Il nuovo Pistoia basket, descritto da Ramagli, avrà bisogno di tempo per amalgamarsi e crescere fisicamente. Intanto alle 18 arriva l’Alma Trieste, la prima di undici finali per rimanere in Serie A
Una lunga attesa è stata resa interminabile dalla curiosità di vedere i frutti del mercato di “riparazione”, cioè quei trasferimenti avvenuti durante il mese di sosta per Coppa Italia e Nazionali. Il Pistoia Basket che vedremo in campo questa sera alle 18 contro Trieste è una squadra completamente nuova ma che con quella “vecchia” condivide il medesimo obiettivo: la salvezza.
Mancano undici finali al termine della regular season e sei di queste saranno giocate al PalaCararra: un fattore di cui tenere conto a iniziare proprio dalla gara contro l’Alma.
Ramagli lo sa: «Come sarà questa squadra? Lo vedremo nelle prossime settimane, intanto l’obiettivo è giocare pancia a terra per portare a casa i due punti, la cosa più importante, fosse anche per un rimpallo. Non ci sarebbe niente di meglio di una vittoria per indirizzare il nuovo gruppo».
«La partita sarà un’occasione per vederci tutti insieme – prosegue il coach della OriOra -. Avremmo preferito avere una decina di lavoro sulle spalle, era uno degli obiettivi ma non è stato possibile e Solo giovedì e venerdì siamo riusciti a fare un 5v5 con il nuovo gruppo. Quando cambi 4/11 del gruppo non è semplice, in questi giorni abbiamo cercato di semplificare ma al tempo stesso tracciare delle linee guida». Servirà quindi tempo prima di vedere gli effetti dei cambi visto che adesso c’è un nuovo play, un go-to guy con caratteristiche diverse dal precedente come Tony Mitchell, e un lungo molto bravo nel post basso come Crosariol. «Lui e Krubally dovranno affinare l’intesa – dice Ramagli – così come vedremo Peak in posizione di guardia con Mitchell da tre oppure un quintetto più basso con loro due e una guardia».
Un aspetto da tenere sotto controllo, senza dubbio, è la condizione fisica del gruppo. Odum e Mitchell non giocano da un pezzo, Mesicek era nella stessa situazione prima di giocare le ultime due gare con i biancorossi. Servivano giocatori già rodati, “Rama” lo aveva ripetuto più volte dopo l’addio di D. Johnson ma così non è stato. «Non c’è stato modo – ha spiegato -. Abbiamo fatto bene per le nostre possibilità, chi è arrivato ha accettato la sfida, è motivato e può darci tanto poiché esperto».
Prima di concentrarsi sugli avversari, anche uno sguardo sul passato: «Siamo nella zona di classifica dove avremmo dovuto essere – così Ramagli – anche se è vero che abbiamo una vittoria a tavolino. Ci sono degli aspetti che non hanno funzionato come pensare che la nostra ala forte potesse ricoprire due ruoli. La squadra ha fatto il suo percorso, Dominique Johnson è stato un po’ croce e un po’ delizia, Kerron Johnson non ha espresso al meglio le sue caratteristiche in questo contesto».
QUI TRIESTE
L’Alma è al nono posto in classifica e in piena lotta per i playoff. Rispetto all’andata è rientrato Da Ros e hanno aggiunto Dragic, mentre ha lasciato Silins. Due cambiamenti che non hanno modificato la struttura di questa squadra. «Una loro caratteristica è l’omogeneità del livello dei giocatori – ha detto Ramagli – e il minutaggio ne è diretta conseguenza. Giocano una pallacanestro fisica, con molti contatti e non a caso è la squadra che commette più falli di tutto il campionato».



