Cantù è una delle squadre con la più alta produzione offensiva del campionato e con il miglior sesto uomo della Serie A. Sabato alle 20.30 arriva al PalaCarrara a caccia di un posto ai playoff
Caccia aperta a un posto playoff. Cantù arriva al PalaCarrara con la fame di chi cerca punti per coronare positivamente una stagione travagliata, costellata da una crisi finanziaria che ha portato ad un cambio di proprietà. A marzo infatti le redini della società sono passate dalle mani di Dmitrij Gerasimenko a quelle del consorzio Tutti Insieme Cantù, che è riuscito a salvare il club ormai prossimo a chiudere i battenti perché senza più la liquidità per finire la stagione. Attualmente la squadra brianzola ha 28 punti che gli valgono il decimo posto, a due punti dai playoff. La rincorsa è partita nel girone di ritorno, quando la squadra ha iniziato a macinare punti, conquistando nove vittorie e tre sconfitte. Per fermare l’ascesa dei biancoblu è inarrestabile e nemmeno le partenze di Udanoh per Avellino e quella di Mitchell finito a Pistoia hanno incrinato le certezze di un gruppo che si è esaltato nelle difficoltà fuori e dentro il campo. Da agosto ad adesso la squadra ha cambiato completamente pelle, vivendo tanti avvicendamenti tra i giocatori e non solo. Le buone scelte in sede di mercato però hanno dato qualità e talento al gruppo che sta trovando soprattutto in Frank Gaines e in Davon Jefferson due leader assoluti, capaci di esaltare e valorizzare il gioco di Cantù.
IL QUINTETTO
Il playmaker è Frank Gaines, esterno con tanti punti nelle mani, già visto in Italia per fugaci apparizioni con le maglie di Caserta (9 gare nel 2014) e Pesaro (6 gare nella stagione 2014/2015). Nelle ultime stagioni ha giocato in Germania al Rasta Vetchta e in Russia al Parma Perm’. A Cantù è diventato il leader assoluto del gruppo in campo e fuori. Attualmente viaggia a 20,4 punti e 2,6 assist di media in 33,7′. La guardia titolare è Tony Carr, giovanissimo cecchino che aveva iniziato la stagione a Torino dopo due anni di college a Penn State e dopo essere stato scelto al draft dai New Orleans Pelicans che detengono ancora i suoi diritti. In Brianza segna 10 punti e smista 4,4 assist in 30,3′ di utilizzo. L’ala piccola del quintetto è Andrea La Torre, che inizia nello starting five senza però restare molto in campo. Per lui 1,3 punti e 10,8′ di media a partita. L’ala grande è Tyler Stone, classe ’91, un vero e proprio giramondo che ha giocato in Grecia, Russia, Turchia e Israele. Adesso l’approdo a Cantù dove segna 8,4 punti e 7,6 rimbalzi in 23,5′. Il pivot è invece Davon Jefferson, una delle rivelazioni del campionato. Il lungo, prodotto di University of Southern California, ha iniziato a girare i campionati di tutti i continenti, con la sua prima stagione da professionista nel 2009 al Maccabi Haifa, fino all’ultima in Turchia. Con la canotta dell’Acqua San Bernardo viaggia a 17,8 punti e 9 rimbalzi di media, che lo rendono uno dei più seri candidati al titolo di mvp del campionato.
LA PANCHINA
La forza di Cantù è anche nella panchina, da cui si alzano due americani di impatto. Sul perimetro c’è Gerry Blakes, probabilmente il miglior sesto uomo della Serie A. Prodotto di Arizona State University, lo scorso anno ha vinto il campionato svedese con il Norrkoping Dolphins. In Brianza segna 12,3 punti, tirando con il 44% da tre punti. Il cambio del pacchetto lunghi è invece Shaheed Davis, ala di 206 centimetri, lo scorso anno campione ucraino con il Cerkasy Mavpy. In biancoblù produce 6,1 punti e 6,2 rimbalzi in 19′. Completano il roster capitan Salvatore Parrillo e Maurizio Tassone.
ALLENATORE
In panchina siede Nicola Brienza, canturino doc, cresciuto nella società brianzola in cui ha da prima allenato le giovanili, per poi entrare nello staff tecnico della prima squadra dal 2004. In questa stagione aveva iniziato come vice Pashutin, poi la fuga del coach alla luce dei problemi societari del club gli è valsa la grande occasione di diventare capo allenatore nella squadra della sua città. I risultati del girone di ritorno stanno premiando il lavoro del tecnico italiano che è riuscito a tenere la squadra unita e concentrata nelle settimane di caos e di incertezza vissute a Cantù prima del passaggio di propietà e della ritrovata stabilità.


