Verso Pistoiese-Crema, il tecnico arancione tiene alta l’attenzione: «Non mollano mai e giocano a calcio. Di Nolfo? Risposta importante»
La parola d’ordine è una sola: continuità. Dopo la vittoria in rimonta a Sant’Angelo, la Pistoiese torna al Melani con l’obiettivo di dare seguito a una corsa che resta apertissima, ma senza perdere di vista ciò che non ha funzionato. Perché il risultato ha premiato, ma la prestazione del primo tempo resta un campanello d’allarme che Lucarelli non ha intenzione di ignorare. «La squadra, per quanto visto in questi tre allenamenti, sembra che stia bene – spiega il tecnico – ma avevo questa sensazione anche prima di Sant’Angelo e tutti sappiamo com’è stato il primo tempo». Un richiamo chiaro, diretto, che fotografa bene il momento: fiducia sì, ma senza abbassare la guardia. «C’è qualche acciaccato da valutare, ma nulla di cui preoccuparsi. Come sempre valuteremo chi sta meglio e chi sta peggio per non rischiare infortuni o problematiche».
Di fronte ci sarà un Crema da non sottovalutare, reduce da uno 0-0 sul campo del Desenzano e capace di mettere in difficoltà chiunque. «È una squadra che non molla mai e che gioca a calcio. È una formazione organizzata, che si esprime bene sia con la difesa a tre che con quella a quattro. Esprimono anche un gioco bello da vedere, sono spensierati e non hanno paura di fare la loro partita sia in casa che in trasferta».
Un avversario, quindi, da affrontare con attenzione e approccio giusto, proprio quello che era mancato nella prima frazione di Sant’Angelo. Tema che torna anche nelle scelte e nella gestione dei singoli, dove Lucarelli continua a ribadire una linea chiara: spazio a chi risponde sul campo. «Di Nolfo? Dobbiamo sempre pensare a un ragazzo che è stato fuori nove mesi. Durante il suo recupero ha avuto alcune ricadute muscolari e non sempre ha avuto un percorso lineare. A Sant’Angelo ha dato una risposta importante, è quello che pretendo da tutti coloro che inserisco a partita in corso».
Allo stesso tempo, nessuna gerarchia definitiva nel reparto offensivo. «Montalto non è stato accantonato, non ho mai messo da parte nessuno in carriera. Quando sono arrivato è stato fermo un mese per la labirintite, poi ha avuto una ricaduta muscolare. Nel frattempo le cose, senza di lui, sono andate bene e quindi io devo considerare che abbiamo quattro attaccanti centrali per un posto».
Una gestione che racconta bene la filosofia del tecnico arancione, che non si accontenta e non cerca scorciatoie. «Mi aspetto sempre molto dalle mie squadre, non mi piace nascondermi quando non giochiamo bene. L’autocritica è un aspetto che ti fa crescere, sia singolarmente che a livello collettivo».
E la chiusura è un manifesto chiaro, quasi una linea guida per questo finale di stagione. «Non sono presuntuoso, ma realista: la Pistoiese ha la possibilità e i giocatori per fare sempre bene, per questo pretendo tanto dal gruppo». Tradotto: il margine c’è, ma va dimostrato ogni volta. A partire da venerdì, al Melani.




