Il presidente Lulli, Paolo Moricci e il g.m. Meini presentano ai tifosi l’avventura nella seconda serie. Sul mercato è fatta per Lupusor
Voltare pagina. A quasi un mese di distanza, precisamente 26 giorni, dal miracolo sportivo di Roma La T Tecnica Gema Montecatini salta verso la palla a due della nuova stagione, quella del tanto atteso ritorno in Serie A2. Anche se l’entusiasmo scorre ancora a fiumi, diretta ed inevitabile conseguenza di una promozione tanto inseguita quanto storica, la società ha dato appuntamento a tutti i tifosi ed appassionati per riunirsi e dare un primo messaggio di unità: riconcentrarsi verso altri difficilissimi obiettivi e continuare a soffrire e vivere insieme l’esperienza sia dentro che fuori il parquet.
La scelta della location in cui rilanciare, in data 14 luglio 2026, la nuova sfida unisce il passato indimenticabile ed un presente che da sogno si è trasformato in realtà. Il Grand Hotel Croce di Malta è la splendida riserva di proprietà della famiglia Panati, il nome che ha fatto grande il basket termale e che lo ha portato a vivere l’età d’oro degli anni Ottanta/Novanta. Una gestione a cui il presidente Alessandro Lulli non ha mai nascosto di ispirarsi: la strada potrebbe essere proprio quella ma, visti i risultati recenti, il difficile viene adesso.
«VIVIAMO INSIEME QUESTO PERCORSO»
Di sicuro dalla voce del patron del sodalizio neopromosso si intuisce facilmente quanto La T Tecnica Gema stia fremendo dall’euforia e dalla voglia di tornare a lottare sul campo: «Mi sento una grande responsabilità, ho la pelle d’oca: ma chi me lo ha fatto fare! – scherza Lulli – Montecatini ha fatto 6 campionati di A e 8 di A2, noi quest’anno faremo il nono e così daremo il nostro contributo alla grande storia di Montecatini e della Valdinievole. In A2 troveremo squadre straordinarie come Fortitudo, Libertas, Forlì, Pesaro e anche Pistoia. Non vedo l’ora di vivere la settimana antecedente il derby, poi ci sarà un vincitore che sfotte ed uno sconfitto che si dovrà rimboccare le maniche».
«Nel mio percorso da presidente sono partito dalla Serie C con Cardelli, poi abbiamo fatto la B Nazionale e ora siamo in A2. In questi anni ho sempre guardato a cosa aveva fatto a suo tempo la famiglia Panati, a cui sono grato per il prestigio che ha dato alla Valdinievole. Da sempre cerco di fare il mio meglio per emulare il loro lavoro con umiltà, dedizione ed una grande ambizione. Ringrazio i tifosi che ci hanno seguito nella scorsa stagione, l’amministrazione che ci ha concesso di giocare in un palazzetto moderno ed all’avanguardia e tutti gli sponsor che ci hanno permesso di arrivare qua e che ci vorranno ancora sostenere».
Non si lascia certo andare a proclami il numero uno rossoblù, né tantomeno ad indizi di mercato; anche se su questo fronte, dopo le conferme di circa metà dei vincitori della Serie B e di coach Andreazza e dopo il primo innesto ufficiale Francesco Pellegrino, pare esserci una notizia. Sembra infatti essere solo questione di ore per l’annuncio dell’arrivo in squadra dell’ala forte Ion Lupusor. «Con umilità dico che è un campionato molto difficile e anche molto costoso – spiega un determinato ma onesto Lulli, il quale si lascia andare ad un appello molto sentito – il budget che ci eravamo dati inizialmente sta lievitando giorno dopo giorno, vorrei quindi cogliere quest’occasione per chiedere a tutto il territorio: viviamo insieme questo percorso e gioiamo insieme per mantenere questo traguardo meraviglioso che abbiamo raggiunto. Stateci vicini! Sarà molto probabile che qualche partita dovremo perderla dopo aver passato anni di vittorie e di vertice delle classifiche, perciò restiamo uniti e prendiamoci per mano per Montecatini, per la Valdinievole e per tutti noi».
«ABBIAMO BISOGNO DI TUTTA LA VALDINIEVOLE»
Un aiuto fondamentale lo daranno ancora Paolo Moricci e La T Tecnica, la cui partnership assieme a Pallacanestro Montecatini non si è soltanto rinnovata ma di fatto entra nel vivo proprio con l’approdo in cadetteria: «Sono due anni che abbiamo incominciato quest’avventura insieme, io ed Alessandro. Oggi posso dire di essere estremamente contento di aver conosciuto e lavorato con tutte le persone di questa società. Quando sono arrivato qui tutto quello che abbiamo fatto pareva un miraggio; invece dal nostro slogan ‘Sogna ragazzo sogna’ poi è successo che sogno è diventato realtà. Penso che tutti coloro che hanno contribuito sono stati importanti allo stesso livello, se fosse mancato anche solo uno di loro questo miraggio non si sarebbe concretizzato e di questo li ringrazio dal profondo».
