Il pubblico della Serie A basket è aumentato nel corso dell’ultima stagione, con 3964 spettatori di media a gara; nota negativa il PalaCarrara che ha perso appeal rispetto agli anni precedenti
Aumenta il pubblico della Legabasket (3964 spettatori a gara), diminuisce quello del PalaCarrara (2402). Che per la prima volta dopo anni vede la media pubblico (secondo i dati sul girone d’andata diramati dalla Legabasket) scendere, e di molto, sotto le tremila unità. Un dato che non sorprende purtroppo visti i vuoti sui gradoni del PalaCarrara nella prima parte di stagione e che conferma un trend negativo inarrestabile dopo la stagione 2015/ 2016. Quella con l’allora Tesi Group del primo Diablo a scrivere la storia, capolista per gran parte del girone d’andata, qualificata alle finali di Coppa Italia e ai playoff.
DATI A CONFRONTO. 3674 la media pubblico di quel campionato nel girone di andata, alla terza stagione in A1 dei biancorossi: picco massimo indubbiamente aiutato dai risultati di una squadra cortissima ma bellissima da vedere giocare (con Kirk a dominare la scena), che arrivava dopo un’escalation di presenze su cui avevano influito anche le strategie e il lavoro del marketing. A quell’invidiabile media che copriva quasi del tutto la capienza a 4000 del PalaCarrara (facendo del pubblico forse lo sponsor più importante anche a livello economico), si era arrivati con una crescita costante. Il primo anno di serie A (altra stagione memorabile con i “diavoli volanti” di capitan Galanda) si chiuse con 3486 spettatori di media, molti riversatisi nei 2870 abbonati che attestarono il record di tessere nella stagione dopo grazie all’azzeccata mossa di Matteo Mantica di far partire la campagna fedeltà all’indomani della gloriosa serie playoff con Milano. Nonostante la stagione seguente Paolo Moretti non sia riuscito nel bis sul campo (sfiorando comunque i playoff), furono 3290 gli spettatori in media dei biancorossi. L’anno dopo l’exploit (sul campo e sulle gradinate) da cui poi si è andati sempre calando, con un deciso passo indietro quest’anno.
Un excursus doveroso che ci fa andare oltre la più facile delle spiagazioni, ovvero che il record negativo che finora spetta a questa stagione sia dovuto solo ai risultati e (specie nella prima parte dell’anno) alle prestazioni deludenti dell’Oriora. Tutto ciò conta, come ha contato in passato al contrario, ma il significato dei quasi 600 spettatori in media persi dal girone d’andata dell’anno scorso (3195) e degli 800 in due anni (3204) sta a metà tra il mancato traino del campo e i passi indietro a livello di comunicazione e marketing.
RIEMPIMENTO LENTO. Al sesto campionato di A1, con tante piazze storiche tornate in auge con i loro impianti sconfinati, Pistoia si ritrova con il dato più basso di pubblico nel girone d’andata. Il PalaCarrara è ultimo, dietro ad Avellino (2651 spettatori) con cui detiene lo scomodo record di palazzetto meno riempito della prima parte di stagione. Se il Pala Del Mauro nonostante il secondo posto in classifica ha un misero 51% di indice di riempimento, il PalaCarrara lo segue con il 60% delle presenze in relazione alla capienza. Un dato che è forse più preoccupante di quello numerico, perché Pistoia in passato ha spesso superato i numeri alti di città molto più grandi, con l’effetto “bombonera” dell’impianto di via Fermi.
Un palazzetto che da tempo è al centro del dibattito pubblico (e politico) tra le imposizioni federali che guardano ad impianti da 5000 posti e l’annuncio (che finora è rimasto tale) da parte del Pistoia Basket di voler costruire un nuovo palazzetto nello scorso novembre.
Che guardato con i dati degli ultimi tempi assomiglia davvero ad un progetto faraonico rispetto alle potenzialità della città.
QUOTA 5000. Guardando ai dati generali del pubblico, al di là delle molte note positive rilevate dalla Legabasket, la classifica della prima parte di stagione “boccia” la necessità spasmodica della “quota 5000” a cui la Federazione vorrebbe fissare la capienza obbligatoria dei palazzetti. Nonostante l’effetto grandi piazze si senta (con Trieste seconda per seguito e la Virtus Bologna a sfiorare il 100% nell’indice di riempimento) e nonostante la forte ascesa di Brescia dopo l’inaugurazione del nuovo PalaLeonessa. Tuttavia solo tre squadre hanno una media pubblico superiore a 5000 posti e cioè Milano (7929), Trieste (5720) e la stessa Virtus (5356), regina nella classifica degli incassi con quasi 1 milione di euro di entroiti dal pubblico. Le altre sono lontane da quota 5000. Segue Sassari (4323), Varese (4166), Brescia (4037), Pesaro (3988), Torino (3948), Reggio Emilia (3473), Trento (3420), Venezia (3415), Cantù (3197), Brindisi (2949), Cremona (2766), Avellino (2651), chiude Pistoia con 2402.



