Ramagli torna sull’ultima del Pistoia Basket: «Decisivi i solisti di Pesaro»

Così il coach del Pistoia Basket su Dominique Johnson:«Spero che venga preso il miglior sostituto disponibile. Avrei voluto un giocatore più match-winner, è stato più un costruttore di gioco»

Nessuna fuga dalla sala stampa. Alessandro Ramagli ci tiene a precisarlo, dopo l’inedita conferenza stampa post Pesaro dove il coach ha parlato pochissimi minuti per lasciare spazio al numero uno del Pistoia Basket, Massimo Capecchi. Creando probabilmente- senza volerlo- un siparietto dettato dalla rabbia e dalla concitazione, che è sembrato una chiusura di fronte al confronto con la stampa. Confronto che si è spostato al lunedì di passione dell’Oriora. In cui, tra l’apertura dell’inchiesta della procura federale verso il proprio presidente e la separazione ormai certa con Dominique Johnson, abbiamo posto a Ramagli le domande che gli avremmo fatto nel dopo gara. E nella risposta sul possibile sostituto del capitano, ecco che si percepisce come il dopo DJ dovrà essere un giocatore in grado di fare gioco. Come è stato il capitano perchè forse – aggiungiamo noi – il play di questa squadra non ha le caratteristiche di regia appropriate alla squadra.

Coach, partiamo dalle parole del presidente a proposito degli arbitri e di alcune situazioni che riguardano altre società. Leggasi capitolo “giocatori pagati da altri club” e questione stipendi. Cosa ne pensa?
“Sono cose conosciute e di solito taciute. Il fatto che si sia fatto sentire è un bene”.
Venendo alla partita con Pesaro. Cosa è mancato a Pistoia?
“Un buon inizio. Ma dopo aver rivisto la partita, dico che anche all’inizio abbiamo costruito tanti tiri aperti che non abbiamo segnato. Ci è mancata la durezza. Ci eravamo detti che il primo fallo doveva essere un fallo e non un canestro e fallo come poi è stato. Segno che la tensione latente c’era. Ma la tensione dopo è stata quella giusta per il recupero. Nel terzo quarto abbiamo avuto delle responsabilità: potevamo mettere dei punti tra noi e loro e invece, quando eravamo in vantaggio, abbiamo peccato nella costruzione di buoni tiri come avevamo fatto fino lì. Quasi come se il vantaggio ci dasse il permesso di prendersi tiri fuori dalle nostre corde. Lì non abbiamo spaccato la partita come potevamo fare. Nel quarto quarto hanno deciso gli episodi che non ci sono stati favorevoli. Il rimpallo su Murray, il canestro di McCree con un fallo del giocatore, l’errore al tiro di Kerron che aveva subito fallo e quello in sottomano di Dominique. Un canestro da metter dentro”.
A proposito di giocatori di riferimento: a Pesaro hanno fatto la differenza, per Pistoia no…
“Siamo due squadre diverse. Noi abbiamo una maggiore condivisione del pallone che dà l’opportunità nelle mani di più giocatori. Loro invece spesso si mettono nelle mani di due solisti, che sono due ottimi giocatori. I loro solisti hanno fatto al meglio i solisti, con eccessiva tutela da parte mia perchè non sempre i contatti su tiro sono colpa di chi difende”.
Ha scelto di far giocare il quarto periodo al quintetto titolare che non aveva brillato, escludendo Gladness che era piaciuto?
“Gladness ha fatto una buona partita. Quando è uscito, veniva da 8 minuti consecutivi, dopo 15 giorni senza allenamenti. In quel momento avevamo una grossa sterilità offensiva, Krubally era spesso l’unico giocatore libero ma non nella sua posizione mentre gli esterni erano attaccati agli esterni. Avevamo perso fluidità. Con Auda in campo, abbiamo ritrovato gli spazi degli esterni che in quei momenti fanno la partita. Infatti siamo tornati in vantaggio ma non è bastato, perchè non siamo stati cinici negli episodi”.
Come vede la corsa salvezza a questo punto, si è fatto un’idea della quota salvezza?
“Non ho fatto calcoli, che fosse una gara importante ce lo siamo detti in tutte le salse. Per noi si tratta di una sconfitta pesante mentre Pesaro è fuori da questa corsa in questo momento. Sappiamo che più sono le squadre che rimangono in zona salvezza, più le pressioni ricadono su tutti. In questo momento siamo in tre mentre Pesaro è in una situazione di privilegio.
Che giocatore vorrebbe al posto di DJ?
“Il migliore possibile con i soldi a disposizione. Ma più che di identikit, posso dire le cose in cui Dominque è stato funzionale e le cose in cui non lo è stato. Non è stato funzionale quando non si è calato nel ruolo di match winner che era quello per cui avevamo pensato a lui. Quando ci si è calato abbiamo avuto dei grossi benefici. Averlo come contro Sassari e Varese per gli altri ragazzi dà sollievo. E invece stato più funzionale di quello che pensavamo nella costruzione di gioco, a volte è stato il secondo ma anche il primo a costruire gioco, con poche perse e tanta circolazione di palla”.

Elisa Pacini
Elisa Pacini
Innamorata delle parole, che sono centrali nella sua “dolcemente complicata” vita professionale. In primis per raccontare il basket e lo sport, dalle colonne de Il Tirreno (con cui collabora dal 2003) alle pagine web di Pistoia Sport (che ha contribuito a fondare). E poi come insegnante di italiano agli stranieri.

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