La Pistoiese espugna un campo complicatissimo mostrando qualità nuove. Il portiere è di nuovo decisivo, il bomber segna ancora
Non sempre si può vincere attraverso il gioco, il dominio e la qualità. Ci sono partite nelle quali occorre adattarsi, soffrire e mettere il cuore oltre l’ostacolo. La Pistoiese lo ha fatto sul campo della Varesina, conquistando tre punti pesantissimi e aggiungendo altri elementi alla propria identità.
Quella di Venegono non è stata la prestazione più brillante degli arancioni, ma probabilmente è stata una delle vittorie più significative di questo avvio di campionato. Perché ottenuta contro un avversario forte, su un terreno dalle dimensioni ridotte e al termine di una settimana nella quale la squadra di Bisoli ha disputato tre partite.
GIULIANI ANCORA DECISIVO
Quando la Pistoiese ha avuto bisogno del proprio portiere, Giuliani ha risposto ancora una volta presente. Lo aveva già fatto nelle precedenti giornate e si è ripetuto contro la Varesina, trasmettendo sicurezza al reparto e intervenendo nei momenti più delicati. Una squadra che vuole restare nelle zone alte della classifica deve poter contare anche su un portiere capace di fare la differenza. Giuliani, finora, si sta dimostrando una certezza. Le sue parate hanno consentito agli arancioni di resistere alla pressione dei padroni di casa e di difendere un vantaggio diventato sempre più prezioso con il trascorrere dei minuti.
SOFFERENZA E CUORE, LE NUOVE ARMI DELLA PISTOIESE
La vittoria ha mostrato una Pistoiese diversa da quella ammirata nelle prime tre giornate. Meno brillante nel palleggio, ma tremendamente concreta e disponibile al sacrificio. Gli arancioni hanno saputo stringere i denti, abbassarsi quando necessario e difendere il risultato con grinta e compattezza.
La Varesina ha creato superiorità in mezzo al campo, ha vinto diverse seconde palle e ha costretto la squadra di Bisoli a disputare una partita differente da quella preparata. La Pistoiese, però, non si è disunita. Ha accettato la battaglia e l’ha portata dalla propria parte attraverso carattere, spirito di gruppo e disponibilità reciproca. È proprio questo uno degli aspetti più importanti emersi da Venegono: la capacità di vincere anche senza esprimere il proprio calcio migliore.
MOTTI, QUATTRO SU QUATTRO E TANTO SACRIFICIO
Quattro partite di campionato e quattro gol. Motti continua a lasciare il segno e lo fa con una continuità impressionante. La rete realizzata contro la Varesina è stata una prodezza: controllo di petto e conclusione potente da fuori area, imparabile per il portiere avversario.
Il suo contributo, però, non si è limitato al gol. L’attaccante ha lavorato per la squadra, è rientrato per aiutare i compagni e si è sacrificato quando la Varesina ha aumentato la pressione. È arrivato stanco nel finale, come ha ammesso nel dopogara, ma non ha mai fatto mancare il proprio apporto.
Il dato realizzativo racconta un centravanti devastante, ma dietro i quattro gol c’è anche un giocatore completamente inserito nei meccanismi e nello spirito della squadra.
QUELL’EPISODIO CHE POTEVA CAMBIARE LA PARTITA
La Pistoiese avrebbe potuto affrontare la ripresa con maggiore tranquillità. Sul risultato di 0-1 è infatti rimasto più di un dubbio per un calcio di rigore non assegnato agli arancioni. Senza trasformare l’episodio nell’argomento centrale della partita, è evidente che un eventuale raddoppio avrebbe potuto chiudere la prima frazione o almeno indirizzare la gara sui binari più favorevoli.
Sul 2-0 la squadra di Bisoli avrebbe potuto gestire con maggiore serenità energie e risultato, evitando un secondo tempo di continua sofferenza. L’episodio ha invece lasciato la Varesina pienamente dentro la partita, costringendo la Pistoiese a difendere fino all’ultimo un vantaggio minimo.
VITTORIA PESANTE
Nel giudizio sulla prestazione non si può dimenticare il valore dell’avversario. La Varesina è una formazione costruita per stare in alto, con giocatori importanti e numerosi elementi provenienti dalla Pro Sesto della passata stagione. Una squadra organizzata, tecnica e capace di mettere in difficoltà gli arancioni su un campo piccolo, dove gli spazi si restringono e ogni pallone diventa una battaglia.
Bisoli lo aveva previsto alla vigilia e la partita ha confermato le sue sensazioni. Proprio per questo il successo acquista ancora più valore. La Pistoiese non ha vinto contro un avversario arrendevole, ma ha superato una formazione che difficilmente concederà punti sul proprio terreno.
QUELLE PARTITE CHE NON VINCEVI…
Il significato più profondo della vittoria è forse racchiuso qui. Nelle passate stagioni, partite di questo tipo spesso finivano male: una giornata poco brillante, un avversario aggressivo, un campo difficile e una gara trascorsa più a soffrire che a costruire. Questa volta la Pistoiese non si è smarrita.
Ha protetto il vantaggio, ha resistito nei momenti complicati e ha portato a casa il risultato. Non è un dettaglio, ma un segnale di crescita e maturità. Quattro vittorie nelle prime quattro giornate raccontano un avvio perfetto. Venegono, però, dice qualcosa in più rispetto ai numeri: questa Pistoiese sa giocare, ma comincia anche a dimostrare di saper soffrire. E quando non sono sufficienti tecnica e organizzazione, riesce a buttare il cuore oltre l’ostacolo.
