Mercoledì lo scontro diretto col Lentigione con gli stessi punti in classifica. Si attende un grande esodo del pubblico arancione
Il 5-0 alla Trevigliese è già alle spalle. Restano i tre punti, resta una vittoria netta, resta la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere in una sfida che poteva nascondere insidie. Non era scontato ripartire dopo quindici giorni senza campionato e dopo l’euforia della Coppa Italia. Ma la Pistoiese ha risposto presente. E adesso viene il bello. Sapevamo tutti che sarebbe stata una scalata dura. Lo sapeva il tecnico livornese quando ha accettato la sfida, lo sapeva la società, lo sapeva la piazza. Ma strada facendo qualcosa è cambiato davvero. La mentalità, prima di tutto. E poi i risultati. E quando cambiano testa e risultati, cambia tutto.
Da quando Cristiano Lucarelli si è seduto sulla panchina arancione, la Pistoiese in campionato ha giocato dieci partite: nove vittorie e un solo pareggio, quello sul campo della Pro Palazzolo. Una rincorsa feroce, metodica, continua. Senza contare le quattro vittorie in Coppa Italia che hanno portato al trionfo del 7 marzo al Del Conero. Le distanze si sono assottigliate partita dopo partita. Dal -7 iniziale sul Lentigione allo zero attuale. E il Desenzano resta avanti di quattro punti, ma con una gara in più. Il pareggio degli emiliani sul campo della Correggese ha consegnato alla Pistoiese un’opportunità enorme: mercoledì sarà scontro diretto con il secondo posto condiviso. Segnali. Tutti segnali.
Ora la partita di Lentigione non è solo un big match. È il momento della verità. Ma attenzione, niente euforia. Qui non si vola sulle nuvole. Qui si cammina a testa alta, con equilibrio e con fame. Perché questa Pistoiese non deve avere paura di nessuno. Deve solo continuare a fare ciò che ha fatto finora: lavorare, spingere, restare dentro la partita novanta minuti. Passo dopo passo. Senza guardare troppo in là. E poi sorridere. Sorridere perché una squadra con questa identità può permetterselo. Non è arroganza, è solo consapevolezza. Sono gli altri che devono preoccuparsi di Bertolo e compagni. Sono gli altri che dovranno sudare le proverbiali sette camicie.
Anche il pubblico lo ha capito. Nel primo giorno di prevendita sono già stati venduti 200 biglietti per il settore ospiti. Un dato che racconta entusiasmo vero, non euforia passeggera. Domani si capirà quanti saranno al seguito, ma il segnale è chiaro: Pistoia vuole esserci. Mercoledì non si decide tutto. Ma si decide tanto. E questa Pistoiese, oggi, non deve dimostrare nulla a nessuno.Deve solo continuare a essere se stessa. Con equilibrio, con fame e sopratutto con coraggio.




