La striscia di sette successi consecutivi ha lanciato la rincorsa dei rossoblù. L’assistente dei termali: «Andreazza? Un vero professionista»
Ha visto i colori termali calcare qualsiasi parquet in giro prima per la Toscana e poi per l’Italia, lui che da più di quattro anni vive e gestisce ogni giorno il lavoro quotidiano nello spogliatoio. E’ uno degli uomini simbolo di Pallacanestro Montecatini, essendo uno dei tesserati o membri più longevi all’interno del club. Lorenzo Guelfi è stato protagonista ‘in ombra’ dei traguardi storici raggiunti di stagione in stagione, identikit migliore per descrivere l’attuale situazione in casa rossoblù non ci può essere.
I puri fatti affermano che La T Tecnica Gema Montecatini abbia avuto un avvio di campionato singhiozzante, ma il tempo dei dubbi è durato ben poco. La macchina termale, senza curarsi minimamente della pressione di formazione favorita dai pronostici, ha carburato piano piano fino a prendere le sembianze di una fuoriserie raggiungibile per pochi. Una svolta secca e per niente banale, che l’ultimo inciampo contro Capo d’Orlando non cancella e della quale è responsabile solo fino ad un certo punto la superba qualità del roster (che comunque si è manifestata in maniera trascinante nell’ultimo mese).
IL NUOVO GRUPPO DI LAVORO
Gran parte della differenza nasce, con calma e pazienza, dalla sapiente mano dello staff tecnico, rinnovato ad inizio anno con l’innesto di coach Marco Andreazza come principale comandante e che ritrovato dalla stagione passata proprio il solo Guelfi. Ci voleva, com’è giusto che sia, tempo per adattarsi, sia nel caso degli atleti che dello staff tecnico, alle tante novità e lo stesso ha dovuto fare, con la stessa passione di sempre per la maglia e per il gioco, anche il viceallenatore de La T Gema: «In questi anni io mi sono sempre messo a disposizione di chi arrivava, cercando innanzi tutto di imparare da chi ne sa più di me e ha più esperienza. Se un allenatore è bravo riesce ad assimilare le cose migliori dei propri colleghi, a volte ha bisogno di capire pure le peggiori perché potrebbero tornare utili in determinate situazioni. Per quanto riguarda lo staff di quest’anno ci stiamo dando una mano a vicenda sia dal punto di vista dei rapporti personali che come metodo di lavoro. Chiaramente Andrea (Niccolai) lo conoscevo già da tempo ed è fantastico ritrovarlo, Marco invece è stato una bellissima scoperta».
«Lui è un professionista di grandi qualità – prosegue Guelfi – coach Andreazza ci comunica tanto dal lato umano e non ha paura nel lasciare un minimo di potere decisionale a noi assistenti. E’ un gruppo di lavoro vero, ognuno ascolta l’altro e c’è interscambio, ne sono contento. Il fatto di trovarmi bene con gli altri allenatori risulterebbe inutile se non fosse altrettanto per chi scende in campo. I ragazzi sono disponibili a recepire i messaggi e le nozioni che vengono loro proposte, il lavoro è giusto e lo si capisce dalla voglia, l’attenzione e la partecipazione che ci mettono i giocatori in settimana. Per ora anche i risultati sono dalla nostra, vediamo se sarà ancora così ma a noi dello staff interessa di più che sia stata posta una base di partenza per crescere».
«MOMENTO POSITIVO»
Sette vittorie consecutive contro club di alta e bassa classifica hanno portato La T Gema a toccare la vetta del girone nord di Serie B Nazionale. Aldilà dell’ultimo stop casalingo, Guelfi sottolinea l’aspetto più importante, ovvero che la strada verso il raggiungimento degli obiettivi è già stata tracciata: «Stiamo passando un momento positivo, siamo contenti di come la squadra si sia evoluta nel tempo. In attacco stiamo andando oggettivamente bene, in difesa mi sembra che i ragazzi abbiano digerito il sistema proposto dal coach. Non siamo soddisfatti solo dei risultati ma anche per quello che stiamo esprimendo in campo. Siamo stati bravi a reagire nella maggior parte dei casi in cui abbiamo incontrato delle difficoltà e siamo stati ancora più bravi ad ammazzare nel momento giusto quelle partite dove si poteva pensare di rifiatare un po’ o gestire i minutaggi. Abbiamo dei ragazzi responsabili che si stanno allenando molto bene, si ha la riprova di tutto ciò sul campo. Molto importante a livello di autostima e consapevolezza nei nostri mezzi è stata la vittoria di Orzinuovi, certe rimonte aiutano l’aggregazione del gruppo».
