Le metafore di Lucarelli, ormai, non sono più solo immagini. Sono il racconto preciso di quello che sta vivendo la Pistoiese
Prima il “carrarmato”, quell’idea di isolamento totale, di gruppo chiuso dentro se stesso, impermeabile a tutto ciò che arriva da fuori. Un modo per proteggersi, per non farsi condizionare, per evitare che entusiasmo e pressione si trasformino in qualcosa di difficile da gestire. Tutti dentro, compatti, nella stessa direzione. Adesso, invece, è arrivata un’altra immagine. Ancora più potente. «Da Imola abbiamo lanciato una pallina di neve…». Una frase che spiega più di tante analisi quello che è diventata oggi la Pistoiese. Perché quella pallina, partita quasi in sordina, settimana dopo settimana si è ingrossata, ha preso velocità, ha coinvolto tutto e tutti. E oggi somiglia sempre più a una valanga.
Dentro questa crescita c’è molto di Lucarelli. Del suo modo di essere, prima ancora che di allenare. Leader, carisma, capacità di tenere il gruppo dentro la partita ma anche dentro un’idea. Uno che sa pungolare, ma anche proteggere. Che sa accendere, ma senza mai perdere il controllo. Come quando giocava: intensità, presenza, ma anche quella calma apparente che nasconde sempre qualcosa di più. Ha toccato le corde giuste. Di tutti. Di chi giocava meno, di chi magari aveva qualche malumore, trasformando tutto in energia. Ha coinvolto lo staff, ha trascinato una squadra e, inevitabilmente, anche una città.
Poi c’è il campo. E lì, alla fine, tutto torna sempre allo stesso punto: vincere. Contro il Crema la Pistoiese lo ha fatto ancora. In un modo che racconta bene il momento della squadra. Sotto due volte, ma mai davvero fuori dalla partita. Sempre con la sensazione di poterla riprendere, di poterla girare. È questo il segnale più forte: lo spirito. La convinzione. La voglia di arrivare fino in fondo. Se nella scorsa settimana si erano accesi i riflettori su alcuni singoli, questa volta è impossibile non partire da Saporetti. Non tanto (o non solo) per la doppietta, ma per l’atteggiamento. Più dentro la partita, più determinante, più continuo. Una prestazione che sa di maturità, nel momento più importante della stagione.
E poi Giuliani. Classe 2007, ma in campo sembra avere molti più anni. Guida la difesa, si fa sentire, trasmette sicurezza. Qualcuno ha provato a trovargli responsabilità sul gol, ci può stare. Ma la sua partita racconta altro: interventi decisivi, presenza, personalità. È una quota, sì, ma soprattutto una garanzia. Il resto è ciò che ormai conosciamo bene: un gruppo che risponde sempre presente, anche quando cambia qualcosa, anche quando qualcuno ha meno spazio. È lì la vera forza della Pistoiese.
Adesso, però, viene il momento più delicato. Le ultime quattro battaglie. Pro Sesto in trasferta, poi Tropical Coriano, lo scontro diretto con il Desenzano e infine il Cittadella Vis Modena al Melani. Non serve aggiungere molto altro. La strada è tracciata. Una cosa, però, è certa: questa non è più solo una rincorsa. È una corsa vera. E quella pallina di neve, lanciata a Imola, continua a crescere. Sempre di più. Fino a diventare una valanga che, adesso, comincia davvero a fare paura.




