Cestisti nuovamente allontanati in serata dal playground di viale Arcadia: “colpa” delle segnalazioni ai Carabinieri di una residente
LE PAROLE DI 7 FOR YOU
“Come 7 for you lo abbiamo reso il playground più bello di Pistoia, spendendo tanti soldi e durando tanta fatica. Abbiamo dovuto smettere di fare il nostro evento lì, perché i permessi erano troppo costosi e le norme troppo rigide (nonostante il nostro fosse un evento di beneficenza).
Abbiamo ricevuto la visita continua dei vigili urbani (evidentemente chiamati da qualcuno…) lo scorso anno, con relativi controlli e multe.
Ce lo sentiamo un po’ nostro quel playground, è intitolato a Matteo Bertolazzi, un ragazzo che purtroppo a basket non può più giocare ed è fatto per giocare a basket!
Da quando lo “vigiliamo” noi, non c’è più spaccio o gentaglia ma solo ragazzi che fanno sport.
CHE LA PALLA CONTINUI A RIMBALZARE!!!!”.
Queste le parole che si possono leggere sulla pagina Facebook di 7 for you dopo quanto accaduto in questi giorni in merito alla questione del campo da basket su viale Arcadia.
IL FATTO
Se quanto avvenuto al playground di viale Arcadia lo scorso 18 giugno poteva sembrare solo un episodio casuale, due giorni più tardi si è avuta la conferma che la pallacanestro, dopo le 23, è vietata da quelle parti.
«La situazione è stata, se possibile, ancora più assurda rispetto a martedì – racconta Massimiliano Bocchini, uno dei pochi presenti entrambe le sere – Verso le 23 la maggior parte delle persone se ne era andata ed eravamo rimasti in 4 o 5 ormai stanchi e senza più forze per giocare. Eravamo chi a sedere, chi appoggiato alla balaustra del campo a chiacchierare a bassa voce tra di noi quando la solita volante è apparsa, stavolta alle nostre spalle passando dalla strada senza sfondo che è a ridosso delle case. Sono scesi due carabinieri, forse gli stessi dell’altra sera e senza mezzi termini ci hanno intimato di andare via con dei modi poco garbati».
Stavolta però i cestisti hanno preteso delle spiegazioni. «Volevamo sapere su quali regolamenti si basasse la loro richiesta e anche stavolta ci hanno detto di andare via e basta. Sulle prime ho anche pensato che fosse in corso una qualche operazione contro i frequentatori del posto dediti allo spaccio e che quindi stessimo intralciando tale operazione – continua Massimiliano – Al mio insistere che secondo me potevamo restare lì e (volendo) anche giocare fino alle 24, è venuto fuori che non meglio precisati vicini hanno fatto un esposto e questa è la ragione per la quale dovevamo andarcene. Ho insistito ancora dicendo che a mio avviso non era sufficiente questo per dar loro diritto di mandarci via da un parco pubblico. Dopo la minaccia di una denuncia mossa nei nostri confronti, ci hanno detto che potevamo rimare a chiacchierare (quello che stavamo facendo… ), ma senza giocare a basket».
“Colpa” dell’esposto mosso da Giuliana Vitale, residente in viale Arcadia 61, che al Tirreno di Pistoia ha parlato della vicenda. «Ho chiamato i carabinieri lo scorso 18 giugno, sono intervenuti interrompendo il gioco e gli schiamazzi a mezzanotte. Così ho fatto anche le sere successive. C’è un cartello (“Vietato fare rumore e giocare a calcio dopo le 23”) che fissa l’orario massimo per giocare. Io non chiedo che i ragazzi non giochino a pallacanestro, ma solo che lo facciano nella fascia oraria consentita oppure che si sposti il campetto lontano dalle case».




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