Un discorso del quale si ha riprova proprio venendo all’ultima partita, dove non c’è stata costanza nell’avere un atteggiamento duro e combattivo e dove soprattutto non c’è stato proprio un abbozzo di approccio al match: «Abbiamo iniziato in maniera molle, mancando di intensità e voglia in confronto agli avversari. Non abbiamo rispettato le regole tattiche imposte dal nostro piano partita, per esempio dopo le prime azioni abbiamo smesso di servire la palla dentro l’area come si era detto di fare in sede di preparazione alla gara. Loro, sapendo di essere senza un paio di giocatori importanti, avevano la testa ‘leggera’ ed hanno iniziato con percentuali monstre. Guardando i lati positivi, dopo la difficoltà iniziale c’è stata una bella reazione, la squadra ha fatto vedere di essere mentalmente sul pezzo. Abbiamo ritrovato voglia ed aggressività, soprattutto abbiamo cambiato in meglio il modo di difendere. E’ chiaro poi che quando si cerca di rimontare un -20 lo sforzo è enorme, ecco perché nel momento in cui eravamo rientrati sotto col punteggio la lucidità è venuta a mancare. Peccato, era una partita che si poteva portare a casa e i ragazzi lo sanno. La cosa buona è che, avendo un’altra partita importante domenica prossima, ci possiamo subito riscattare e dimostrare la nostra forza. Vogliamo riprendere il cammino per restare ai piani alti della classifica».
CONCORRENZA SEMPRE PIU’ AGGUERRITA
Crogiolarsi sugli allori non è quindi permesso in questa B Nazionale, né per Montecatini né per i suoi avversari. La marcia che porterà Jackson e soci verso la fase calda dei playoff è ancora lunga, nel frattempo la regular season offrirà ostacoli continui di mese in mese. D’altronde il passaggio dal girone sud al girone nord, come puntualizza lo stesso Lorenzo Guelfi, non ha fatto scendere la forza delle formazioni rivali, tutt’altro: «Siamo in un girone molto livellato, c’è poca differenza di valori tra tutte le squadre. Il livello è alto e la mola di partite in tutto l’anno è cospicua. Per arrivare in fondo la rosa deve essere il più ampia possibile oltre che il più competitiva possibile, ogni infortunio o acciacco può creare problemi. Ci saranno sicuramente momenti buoni come questo ed altri dove potremmo pagare la durezza di una competizione lunga e faticosa. Quali siano le squadre ‘buone’ sulla carta si è più o meno capito già adesso ma non è il caso di guardare e valutare il lavoro degli altri a novembre: ce lo insegna, purtroppo, l’esperienza dell’anno scorso. Ciò che conta è arrivare a fine anno nella parte sinistra della classifica, cioè ai playoff, e possibilmente giocare più partite in casa con gli effettivi sani e carichi. Ci aspetta nel prossimo mese una serie di partite toste. Questo filotto lo abbiamo iniziato domenica scorsa con Capo d’Orlando; ora questo weekend andremo a Legnano, poi ci sarà un’altra sfida fondamentale contro Omegna, a seguire Agrigento ed il derby. Questo periodo ci dirà molto su chi siamo veramente come squadra, penso anche che sarà un bel viatico riguardo al discorso qualificazione Coppa Italia. Confido che un calendario così compresso di grandi gare ci possa aiutare sia a stare sempre sul pezzo ai massimi livelli che a non approcciare le partite come se le volessimo utilizzare per rifiatare».
Lo ha ammesso anche Guelfi, l’incontro in arrivo contro Legnano rappresenta un nuovo difficile esame per La T Gema. Sarà l’inizio di un dicembre di suspence, attesa e grande basket che culminerà con il derby di Montecatini contro gli Herons. Un incontro che avrà un sapore ancor più particolare del solito, dopo che i cugini hanno assunto la leggenda Meo Sacchetti in panchina. Il viceallenatore dei termali, più che spaventato dalla prova per la quale è già partito il countdown, sembra motivato e curioso di vivere una giornata che per lui sarà speciale come tutte le stracittadine: «Sicuramente sarà un piacere potermi confrontare con allenatori del rango di Sacchetti – ammette Guelfi – sitiamo parlando di un signore che un po’ di storia della pallacanestro l’ha scritta. I derby però sono sempre partite difficili da pronosticare, poco importa la situazione emotiva con cui ci si arriva. Sarà una partita tostissima ma la cosa più importante è che sia un bel momento di sport. La parola ‘derby’ per me significa festa e quindi deve essere un evento che premi sia chi vince a livello sportivo in campo che i tifosi corretti, alla luce di tutto quello che è successo nelle ultime settimane fuori dai campi. La rivalità ci deve essere, è il sale dello sport, ma senza eccessi. Voglio inoltre dare abbraccio virtuale a Federico Barsotti: è un ragazzo di paese come me e so quanto ci teneva visto che questo sport è il suo mondo. Dispiace quando vengono a crearsi situazioni come questa, purtroppo nel basket a livello professionistico o semi professionistico devi mettere in conto che potrebbero capitarti situazioni del genere».


