Il commento di Andreazza dopo gara-1: «Prova difensiva di spessore. Burini è un giocatore determinante in partite così»
Al termine della vittoria in gara-1 contro la Virtus Roma, il coach de La T Gema, Marco Andreazza, ha parlato del successo ottenuto dai rossoblu: «Ci siamo trovati in una cornice bellissima, in un palazzetto super, in cui i ragazzi si sono esaltati, senza mai disunirsi, soprattutto nel finale quando hanno retto molto bene l’urto contro la Virtus. Tenere una squadra come Roma a 64 punti non è facile: abbiamo fatto una prova in crescendo, con qualche errore all’inizio, su alcune situazioni di contropiede, e migliorando notevolmente dal 20’ in poi. Siamo contenti di aver impattato in questo modo la serie, ma ancora non è stato fatto niente: in una finale le dinamiche possono cambiare in una manciata di giorni, mercoledì sarà nuovamente una serata durissima e dovremo essere pronti».
Andreazza si è poi soffermato su alcuni singoli: «Burini è un giocatore che conosce alla perfezione questo tipo di partite, è un elemento che ne ha giocate tante e ne ha vinte nel corso della propria carriera. È un giocatore capace di andare oltre le difficoltà, anche nel primo tempo quando era in panchina non ha perso la concentrazione ed è stato un coach aggiunto aiutando tantissimo i compagni. Poi, nella ripresa, ha messo dentro i canestri decisivi come in pochi sanno fare. Strautmanis, al momento della rotazione tra i cinque, si è mosso benissimo tra i lunghi avversari e ha fatto la differenza sotto le plance».
La T Gema, avanti nella serie, dovrà però resettare al più presto perché mercoledì ci sarà da tornare nuovamente sul parquet: «Nel preparare questa partita abbiamo cercato di fare quel che a noi riesce meglio. Non è stata una settimana facile perché siamo a giugno inoltrato e la fatica, fisica e mentale, inizia fisiologicamente a farsi sentire, e non sempre è facile proporre qualcosa di innovativo. Per questo motivo abbiamo lavorato sulla fase difensiva, uno dei nostri punti di forza, ed è andata bene. Abbiamo tenuto Roma a meno di 60 punti e non era affatto semplice».



