Gli Herons crollano nel quarto periodo, il trofeo è della Pielle. Non bastano le prove Buendía e soprattutto Casoni. Partita a due volti di Tsetserukou
LE PAGELLE
CARLOS BUENDÍA 6,5: arrivato dopo l’addio di Chaves, il play argentino si è già caricato la squadra sulle spalle. Lo si vede anche nella finale di Ravenna, seppur per tre quarti scarsi. Nel finale di gara infatti, Buendía si eclissa piano piano dalla partita e, pur restando il miglior marcatore dei suoi con 15 punti, non ne segna alcuno nell’ultimo periodo. Le percentuali dall’arco, ottime a metà gara, calano nella ripresa, mentre le perse toccano quota 7.
MARCO GIACOMINI 5: serata negativa da 0/4 dal campo per l’ex Orzinuovi, complicata dal quarto fallo già commesso a fine terzo periodo. Non bastano i 5 assist forniti ai compagni per la sufficienza, uscito poi per cinque falli.
LUCAS MAGLIETTI 5: l’altro argentino di casa Herons non riesce ad imitare il connazionale. La sua partita difatti si conclude dopo due minuti di terzo periodo, quando commette in sequenza il terzo e quarto fallo personale, soffrendo il gioco spalle a canestro dei fisici avversari. Coach Gabrielli è così costretto a tenerlo fuori per molti minuti, perdendo una risorsa importante sugli esterni.
PIO RUGGIERO 6: discreto l’impatto dalla panchina del classe 2004, chiamato agli straordinari per i problemi di falli di Tsetserukou. Pur commettendo qualche errore da sotto, è preciso ai liberi e raccoglie ben 8 rimbalzi.
KIRYL TSETSERUKOU 5,5: partita dai due volti del lungo bielorusso. Dopo un primo tempo da comparsa complice i due falli commessi ad inizio gara, nella ripresa torna in campo con un’altra faccia contribuendo alla gran prova della Fabo. I 9 punti realizzati non bastano però per recuperare personalmente quanto lasciato né per la vittoria finale degli Herons.
DANIELE DELL’UOMO 5,5: tanti minuti in campo per il capitano degli Aironi che come al solito lotta come un leone portando energia ed intensità sul parquet. Questa sera però non gli riesce con la solita continuità, risultando anche impreciso al tiro.
FRANCESCO GRAVAGHI 6: il numero 20 è il vero cecchino dell’attacco degli Herons. Pronti via e spara un 3/3 soltanto nel primo quarto nella festa di triple termale. Il suo score però non si smuove più di tanto nel corso della gara, difatti fermandosi allo sprint iniziale. Prova comunque a dire la sua rendendosi utile in altri modi portando in dote anche 4 rimbalzi e 2 assist.
FEDERICO CASONI 7: difesa ed energia a rimbalzo sono le specialità della casa e una certezza anche in questa finale di Supercoppa. Se ad esse aggiungiamo i 13 punti con 5/8 dal campo e 11 rimbalzi catturati ecco servito l’MVP di casa Herons di questo atto conclusivo della Final Four, testimoniato anche dal 27 di valutazione finale. Purtroppo, la sua carica e forza di volontà non bastano per alzare la coppa.
LUCA DICORATO ROMANO S.V.: appena 20 secondi in campo per il giovane rossoblù.
TOMMASO PILLASTRINI 5,5: la bomba sulla sirena del terzo periodo fa esplodere i tifosi termali giunti a Ravenna. La sua esultanza sembra poter caricare la squadra – in quel momento avanti di un punto – in vista dell’ultimo quarto ma così non è. Nell’ultimo quarto la Fabo segna appena 5 punti e vede scivolare via la coppa.
COACH ANDREA GABRIELLI 6: il primo trofeo alla guida della Fabo gli sfugge dalle mani nell’ultimo quarto dell’atto finale. L’amarezza è senz’altro tanta ma la sua squadra ha dato grossi segnali positivi considerando che comunque siamo appena a settembre. La finale di Ravenna è una partita spettacolare, anche grazie al gioco dei suoi ragazzi. Nel quarto periodo Herons però finisce totalmente la benzina e , pur concludendo il terzo periodo con l’inerzia a suo favore, crolla definitivamente nel finale di gara non riuscendo più ad opporsi alla Pielle. Un peccato sicuramente essersi giocato il match senza un leader tecnico e morale come Sgobba, senza contare i tanti problemi di falli dei suoi ragazzi. Archiviata la Supercoppa, ora è tempo di tornare a lavorare in palestra: una lunga stagione attende la Fabo Herons Montecatini.
(Crediti foto LNP Foto/ Ciamillo – Castoria)

