La Procura federale valuta le dichiarazioni di Cristiano Lucarelli sulle restrizioni imposte ai tifosi amaranto per la trasferta di La Spezia
La Procura federale della Figc, presieduta da Giuseppe Chinè, ha aperto un fascicolo nei confronti di Cristiano Lucarelli, tecnico del Livorno e fino al giugno scorso allenatore della Pistoiese. Al centro dell’attenzione degli inquirenti federali le dichiarazioni rilasciate dall’allenatore amaranto sul divieto di trasferta imposto ai tifosi labronici in vista della gara di sabato 12 contro lo Spezia. Gli inquirenti dovranno ora accertare se nelle sue parole siano ravvisabili violazioni del codice di giustizia sportiva, con particolare riferimento ai doveri di lealtà e correttezza cui sono tenuti i tesserati, oltre al divieto di esprimere giudizi lesivi della reputazione degli organi istituzionali del calcio.
Tutto nasce da un commento a caldo di Lucarelli sulle restrizioni: «Ormai ai divieti dal 2007 ci siamo abituati… se rinasco faccio il prefetto o il questore», aveva dichiarato il tecnico, lasciando trapelare la sua insofferenza verso le misure disposte in vista della trasferta ligure. Non contento, l’allenatore amaranto aveva poi proseguito il ragionamento paragonandosi ironicamente a chi gestisce l’ordine pubblico: «È come se fossi presidente dell’Aci. Fermerei macchine, motorini e camion perché ci sono incidenti per la strada. Prendo il mio stipendio, non vado a cercare rogne, tengo tutti a casa e faccio il mio lavoro». Parole a cui aveva fatto seguire un affondo sulle coppe europee, occasioni in cui – a suo dire – i controlli si allentano nonostante gli episodi di violenza che spesso accompagnano le trasferte dei tifosi: «Poi magari ci sono le coppe europee e vengono tifosi che ci spaccano le città, e lì divieti non ce ne sono».
