Il presidente arancione ai colleghi di Tuttosport racconta il progetto: «Abbiamo riportato credibilità e ambizione a Pistoia»
Dalla Coppa Italia al progetto Orange City. Sergio Iorio guarda avanti, ma senza dimenticare da dove tutto è partito. In un’intervista rilasciata ai colleghi di Tuttosport, il presidente della FC Pistoiese ha ripercorso le tappe di una scalata che, in meno di due anni, ha riportato entusiasmo, credibilità e ambizione attorno ai colori arancioni: «La vittoria di Ancona è stata qualcosa di davvero inaspettato – spiega Sergio Iorio –. Siamo partiti completamente da zero, senza nemmeno le chiavi degli uffici dello stadio. Non avrei mai immaginato di poter festeggiare così presto un successo di questo livello».
Parole che fotografano bene il punto di partenza di un percorso costruito passo dopo passo. Una rinascita iniziata tra difficoltà logistiche e scetticismo, ma portata avanti con idee chiare e obiettivi ambiziosi. Uno dei primi tasselli, come racconta lo stesso presidente, è stato l’arrivo di Massimo Taibi:«Desidero ringraziare il direttore sportivo Taibi, perché è stato il primo a sposare il progetto nonostante avesse proposte rilevanti dalla Serie C. La scelta è ricaduta su di lui per dare continuità e costruire il futuro insieme, visto che il nostro obiettivo è riportare il club tra i professionisti».
Dietro l’impegno imprenditoriale c’è anche una forte componente emotiva: «È stato mio padre a trasmettermi l’amore per il calcio. Quando penso alla Pistoiese mi tornano in mente i pomeriggi allo stadio vissuti insieme a lui. Anche durante gli anni di lavoro negli Stati Uniti ho sempre seguito la squadra: mi svegliavo all’alba pur di vedere le partite».
Un legame personale che si intreccia con una visione strategica ben definita.«Siamo stati chiari fin da subito – continua Iorio – definendo tre pilastri fondamentali del progetto. Il primo è il ritorno tra i professionisti nel minor tempo possibile, con l’ambizione di arrivare in Serie B entro tre anni».
Poi il vivaio: «Il secondo riguarda il settore giovanile, che al nostro arrivo era praticamente inesistente. Oggi possiamo contare su oltre 400 ragazzi grazie all’ottimo lavoro diStefano Carobbi, Angelo Pagotto e Corrado Colombo».
Infine gli impianti, elemento centrale per la crescita del club: «Il terzo aspetto è legato alle infrastrutture. Dopo un anno di lavoro, il Comune ci ha affidato lo stadio, il campo di allenamento della prima squadra e il centro sportivo di Pistoia Ovest destinato al vivaio».
E proprio su quest’ultimo fronte si inserisce il progetto più ambizioso, quello della cosiddetta “Orange City”: «Abbiamo in programma un importante progetto di ampliamento, sostenuto da un consorzio formato dalla Pistoiese e da imprenditori del territorio. L’obiettivo è creare uno spazio aperto alla città, chiamato Orange City, che includerà campi da allenamento, una palestra, un centro congressi, un ristorante e una sala proiezioni attiva 24 ore su 24».



