Stagione a dir poco tribolata per la Fiat Torino, che ne ha passate di ogni. Dai continui interventi sul mercato al cambio in panchina, finendo per il passaggio di proprietà
Partita con grandi ambizioni, la Fiat Torino non è ancora riuscita ad ingranare la marcia giusta. Fino ad oggi il cammino tra campionato ed Eurocup è stato molto deficitario. Il colpo dell’estate era stato l’ingaggio dell’allenatore americano Larry Brown, vero e proprio santone del basket a stelle strisce, capace di vincere tutto in patria, per poi venire a 78 anni a misurarsi con il basket europeo. Tra problemi di salute e di ambientamento non è mai riuscito a far rendere la squadra e così ha salutato l’Italia a fine 2018. Al suo posto Paolo Gambiati, che però non è riuscito a dare pace a una società che ha problemi economici e di spogliatoio. In questi giorni si sta concretizzato il passaggio del club dalle mani della famiglia Forni a quelle di Terzolo che vorrevbe rilevare la società insieme ad un pool di sponsor, con un azionariato diffuso che offriva quote da 10000 euro per provare a trovare la liquidità necessaria per chiudere la stagione.
A livello di squadra, i reduci dal ritiro estivo sono pochi giocatori, dato che le porte girevoli dei gialloblu hanno registrato un via vai di gente impressionante. I guai sono iniziati in estate quando Royce White non si è mai presentato a Torino nonostante un regolare contratto firmato per la sua paura di volare mentre Jaylen Morris ha scelto di esercitare l’NBA escape prevista dal suo contratto per firmare con i Milwaukee Bucks. Poi hanno salutato la città della Mole in ordine sparso Voijslav Stojanovic, Victor Rudd, Carlos Delfino, Tra Holder, Tyshawn Taylor e Tony Carr, senza dimenticare coach Larry Brown e il suo assistente Dante Calabria. A rinforzare la squadra a stagione in corsa sono arrivati Dallas Moore, Darington Hobson, Mouhammadou Jaiteh e Marco Portannese, oltre alla promozione di Paolo Galbiati a capo allenatore.
IL QUINTETTO. Il playmaker titolare è Dallas Moore. Arrivato ai primi di dicembre dopo aver iniziato la stagione all’Hapoel Tel Aviv, lo scorso anno era a Pesaro dove si è messo in mostra viaggiando a 18,7 punti a partita. Con la maglia della Fiat attualmente segna 15,9 punti e 2,8 assist in 32′. La guardia è Tekele Cotton, giocatore con spiccate doti difensive e grande equilibratore della squadra. Uscito da Wichita State University nel 2015, ha subito varcato l’oceano, disputando due stagione nel campionato tedesco con Ludwigsburg. A Torino è stato fuori più di due mesi per un infortunio, adesso viaggia a 10,7 punti, 2,9 rimbalzi e 2,5 assist di media in 29,9′. L’ala piccola dopo la partenza di Carlos Delfino è diventata Darington Hobson. Originario di Las Vegas, giocatore arrivato a stagione iniziata, fortemente voluto da coach Larry Brown, attualmente produce 13,2 punti, 4,8 assist e 5,6 rimbalzi ad allacciata di scarpe in 31,4′. Il pacchetto lunghi è composto da Mouhammadou Jaiteh e da James Michael McAdoo. Il lungo francese, arrivato a stagione in corsa da Limoges, segna 9,2 punti e strappa 6 rimbalzi in 18,8′. MCAdoo è stato uno dei grandi colpi del mercato estivo della Fiat.Sempre in orbita dell’NBA, ha vinto anche due anelli con i Golden State Warriors. A Torino però non sta brillando e viaggia a 10,6 punti e 4,6 in 22,6′.
LA PANCHINA. Il valore aggiunto della panchina è il capitano Peppe Poeta, regista eclettico, veterano di mille battaglie, leader in campo e fuori, attualmente capace di garantire 6 punti in 18,4′. Coniirubuto simile a quello dell’altro azzurro, Marco Cusin, che segna 4,5 punti in 15′. Attualmente parte dalla panchina anche l’ala grande Jamil Wilson, lungo americano che in Italia aveva già giocato per la Virtus Bologna prima di andare in NBA ai Clippers. L’unico ad aver giocato tutte e 25 le partite di campionato della stagione gialloblu, in 25,2′ mette insieme 8,5 punti e 4,1 rimbalzi. Completano il parco degli esterni Simon Anumba e Marco Portannese
IL COACH. La stagione era iniziata sotto la guida Larry Brown, 78 anni, americano, con un palmares clamoroso tra cui i campionati vinti in NBA e NCAA con Detroit Pistons e Kansas. La sua avventura non è mai decollata a ella fine è stato promosso al suo posto il vice, Paolo Galbiati, che già lo scorso anno aveva preso in mano la squadra dopo l’addio di Banchi e quello del suo successore Recalcati. Il miracolo gli era riuscito lo scorso anno quando a Firenze, un po’ a sorpresa, Torino vinse la Coppa Italia. Per il momento però non è riuscito a ridare slancio alla stagione che è iniziata storta sin dall’estate e che non sembra avere pace, complici anche i problemi societari del club piemontese.



