Le novità di regolamento introdotte dai club di LegaPro stravolgono completamente i piani della Pistoiese: la società arancione, che ha sempre puntato sui prestiti delle grandi squadre, dovrà virare la propria rotta
Da questa estate la Pistoiese dovrà rivedere le sue strategie in termini di mercato. Se fino ad oggi il sodalizio del presidente Ferrari ha puntato forte sulla valorizzazione dei giovani provenienti dai club più blasonati delle categorie superiori, con la riforma imposta dalla Serie C questa politica non sarà più attuabile in maniera massiccia. L’ultima assemblea dei club di LegaPro ha infatti varato una riforma importante, abolendo l’attuale sistema di liste con limitazioni di età, un sistema creato per favorire e valorizzare i giovani, che però non ha prodotto grandi risultati da questo punto di vista, oltre a prevedere un freno ai prestiti, con un massimo di sei per squadra.
Per la Pistoiese questo sarà un bello shock. Basti pensare che in questa stagione gli arancioni in prestito da altre realtà sono stati ben 13 e molti di questi hanno avuto un ruolo centrale nell’ossatura della squadra orange. I portieri ad esempio sono tutti parcheggiati a Pistoia da altre squadre: Meli è di proprietà dell’Empoli, Pagnini dello Spezia e Romagnoli della Roma. Stesso discorso per Dossena (Atalanta), El Kaoukaibi (Bologna), Cagnano (Inter), Llamas (Milan), Rovini (Udinese), Forte (Milan), senza dimenticare il trio dall’Empoli composto da Picchi, Piu e Fantacci. Una linea che nel girone A di Serie C accomuna soprattutto le squadre di bassa classifica, dato che le quattro con più prestiti sono proprio Pistoiese, Albissola, Arzachena e Olbia.
Si andrà dunque verso un modello senza nessuna limitazione di età, ma piuttosto con l’introduzione di una lista con un massimo complessivo di 6 calciatori per ogni club, il cui tesseramento sia a titolo di cessione o trasferimento temporaneo da parte di società di A e B. Ai fini del minutaggio poi conteranno solo quelle di quattro di loro per gara, il tutto con una soglia di minutaggio minima e una massima per ogni partita a fare da paletti invalicabili, pena il non accesso alla contribuzione. La scelta è stata giustificata dal voler spingere le società a investire e a far crescere giovani del proprio settore giovanile, un circolo virtuoso che però poche società saranno in grado di attuare. In realtà è una mossa per impedire sceneggiate come quella della Pro Piacenza di quest’anno, ovvero impedire che club senza soldi e senza futuro possano tirare avanti semplicemente puntando sulle valorizzazioni.
Per contraltare si proverà a non perdere i club virtuosi a livello economico ma deficitari a livello di risultati di campo con la creazione di una sorta di salvacondotto che premierà i club meritevoli con il ripescaggio. In pratica è stato modifica l’articolo 49, predisponendo una finestra tra la fine dei playout e il termine ultimo per presentare le domande di iscrizione in cui si possano effettuare richieste di ripescaggio per posti lasciati vacanti da società fallite, società escluse dal campionato o retrocesse all’ultimo posto con sanzioni da parte degli organi di giustizia sportiva o rinunce all’iscrizione. Una mossa che di fatto crea una sorte di paracadute forte le società sane che verranno eliminate nei prossimi anni ai playout, a discapito delle migliori dei playoff di D che dunque non saranno più tanto sicure di trovare posti disponibili in Serie C.



