Nel successo dell’Estra l’americano è leader assoluto. Magro lotta come un leone sotto canestro, Dellosto non incide a causa dei falli
GABRIELE STEFANINI 7,5. Segna il primo canestro biancorosso, poi tanta confusione e un paio di perse sanguinose. In difesa lascia spesso a desiderare, soprattutto nella parte centrale della sfida, ma ha comunque il merito di siglare la tripla del -1 a due minuti dalla fine del terzo periodo che dà slancio alla squadra per il tempino conclusivo e soprattutto quella del sorpasso sul 74-73. Cresce vertiginosamente di tono nel finale, soprattutto dopo l’uscita di Anderson, e con la giocata nel finale del fallo conquistato più libero segnato porta l’Estra al successo.
FILIPPO GALLO 6,5. Mette sul parquet la consueta ‘cazzimma’, ma in fase realizzativa si accende soltanto tra primo e secondo quarto. A causa dell’assenza di Saccaggi è chiamato a giocare da play: alla fine smazza comunque cinque assist e difensivamente è bravo a contenere Smith. A inizio secondo parziale realizza una giocata super da due più uno, anche se nel complesso fatica a trovare continuità, alternando cose egregie ad altre meno positive.
NICOLÒ DELLOSTO 5,5. I tre falli in appena sette minuti, di cui due a inizio partita in nemmeno quattro giri di lancette, ne condizionano fortemente il minutaggio per tutto l’arco della serata. Alla fine rimane comunque per 18 minuti sul parquet, a causa dei problemi di falli di molti degli altri elementi del roster biancorosso.
EDOARDO GRIECO NE
COSIMO FLAUTO SV Entra e spende tre falli in una manciata di possessi: appena sei minuti in campo per lui.
LAPO DROVANDI NE
DANIELE MAGRO 7. Fa un ottimo lavoro difensivo in chiusura di prima frazione, lottando come un leone nel pitturato e portando Ruvo a sbagliare un paio di possessi. Con poca benzina nelle gambe dà comunque il massimo sotto le plance, portando a casa rimbalzi pesanti, quattro in tutto alla fine, nei momenti topici del match. Anche nell’ultimo periodo, seppur in condizioni non ottimali, si prende un fischio importantissimo a tredici secondi dalla fine che fa respirare la squadra.
ABRAHAM GAI PIERALLINI NE
KARVEL ANDERSON 8,5. Dopo un inizio in cui fatica a trovare il canestro, mette a segno quattro triple a fine secondo quarto che riaprono completamente la contesa. In pratica, dal -18 riporta in linea di galleggiamento la squadra praticamente da solo. A volte forza un po’ troppo la giocata individuale, ma è difficile rimproverare qualcosa a un giocatore che, finché è rimasto in partita, ha siglato da solo quasi la metà dei punti dell’intera squadra. Esce per falli, il quinto per altro molto discutibile, nel momento cruciale della sfida: chiude comunque con 28 punti.
SAM ALAJIKI 5,5. Parte forte con cinque punti iniziali e nel primo periodo è il miglior realizzatore di Pistoia con otto punti. Peccato che alla fine saranno solo dieci, con appena un canestro messo a segno in trenta minuti. Da lui è lecito attendersi di più, in termini realizzativi e non solo: spesso è confusionario sotto canestro e anche al tiro dalla media distanza non incide (appena il 33% da due). Strobl può comunque sorridere: aver vinto ‘senza’ uno straniero per quasi metà gara è un ottimo segnale.
SIMONE ZANOTTI 6,5. A livello realizzativo non replica la prova monstre del PalaColombo, ma prova a dire la sua lottando nel pitturato. Il quarantuno mette a referto una prestazione in crescendo, condita da ingenuità evitabili ma anche da rimbalzi preziosi catturati soprattutto nel periodo finale. Con nove punti e nove rimbalzi sfiora la doppia doppia, costretto a uscire prima della sirena conclusiva a causa dei cinque falli.
COACH PETE STROBL 7. Viaggio all’inferno e ritorno. Il Pistoia Basket rischia di sprofondare prima dell’intervallo ma le giocate di Anderson tengono in piedi l’Estra nel momento cruciale. Il coach fa quel che può, senza Saccaggi e con Magro a mezzo servizio: dalla panchina le indicazioni sono chiare, ma è soprattutto la grinta che trasmette a fare la differenza. E nel post-gara è un signore nelle dichiarazioni: Pistoia ha trovato un allenatore vero.



