Pistoia-Fortitudo, la sfida tra i fratelli Della Rosa è un caso (quasi) unico nella storia

Nel mondo dello sport non è pressoché mai accaduto che due fratelli si trovassero da avversari uno in panchina e l’altro come giocatore

«Ritrovare mio fratello contro è una grande soddisfazione per la mia famiglia: non è una cosa comune nel mondo dello sport in generale». Parola di Tommaso Della Rosa, coach del Pistoia Basket prossimo ad affrontare la Fortitudo del fratello Gianluca, di ritorno nella sua città con la nuova maglia dopo 8 anni in biancorosso. Non sappiamo se l’allenatore di Estra abbia effettuato una ricerca in merito, ma il fatto è che – dopo aver scandagliato la rete – possiamo dire quasi con certezza che stiamo parlando davvero di un caso pressoché unico.

LE SFIDE IN FAMIGLIA PIÙ COMUNI

Una sfida in famiglia come non si era mai vista nello sport italiano, europeo e – quasi (ma ci arriveremo) – mondiale. I casi di sfide tra parenti si sprecano, tanto nella pallacanestro quanto negli altri sport. Fratelli che si affrontano sul rettangolo di gioco, padri – spesso allenatori – che affrontano i figli (Sandro e Giacomo Dell’Agnello in A2 con Rimini e Cividale), ma anche fratelli allenatori l’uno contro l’altro (Jim e John Harbaugh nel Super Bowl XLVII nel 2013). C’è anche a chi è capitato di sfidarsi prima da giocatori e poi da allenatori, come per Filippo e Simone Inzaghi nella Serie A di calcio.

Tornando al basket basti pensare che proprio sabato 1 novembre alla BTS Arena di Trento, si affronteranno i due giovani fratelli Niang. Saliou, ex dell’Aquila, si troverà di fronte il fratellino Cheickh, nemmeno maggiorenne e già grande protagonista in Serie A1. Il basket nostrano ha visto per anni sfidarsi – alcuni peraltro anche ex Pistoia – i fratelli Michele e Luca Vitali, Andrea e Daniele Cinciarini, Matteo e Luca Pollone, Stefano e Alessandro Gentile, per fare alcuni esempi recenti. E senza scomodare la NBA – e i tre fratelli Antetokounmpo contemporaneamente ai Bucks – in Italia abbiamo i tre fratelli Alibegovic, peraltro figli d’arte, con Mirza e Amar impegnati in massima serie con Udine e Trapani e Denis in B Nazionale con la Pielle Livorno.

Ma trovare due fratelli che si affrontano l’uno come allenatore e l’altro come giocatore è stato compito piuttosto arduo. Nei casi analizzati i fratelli hanno spesso condiviso il proprio percorso, prima da giocatori e poi eventualmente da allenatori. Nel caso di Tommaso e Gianluca Della Rosa però – separati appena da tre anni – la differenza l’ha fatta la strada intrapresa dal primo, fin da giovanissimo spostatosi dal parquet a bordo campo per inseguire il sogno di diventare allenatore, raggiunto ad appena 32 anni.

IL CASO INCREDIBILE DELLA FAMIGLIA SUTTER

Per cercare un caso simile a quello dei fratelli Della Rosa, ci siamo quindi messi a spulciare la rete, facendoci – perché no nel 2025 – anche aiutare dall’intelligenza artificiale. A dare la misura dell’unicità di questo incrocio, vi è proprio la difficoltà di quest’ultima nel trovare risultati. La ricerca si è protratta per alcune domande, sempre più specifiche, in cui alla fine è emerso un unico e solo risultato. (Ovviamente ciò non significa che altri episodi simili non siano mai avvenuti, ad esempio in leghe minori, ma difatti non siamo riusciti a trovare altri casi altrettanto famosi. E se ci sono saremmo ben lieti di raccontarli).

Ci troviamo negli Stati Uniti ed è il 17 novembre del ’91. Nella NHL (National Hockey League) stagione 1991/1992 si affrontano St. Louis Blues e Chicago Blackhawks. Una sfida passata alla storia per un record destinato con ogni probabilità a rimanere imbattuto per l’eternità: sei fratelli coinvolti nella stessa partita. Sembra impossibile, eppure è successo, superando persino il loro precedente record (5). È l’incredibile storia della famiglia Sutter, che delle sfide tra parenti stretti ne ha fatto persino un’abitudine e questo è l’episodio più assurdo in assoluto.

Da una parte, nei St. Louis Blues, l’head coach Brian Sutter e i fratelli giocatori Rich e Ron. Dall’altra, nei Blackhawks, non solo il fratello giocatore Brent ma anche l’associate coach Darryl e Duane, scout di Chicago (quel giorno non fisicamente presente per lavoro). Una sfida totalmente in famiglia, con incroci tra campo e panchina dalla straordinarietà impareggiabile. E pensare che Gary, settimo dei fratelli (sono tutti nati nell’arco di un decennio) e da qualcuno descritto persino come il più forte della famiglia, decise di non intraprendere la strada del professionismo.

Ecco quindi che a distanza di 34 anni la storia si ripete, almeno in parte. Come Brian e Brent Sutter, fratelli avversari sul ghiaccio, Tommaso e Gianluca Della Rosa si sfideranno sul parquet di Pistoia, pronti a scrivere una personale nuova pagina della storia dello sport.

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