Il successo della Lampo Meridien rappresenta la consacrazione di Benesperi. E di una società che ha capito come evitare gli errori del passato
Dominio. Sì, anche se la classifica finale del Girone A di Promozione dice Lampo Meridien 62 e Jolo 61. Un solo punto di vantaggio: si può parlare davvero di dominio? I numeri raccontano solo in parte l’andamento del campionato da poco vinto dai bianconerazzurri. E allora andiamo a vederli davvero i dati. Dalla 4° alla 30°, e ultima, giornata la capolista è stata la Lampo Meridien. A inizio ottobre Cappellini e compagni hanno preso la vetta del girone, in coabitazione, mentre due settimane più tardi, dopo il 6° turno, il comando è stato solitario. Ecco, da metà ottobre al 26 aprile la Lampo Meridien è stata in testa da sola. Con un vantaggio massimo di 11 punti, arrivato dopo l’11esima giornata, a quello minimo di un punto, col quale si è chiusa la stagione.
Allora forse sì, si può parlare di dominio. E non per sminuire il capolavoro dello Jolo, che è andato oltre le più ottimistiche previsioni, facendo una stagione da dieci in pagella: se fosse arrivata anche la promozione il voto sarebbe stato dieci e lode. Quello della Lampo Meridien è stato il trionfo della continuità, di una squadra che ha cominciato l’anno col botto, inanellando una vittoria dietro l’altra in un girone d’andata obiettivamente irripetibile. Al giro di boa la squadra del presidente Fabiani ha virato con 36 punti, sette in più del Montelupo secondo, il miglior attacco (27 gol fatti) e la miglior difesa per distacco (solo 6 reti subite in quindici partite). Chiunque, a partire dal tecnico Benesperi, sapeva che ripetersi sarebbe stato impossibile.
E così il margine della Lampo si è assottigliato, per merito, come detto, anche di uno Jolo mai domo e di un Pietrasanta che ha provato a rincorrere, pur essendo partito davvero troppo tardi. I bianconeri hanno faticato in alcune occasioni, dovendo snaturare il proprio gioco su campi non perfetti e contro avversarie a dir poco agguerrite. Ma, in un modo o nell’altro, nei momenti decisivi la Lampo Meridien c’è sempre stata. L’unico rimpianto rimane quello di una finale di Coppa Italia “regalata” con un primo tempo troppo brutto per essere vero. Uno schiaffo che ha stordito la banda di Benesperi, che però per primo è stato bravissimo a mantenere la barra dritta. Consapevole di avere dalla sua un gruppo unito, assemblato da lui pezzo per pezzo. Perchè questo campionato di Promozione rappresenta davvero la consacrazione di Marco Benesperi.
Viaccia, Larcianese, Pistoiese Juniores, Casalguidi. L’ex giocatore dell’Aglianese ha sempre fatto bene in carriera, eccezion fatta per la parentesi in viola, ma non aveva mai dovuto lottare per vincere. E, com’è noto, nel calcio ci sono le categorie. Quando l’estate scorsa è arrivata la chiamata della Lampo Meridien, Benesperi non ha esitato a dire di sì. Troppo ambizioso il progetto del patron Fabiani per poter rinunciare, dopo aver fatto i miracoli sulla panchina del Casalguidi. Ma al momento della firma del contratto ha posto condizioni chiare: «Il mercato lo faccio io». Perchè l’errore più grande degli scorsi anni, in casa Lampo Meridien, erano stati quelli di costruire squadre forti ma non vincenti.
Benesperi punta su giocatori a lui ben noti: tanti gli ex Casalguidi, Cappellini, Cortonesi, Martini, Nencini, ma anche top player per la categoria come Bibaj, Lampignano e Fedi, uniti alle conferme di pilastri come Del Sorbo e Di Vito. Ma non solo, perché di settimana in settimana i protagonisti e i marcatori sul tabellino si alternano con regolarità. A smuovere le reti avversarie ci sono anche Cortesi e Mercugliano, coi gemelli Ferrucci e Notarelli a rimpolpare il reparto under e Boghean e Fresta ad aiutare il reparto difensivo. Senza scordarsi di D’Angelo e Pratelli, chiamati in causa da febbraio in poi dopo l’infortunio di Lampignano.
Il risultato è una squadra con quasi tutti giocatori che già si conoscono tra loro, il che è stato fondamentale soprattutto a inizio stagione, proprio quando la Lampo è partita col turbo inserito. Gli innesti effettuati in corso d’opera, Chiavacci e Chicchiarelli tanto per citarne due, hanno permesso poi al tecnico di tutelarsi quando la dea bendata ha posto sulla strada dei bianconeri qualche infortunio di troppo. E tra un successo e l’altro Benesperi ha pure lavorato in prospettiva, lanciando un giovane dal futuro assicurato come Dianda, divenuto rapidamente un titolarissimo, e facendo assaggiare il campo a prospetti come Nikaj e Bellesi. Perchè tra Lamporecchio e Larciano si è sempre lavorato molto bene coi ragazzi. E allora adesso lo possiamo dire con certezza: non c’è niente di più sacrosanto di vedere la Lampo Meridien in Eccellenza.



