Il buon momento dello Spedalino, Carlesi: «Siamo prima amici e poi compagni»

Il classe ’97 arancioblu: «Nel girone di ritorno vogliamo fare più punti dell’andata, dobbiamo trovare continuità»

Prima Categoria in subbuglio per il rush finale di stagione. E’ arrivato quel momento in cui dare tutto senza sbagliare niente, anche se tutto sommato non c’è bisogno di ricordarlo alle formazioni impegnate nel girone B. Con il susseguirsi di un almeno un paio di risultati sorprendenti a weekend ed un divario veramente minimo tra il settimo ed il quindicesimo e penultimo posto (soli sette punti), si può affermare che gran parte dei club coinvolti si equivalgono a vicenda.

C’è poi chi prova a distinguersi e, almeno in questa fase di regular season, si sta pure riuscendo. E’ il caso proprio della squadra che occupa la settima piazza, un Atletico Spedalino che da inizio 2026 non ha sostanzialmente bucato un incontro dal punto di vista della prestazione. Certo, se andiamo ad analizzare i risultati qualche sentenza negativa il campo l’ha data. Ciò non toglie che gli arancioblu sono indubbiamente uno dei team che incutono maggior timore in giro per i campi del pistoiese e del pratese a causa dello spirito compatto e combattivo che contraddistingue i ragazzi di mister Ermini.

«PARTITI A RILENTO, POI . . . »

L’ultima affermazione rotonda contro il Cqs Tempio ha confermato il prolungato periodo di ottima forma in casa Atletico. Diversi elementi stanno salendo alla ribalta di incontro in incontro, che sia difesa, centrocampo o attacco. Uno tra questi si è rivelato uno dei protagonisti indiscussi di tutta la Prima nel mese di febbraio, anche grazie alle tre reti realizzate nelle ultime tre contese. Federico Carlesi, classe 1997, è proprio colui che raccorda la regia con i reparti più offensivi e sta risultando decisivo nella crescita qualitativa del gioco spedalinese: «L’avvio di campionato l’ho spesso sofferto – rivela il numero 10, raccontando il proprio cammino nel 2025/26 – anche quest’anno è stato così, personalmente mi è sempre mancata un po’ di preparazione nella struttura fisica. Di solito entro in forma verso ottobre/novembre, invece in questa stagione sono partito un po’ a rilento ed ho iniziato a carburare verso dicembre. Ora mi sono sbloccato per bene, con l’arrivo dei gol e dei risultati è diventato più semplice fare quella corsa e quel contrasto in più che facilità mentalmente sia me che i compagni».

«Anche a livello di squadra abbiamo avuto qualche problema ad inizio stagione. C’erano tanti ragazzi nuovi in estate nello spogliatoio, tra cui io, perciò ci dovevamo conoscere per bene. Abbiamo faticato a trovare la quadra; poi abbiamo cambiato modulo e siamo passati al 3-5-2, la nuova disposizione ci ha permesso di fare delle belle partite anche a livello di gioco. Nel girone di ritorno il mister ci ha dato un obiettivo da perseguire, quello di fare più punti del girone d’andata. Ci stiamo lavorando, altro non si può dire».

ANALISI DEL PRESENTE E SCENARI FUTURI

Per la cronaca, il bottino da superare entro maggio è di 19 lunghezze. Portarlo a compimento dovrebbe bastare per raggiungere il target minimo stagionale, la salvezza. Per ora siamo ad 8 punti conquistati, corredate da una serie di prove più che positive e che ispirano buone sensazioni. Il buon Carlesi, alla sua quarta campagna consecutiva in Prima Categoria dopo le esperienze con Quarrata e C.F. 2001, sa bene che non è il caso di lodarsi troppo, ci sono ancora migliorie da apportare: «Secondo me quello che ci manca è un po’ di continuità. Domenica scorsa abbiamo fatto una buona gara e ne siamo usciti con una vittoria ampia; però ad esempio la partita prima siamo andati a Viaccia e siamo riusciti a pareggiare dopo aver preso subito gol, due settimane fa a Marginone abbiamo perso 3-2 con un altro gol concesso nei primi minuti. Sono circa tre o quattro partite che la difesa viaggia con una rete subita in media, è come partire da 0-1 sapendo che dovremo segnare almeno due volte. In questo modo diventa molto dura affrontare ogni avversario, a maggior ragione in questa categoria. Spero che da ora in poi troveremo questa continuità e di dar seguito alle vittorie con altre vittorie».

«Il girone è molto equilibrato – prosegue Carlesi – tolte le prime quattro squadre, che si stanno dimostrando decisamente superiori al resto della compagnia, c’è un livellamento impressionante tra le altre. I numeri lo dimostrano: sbagli due partite e ti ritrovi in piena zona playout, ne azzecchi due e ti avvicini ai playoff. Puoi vincere e perdere con tutti, con queste premesse sarà un finale di stagione lungo e faticoso». Tra l’altro il destino dell’Atletico si potrebbe decidere proprio a marzo, in particolare nei due match in programma a breve: «Per noi le prossime giornate saranno importantissime, a partire da domenica contro un San Miniato che si trova dietro di noi ed al quale andremo a fare visita. Dobbiamo assolutamente tenere dietro sia loro che il Maliseti, che sfideremo fra due turni».

«PUNTIAMO SUL FARE GRUPPO»

Il giudizio su quest’annata in arancioblu non può passare solo dalla semplice classifica ma anche da come un giocatore viva in pace e serenità l’ambiente circostante. Su questo aspetto Federico Carlesi ha solo belle parole per tutti: «Mentalmente e fisicamente sto bene – spiega il numero 10 dell’Atletico – di questo devo dare merito ai compagni, al mister ed allo staff. La società non mi sta facendo mancare nulla, a partire dagli allenamenti fino al giorno di gara. In questo periodo sono sul pezzo e mi trovo bene qui, non posso che ringraziare chi mi sta attorno. Il mister è una persona che tende a puntare sul fare gruppo, le sue squadre sono sempre un esempio di unità. Anche il direttore sportivo Matteo Capecchi è una persona che si focalizza molto sul gruppo, lo faceva anche quando era lui ad allenare. Non è un caso che sia così, personalmente credo la base per togliersi soddisfazioni sia uno spogliatoio sano. Ne ho giocati tanti di questi campionati e so che prima di essere compagni di squadra dobbiamo essere amici, solo in questo modo scatta il ‘io do una mano a te, tu dai una mano a me’. Questa dinamica è scattata subito tra di noi ed è questo uno degli aspetti che mi rende più contento di stare qui».

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