Due anni fa finiva tutto: quella data ha cambiato per sempre la storia della Pistoiese. Perché il passato non va dimenticato
Il 14 aprile non è una data qualsiasi per Pistoia. È una ferita ancora aperta, ma anche il punto da cui è ripartita una storia che sembrava finita per sempre. Sono passati due anni da quel pomeriggio surreale al “Melani”, una giornata che nessun tifoso arancione dimenticherà mai. Il giorno della fine. Era domenica, 14 aprile 2024. La Pistoiese non si presenta in campo contro il Sangiuliano City: è la seconda rinuncia consecutiva, il regolamento non lascia scampo e si va verso l’ esclusione immediata dal campionato di Serie D. Alle 15:45 arriva il triplice fischio. Non di una partita, ma di una storia. Una storia lunga oltre un secolo.
Una fine arrivata dopo mesi di caos societario, problemi economici e tensioni con l’ambiente, culminati con l’inchiesta per bancarotta e il fallimento della società. Pistoia si ritrova improvvisamente senza la sua squadra. Un vuoto sportivo, ma soprattutto identitario. Il baratro e poi il silenzio. Quelli furono giorni di smarrimento totale. La Curva, la città, gli appassionati, tutti costretti a fare i conti con una realtà impensabile, non per tutti, solo pochi mesi prima. La Pistoiese, quella vera, non c’era più. E mentre il campionato proseguiva senza gli arancioni, a Pistoia iniziava un’altra partita. Quella più difficile, ovvero capire se e come ripartire.
La rinascita, però, passa da una scelta tanto discussa quanto decisiva. È Fabio Fossati, presidente dell’Aglianese, a compiere il passo chiave, quello di portare il titolo sportivo neroverde a Pistoia. Un’operazione che permette alla città di non ripartire dalle categorie più basse, ma di mantenere la Serie D. Il trasferimento del titolo segna la nascita del Pistoia Football Club, con il coinvolgimento della dirigenza dell’Aglianese, su tutti Fabio Taccola e Giovanni Trombetta, gli altri due membri del cda neroverde, e il nuovo progetto societario. Senza quella scelta, oggi parleremmo di tutt’altra realtà. Parallelamente prende forma il nuovo corso guidato dall’imprenditore Sergio Iorio, che si impegna a riportare credibilità e stabilità nel calcio pistoiese.
Nasce così una nuova struttura societaria, con basi economiche solide e un progetto chiaro. L’obiettivo è ricostruire, passo dopo passo una nuova Pistoiese. Successivamente la vittoria dell’asta per il marchio e il ritorno del nome Pistoiese. Due anni dopo cosa resta di quel 14 aprile? Quella giornata resta uno spartiacque netto. Da una parte il fallimento di una gestione disastrosa, la perdita della categoria sul campo, la rottura totale con la città. Dall’altra la ripartenza grazie al titolo dell’Aglianese portato da Fossati, la nascita del nuovo club (FC Pistoiese), l’ingresso di Iorio e di una nuova proprietà.
Una linea sottile tra fine e rinascita. Una lezione che Pistoia non deve dimenticare, soprattutto oggi che l’Olandesina può contare su una struttura societaria solida e su un progetto ambizioso. Il 14 aprile 2024 non è solo il giorno della scomparsa della Pistoiese. È anche il giorno in cui si è capito quanto fragile possa essere il calcio e quanto sia forte il legame di una città con la propria squadra. Due anni dopo, la Pistoia sportiva guarda avanti, ma senza dimenticare. Perché certe cadute servono a ripartire. Ma soprattutto a non sbagliare più.




