La T Gema, via alla finale. Il grande ex Toscano (Roma): «Montecatini mi è rimasta dentro»

L’ala grande, passata dai rossoblù ai capitolini in estate, presenta la serie promozione: «I playoff sono spesso decisi da episodi»

Come in ogni grande battaglia che si rispetti ci sono storie particolari che si intrecciano. Da una parte c’è una piazza storica, che vede da molto vicino il raggiungimento di una categoria che manca da ben 19 anni, mentre dall’altra c’è la squadra della Capitale, in procinto di proseguire la propria scalata in un contesto attuale davvero particolare. Nel mezzo ci sono i giocatori che si sfideranno per tutta la serie e tra questi ce n’è uno che conosce bene entrambe le parti. Per presentare la finale promozione in Serie A2 di La T Gema Montecatini non c’è voce migliore del grande ex, quella di Daniele Toscano.

«ERA SCRITTO NEL DESTINO»

Fin dall’estate, anche se divise nei due gironi, la quasi totalità degli addetti ai lavori indicavano i termali di coach Andreazza e la Gvm Virtus Roma tra le favorite all’ascesa in cadetteria. Al termine di una stagione ricca di sorprese e colpi di scena, non è dunque una sorpresa vedere le due corazzate di fronte all’ultimo duello (peraltro con possibilità di rimediare subito allo spareggio delle perdenti). Di certo non può che far piacere ritrovare di fronte ai rossoblù, benché il suo talento sia arcinoto e difficile da contenere, un amico e compagno di avventure nella scorsa stagione: «Forse era scritto nel destino che dovesse andare così – racconta Toscano – già quando presi la decisione a maggio scorso di venire a Roma ho iniziato dentro di me ad immaginare di ritrovare La T Gema a questo punto della stagione, vista la grande squadra che stava componendo. Sono davvero contento che Montecatini sia arrivata a giocarsi una finale promozione. L’unica cosa che mi viene in mente di dire in questo momento è: che vinca il migliore!»

La voce dell’ala grande laziale inizia a sorridere non appena si discute del club termale. Tra l’altro, a riprova del sentimento che è rimasto dall’esperienza passata chiusa con il titolo di Coppa Italia (di cui Toscano è stato Mvp), l’ex-numero 7 di La T Gema è stato pizzicato varie volte a vedere da bordocampo le partite dei suoi vecchi compagni: «Il rapporto che si era creato con i ragazzi, la società, i tifosi e in generale Montecatini mi è rimasto dentro. E’ stato un anno particolare, nel quale sia io che i miei compagni siamo stati benissimo. Ogni volta che ho avuto tempo e possibilità sono andato a sostenere e fare il tifo per i ragazzi, specialmente nei derby perché ho imparato piuttosto bene quanto sia sentita la rivalità a Montecatini».

Rodriguez, Lenti, Battistini, Barattini, Leggio, Majcunic: sono solo alcuni degli strabilianti nomi del roster capitolino, chiamato a vincere sin dalla prima palla a due da una piazza storica ed esigente. Con il primo posto in campionato, ottenuto al termine di un’estenuante lotta a quattro squadre nel girone sud, la Virtus si è issata tra le grandi della terza serie ed ora, forte di un anno oltre l’80% di successi tra regular season e post season, punta a mettere la ciliegina sulla torta: «Arrivare in finale era uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati, la società voleva raggiungerla sin da inizio anno. Fino a qui è andata bene, siamo motivati ed in buona forma. C’è ancora un po’ di stanchezza in noi per le cinque partite di semifinale ma la settimana di stacco verso gara-1 ci sta aiutando a ritrovare le energie fisiche e mentali, anche se penso che si possa dire lo stesso pure per Montecatini». La cavalcata giallorossa ha rischiato però di interrompersi bruscamente, anche se Toscano rivendica il sottovalutato successo in semifinale per 3-2. «San Vendemmiano è un’ottima squadra, batterla 3-0 o 3-1 non era affatto semplice come in molti si aspettavano. Gara-3 l’abbiamo persa noi per i troppi errori in attacco ma è stata una partita abbastanza equilibrata, in gara-4 invece sono successe diverse cose che ci hanno demoralizzato. Loro stati bravi a sorprenderci con la loro intensità e la loro difesa, alla fine però con il nostro entusiasmo l’abbiamo portata a casa. I playoff sono spesso decisi da episodi, anche La T Gema non sarebbe andata avanti se non fosse stato per quel canestro di Jackson contro Chiusi».

