron Johnson, l’eroe del sacco di Reggio Emilia, croce e delizia di Pistoia.


