Pescia, parla il presidente: «Asticella alta, ma piedi per terra»

Alessandro Lucherini, presidente del Pescia Calcio, ha commentato con noi il superbo inizio di stagione della squadra rossonera

Un cammino costellato di sole vittorie, sia nel Girone B di Seconda Categoria che nel primo turno di Coppa Toscana. PistoiaSport ha intervistato il presidente del Pescia Calcio, Alessandro Lucherini, per avere le sue impressioni sul favoloso percorso fin intrapreso della sua squadra.

Dottor Lucherini, l’avvio entusiasmante della vostra squadra è per voi una sorpresa o tutto sta procedendo secondo le vostre aspettative?

«Beh, devo dire che questo filotto di vittore è un po’ sopra le nostre previsioni, però siamo partiti fin dall’inizio con l’obiettivo di fare un campionato di vertice e quindi siamo in linea con le nostre ambizioni. Poi ovviamente non c’è mai la sicurezza del risultato, perciò penso che alla fine un po’ di sorpresa c’è…».

Leggendo le statistiche si può notare che, seppur a pari merito con altre squadre, avete per adesso sia la miglior difesa che il miglior attacco. Le chiedo quale dei due reparti secondo lei può essere più decisivo per la buona riuscita della stagione?

«Con il nostro allenatore ci siamo sempre detti che il cardine per un progetto ambizioso è la difesa, o per dirla come una chiacchiera da bar “prima di tutto non prenderle”».

Quindi sposa il famoso detto “gli attacchi vendono i biglietti, le difese vincono i campionati” (frase famosa del cestista anni ’90 Reggie Miller)?

«Sì, sposo soprattutto la seconda parte del famoso aforisma».

State pensando di inserire a breve qualche innesto alla squadra, magari dal settore giovanile, oppure almeno fino all’inverno non toccherete la rosa?

«Stiamo pensando di puntare più avanti su qualche nostro giocatore del vivaio, visto che abbiamo investito molto sul nostro settore giovanile. La nostra juniores ha tra l’altro vinto le prime due partite del campionato provinciale a conferma del nostro buon lavoro. Non dimentichiamo che tuttora abbiamo in rosa giocatori come Ancona, Cortesi, Bavaresi e Salani che sono di classe ’98, ’99 e 2000, quindi attingere dal vivaio è da sempre una nostra prerogativa».

Un’ultima domanda riguardo agli avversari vicini in classifica: chi teme di più in questa corsa al vertice?

«Direi un po’ tutte le nostre tre inseguitrici principali (Borgo a Buggiano, Spedalino Le Querci e Giovani Via Nova ndr), ma non ci facciamo illusioni e sappiamo benissimo che sarà un percorso difficile. D’altronde non è assolutamente detto che chi è davanti adesso lo sarà anche alla fine, noi compresi. Dobbiamo mantenere i piedi per terra e non illuderci, anche se l’asticella è alta. Comunque vinca il migliore e speriamo di proseguire così».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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