Pistoiese, il vivaio guarda avanti: «Alzare l’asticella e portare giovani in prima squadra»

Baragli traccia il bilancio della stagione e annuncia novità per la scuola calcio. Carobbi lavora a un codice etico con le società del territorio, Pagotto e Colombo rilanciano il progetto tecnico del settore giovanile

La stagione della prima squadra si è chiusa con l’amarezza per una promozione sfumata sul più bello, ma in casa Pistoiese il lavoro non si è mai fermato. Anzi. Se da una parte la dirigenza è impegnata a programmare il futuro della prima squadra, dall’altra il settore giovanile sta già gettando le basi per il prossimo anno. È stato questo il tema dell’incontro andato in scena nella sala stampa arancione, dove i responsabili delle varie aree hanno fatto il punto sul lavoro svolto e sugli obiettivi futuri.

Ad aprire gli interventi è stato il responsabile del settore giovanile Filippo Baragli, che ha parlato di una stagione positiva pur tra qualche difficoltà: «Ci premeva fare il punto a fine stagione, un’annata non senza difficoltà ma portata comunque a termine in modo soddisfacente. Smaltita la delusione per il mancato approdo tra i professionisti, stiamo già guardando avanti e vogliamo alzare l’asticella».

Una frase che riassume perfettamente la filosofia del club. Non tanto l’ossessione del risultato immediato, quanto la volontà di costruire un percorso che porti i giovani a crescere e, possibilmente, ad affacciarsi al calcio dei grandi: «Quando si parla di qualità non lo si fa per modo di dire. L’obiettivo non è vincere un campionato giovanile, ma vedere i ragazzi arrivare nelle prime squadre».

Baragli ha poi annunciato alcune novità organizzative per la prossima stagione, a partire dall’arrivo di un nuovo responsabile della scuola calcio e di un nuovo responsabile tecnico dell’attività di base, figure che dovranno contribuire a far compiere un ulteriore salto di qualità al settore. Importante anche il lavoro svolto dalla Juniores Nazionale guidata da Riccardo Agostiniani, confermato alla guida della squadra: «Da gennaio in poi abbiamo spiccato il volo, arrivando in finale playoff e perdendo solo ai rigori contro la Fiorentina alla Viareggio Cup».

Un percorso che ha permesso anche a diversi ragazzi di mettersi in mostra: «Abbiamo alcuni 2008 molto interessanti. Tre o quattro potrebbero essere pronti per un campionato di Eccellenza. Magari inizialmente avrebbero bisogno di adattarsi, ma da gennaio potrebbero trovare il loro spazio».

Un altro tema centrale riguarda il rapporto con il territorio. A parlarne è stato Stefano Carobbi, club manager del settore giovanile, impegnato in un progetto che punta a rafforzare i rapporti con le società della provincia: «Stiamo lavorando a un codice etico da sviluppare con le società limitrofe per ricucire alcuni rapporti. La Pistoiese deve essere un modello per la città. Il nome da solo non basta, serve il lavoro». Carobbi ha spiegato come il progetto abbia già raccolto riscontri positivi: «Le società hanno dimostrato interesse e disponibilità nel costruire un rapporto basato sulla correttezza e sulla stima reciproca».

Parole che testimoniano la volontà di creare una rete sempre più solida tra la Pistoiese e il movimento calcistico locale. Sul fronte tecnico è intervenuto anche Angelo Pagotto, responsabile dell’area portieri, che ha sottolineato l’approccio professionale del club: «Ancora grazie alla Pistoiese, che pur essendo in Serie D lavora con una mentalità professionistica. Stiamo cercando di investire sul territorio individuando portieri con caratteristiche precise».

Sul fronte tecnico è intervenuto infine Corrado Colombo, nuovo responsabile dell’area tecnica del settore agonistico, ruolo che ricoprirà dopo essere entrato nello staff arancione già lo scorso novembre come allenatore del reparto offensivo tra Juniores e Under 17: «Mi piace questo ruolo, stare con i ragazzi, confrontarmi con loro e raccontare anche qualche aneddoto della mia esperienza. Mi auguro di poterli aiutare nel loro percorso di crescita».

L’ex attaccante ha poi sottolineato l’importanza del ruolo educativo che figure come la sua possono avere all’interno di un settore giovanile: «Chi come noi, ha avuto la fortuna di giocare a livelli importanti, deve essere bravo a trasferire ai ragazzi ciò che ha vissuto nel calcio dei nostri tempi. Oggi ricevono tanti messaggi sbagliati, basti pensare al rapporto con i social network. Il nostro compito non è soltanto insegnare calcio, ma essere un punto di riferimento e aiutarli a crescere come persone prima ancora che come giocatori».

Un concetto che va oltre il campo e che rappresenta una delle basi del progetto arancione, sempre più orientato alla formazione tecnica e umana dei giovani calciatori.

Emiliano Nesti
Emiliano Nesti
Da sempre pretoriano della tribuna del “Melani”, ama il calcio e crede ancora che una palla a scacchi bianchi e neri possa dettare i versi della poesia d’amore più bella del mondo. Anima blucerchiata e al tempo stesso profondo conoscitore di tutto ciò che ruota intorno all’Olandesina, è a Pistoia Sport dal 2019 dove si diverte un mondo insieme a tanti giovani penne del giornalismo pistoiese.

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