Tanta soddisfazione e tanta serenità nella voce di Moricci, il quale si accoda anche lui all’appello del presidente. A squadra vicina ad essere completata e con tante potenziali imprese in vista, il desiderio di condividere le nuove emozioni col maggior numero di appassionati è altissimo. «Devo dire che lo scopo che mi ero promesso, quando Alessandro mi ha dato quest’opportunità, era uno solo: andare in Serie A. Come azienda siamo stati sponsor in A ed in A2, quindi sappiamo quanto il palcoscenico sia diverso rispetto alla Serie B. Come ha già detto Alessandro chiediamo una mano dal territorio, quello che abbiamo fatto permette ad ogni azienda della zona di avere una grossa opportunità in termini di visibilità: per fare un esempio, essendo in A2 ci sarà anche la Rai a trasmettere alcune partite e parlare di noi. I soldi servono, certo, ma serve ancor di più la competenza e noi possiamo usufruire di persone molto competenti come i direttori Meini ed Infante e come Andrea Niccolai».
«Dobbiamo gioire per Montecatini e Montecatini dovrà essere con noi. Abbiamo bisogno di tutta la Valdinievole perché l’unione fa la forza, a maggior ragione nell’anno in cuio torna il derby. Negli anni in cui la mia azienda ha sponsorizzato Pistoia in A ed in A2 eravamo lontani dal basket. Grazie a quell’avventura ci siamo appassionati a questo gioco, perciò non posso che ringraziare perché senza l’esperienza a Pistoia non ci sarebbe La T Gema – conclude Moricci, il quale poi si lascia andare ad una battuta – Quando i tifosi pistoiesi cantavano contro Montecatini, tutti mi dicevano ‘ma li aiuti pure?’; ed eccomi qui . . .
«MIGLIOR DIRIGENTE? PREMIO ALLA SOCIETA’»
A proposito di derby, prende poi la parola chi come ha indossato entrambe le canotte. Guido Meini però non ha dubbi: il suo cuore batte tutto per la città natale, a cui ha potuto dare la gioia più grande di una promozione nel ruolo di general manager. «Se si pensa a tutte le squadre che partecipavano in quel campionato ed ai cambiamenti nel nostro percorso che abbiamo subito, anche per sfortuna, durante la stagione, era veramente difficile arrivare in fondo. Ci siamo riusciti per merito di chi ha investito in questa società, Alessandro e Paolo, ed di tutti coloro che hanno lavorato in questa società dando sempre qualcosa in più nelle attività che di loro competenza. Il premio di Miglior Dirigente di Serie B che porta il mio nome è in realtà un premio a tutta Pallacanestro Montecatini ed alla sua gente. C’è un po’ di emozione nell’iniziare questa nuova avventura davanti persone che hanno fatto parte della mia vita sin da ragazzino. Bello festeggiare ma ora basta, perché va bene l’euforia ma quando arriveranno grandi squadre ogni domenica non basterà. Penso però che abbiamo un grosso vantaggio, una caratteristica distintiva riconosciuta anche da tutti gli avversari: affronteremo ogni partita con umilità e grande rispetto verso chiunque, li uniremo all’ambizione di chi non ha paura del futuro».
«Il derby con Pistoia? E’ stata parte della mia vita professionale, una parte vincente. Ritroverò tante persone che mi avevano preso in giro con ironia per il mio passato e che ancora oggi mi fa piacere incontrare, mi viene emozione a pensare che le ritroverò nella nostra vita cestistica. Montecatini è la casa mia e di tante altre persone, riavere il derby è semplicemente incredibile. E’ anche per questo che vorremmo che la città segua la nostra squadra, la senta sua e ne sia sempre più partecipe».
Infine viene chiesto a Meini un mini-punto della situazione mercato, soffermandosi soprattutto sul tipo di ossatura che verrà data al nuovo gruppo. Con Pellegrino firmato e Lupusor dato per fatto, i giochi sembrerebbero limitati solo alla ricerca degli americani. Il g.m. ci tiene però a sottolineare un valore aggiunto nascosto ma che potrebbe fare, secondo i suoi calcoli, la differenza: «Il fatto di aver confermato sei uomini su dieci dalla squadra della promozione è una scelta improntata verso l’obiettivo di ritrovare lo spirito dello scorso anno. Siamo certi e consapevoli di quanto questo sia stato un ingrediente chiave per ciò che abbiamo fatto e siamo sicuri che lo sarà anche per quello che faremo. Al nucleo si aggiungeranno i due stranieri; individuarli è la parte più complicata ma penso che sarà enorme motivo di soddisfazione ritrovare degli americani a Montecatini, senza nulla togliere ai giocatori italiani visto quanto ci hanno dato in questi due anni».
