Marco Sambugaro sale dall’A2, da Biella – prima nel girone ovest nel 2016-17 – e per un biennio sarà il direttore sportivo del Pistoia Basket. «Prometto il massimo impegno», assicura lui, «siamo estremamente soddisfatti» dice Capecchi
Nella sala addobbata a festa di Valerio Ricevimenti si è consumata la stretta di mano tra il presidente Massimo Capecchi, il vicepresidente Alberto Peluffo e Marco Sambugaro, che si è legato al Pistoia Basket con contratto biennale in veste di direttore sportivo. «L’atto primo della nuova stagione», come lo ha definito Capecchi. Il secondo sarà il coach.
«Quando abbiamo capito che Iozzelli non accettava la nostra proposta – prosegue – abbiamo aperto i colloqui. Con Marco ci siamo sentiti subito in sintonia, c’è stato un ottimo feeling, ci è piaciuto il modo di porsi, l’atteggiamento serio e responsabile. Ha ricevuto altre offerte ma ha deciso di andare avanti con quella di Pistoia. Siamo estremamente soddisfatti».
“Serietà” è la parola d’ordine di questo Sambugaro Day, giornata storica poiché l’ex Biella è il primo dirigente non pistoiese a ricoprire un incarico così delicato, segno che questa volta il vento del rinnovamento ha fischiato davvero forte. E i risultati negativi non sono l’unico motivo: il concetto chiave è che un ciclo è finito e se ne apre un altro. «Rinasce un progetto» come ha detto Capecchi e in questo senso almeno un rapporto biennale con Sambugaro era necessario, anche perché sale dall’A2 e deve ambientarsi in un campionato più complesso e in una realtà che opera con risorse limitate.
«Entro a far parte – ha commentato lui – di una società importante e storica. Non sono uno a cui piace fare proclami, credo nel lavoro e nella serietà delle persone. Voglio ricambiare la fiducia e l’unica cosa che prometto è il massimo dell’impegno e della serietà». Non mente, perché è così che due suoi compagni di squadra a Montecatini, Andrea Luchi e Andrea Niccolai lo hanno definito (qui l’intervista). «La società vuole ripartire con progetto nuovo, cambiare filosofia e riallacciare il rapporto con la piazza. Ho ascoltato, mi è piaciuto, c’è stata forte empatia poiché credo negli stessi valori». Dopo il quadriennio in Piemonte, arricchito con la Coppa Italia di A2 del 2014, arriva nella massima serie italiana. E già con enormi responsabilità perché passerà tutto da lui: «La Serie A mi affascina e mi preoccupa – ammette -. Questo accordo ha un gusto dolce e salato al tempo stesso, c’è un po’ di paura ma sono veramente stimolato».
PISTOIA BASKET, CAPITOLO ALLENATORE
«Nel costruire le mie squadre parto sempre dall’allenatore, è la figura centrale e tutti i progetti sportivi gli ruotano intorno – ha detto Sambugaro, che per prima cosa dovrà trovare un coach alla OriOra -. Dovremo avere un rapporto di fiducia e di confronto, mi piacciono gli allenatori giovani, con i quali si può dialogare, aperti e con voglia di fare». Michele Carrea, per esempio, con cui ha stretto un bellissimo in questi anni a Biella. E’ sulla sua lista e il coach per certo sarà interessato a un salto di categoria. Vedremo come andrà a finire. Poi si passerà al roster, definendo il budget e anche la formula. «Se sarà 5+5 o 6+6? La società mi ha dato carta bianca per la costruzione della squadra».