LA STAGIONE IN CRESCENDO DI ROMA

La settimana di lavoro e di attesa che sta volgendo al termine ha dato modo alle due squadre di studiarsi a fondo, anche se in realtà gara-1 non sarà il primo scontro tra Roma e La T Gema. In semifinale di Coppa Italia di Serie B a Rimini il team di coach Andreazza prevalse 67-74 con una prova di compattezza commovente. Di fronte però i rossoblù si trovarono un rivale non lucido come al solito, reduce peraltro da un cambio allenatore molto recente. Toscano ricorda molto bene il precedente, anche perché quella sera fu protagonista di un piccolo litigio con i suoi tifosi che suscitò molte polemiche: «Quando li abbiamo affrontati in Coppa eravamo nel bel mezzo della fase di transizione tra Calvani e Mecacci, stavamo togliendo cose vecchie per sostituirle con cose nuove e quindi non ci siamo presentati nella nostra miglior forma. Adesso siamo una squadra totalmente diversa dal punto di vista organizzativo, poi gli arrivi di giocatori top per la categoria come Arrigoni e Spanghero ci permesso di alzare ulteriormente il livello. Conosciamo però anche il valore di Montecatini ed è molto alto, Andreazza è un allenatore molto bravo nel creare situazioni insidiose in difesa ed in attacco. Sarà una sfida tutta da giocare».

«Penso che si aspettassero un tipo di giocatore simile a quello che ero lo scorso anno – prosegue nella analisi della propria personale stagione l’ex, tra le altre, di Torino e Cento – è molto difficile replicare certe cifre in un contesto come quello di Roma dove ci sono più elementi in grado di prendersi tanti tiri. Lo scorso anno provenivo da otto stagioni di Serie A2, di cui due allenato da Mecacci, in cui sapevo qual era il mio ruolo. A Montecatini mi sono adattato alle necessità della squadra ma sinceramente devo dire che non immaginavo di avere un’annata così importante. Come conseguenza l’ambiente di Roma si aspettava un rendimento simile, il diverbio che ho avuto in Coppa nasce anche da questo ma da lì in poi è scattato qualcosa di nuovo in me. Ovviamente in quella situazione mi sono incontrato con i tifosi, le persone normali in casi del genere si parlano e si chiariscono come abbiamo fatto».

Ultima curiosità: è un periodo stranissimo nel palcoscenico cestistico romano. La nascita di due nuove società, entrambe con velleità di competere in Serie A e nella fantomatica futura Nba Europe, sta generando discussioni in tutta l’Italia del basket, nel mezzo però c’è il club storico della Capitale che rischia un nuovo ridimensionamento dopo il fallimento del 2021. Una vicenda che apparentemente metterebbe sotto pressione l’ambiente giallorosso, Toscano però non appare troppo preoccupato e distratto dalle voci: «Qui a Roma si è passati in pochi mesi da una sola società di riferimento come la Virtus a probabilmente due super-potenze in Serie A. A livello di tifo non so come andrà a finire questa storia; penso però che chi segue la Virtus difficilmente seguirà anche una delle due nuove squadre, anche se tutto questo dipende dai nostri risultati e dal campionato che disputeremo in futuro. Per quanto riguarda il presente in campo, è normale che noi giocatori ci facciamo delle domande ma cerchiamo prima di tutto di non farci influenzare. Il nostro primo pensiero va a vincere le partite e a dare il massimo possibile, soprattutto ora che siamo vicini ad un traguardo importante sia per me che per la squadra».

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