Michele Carrea mette sul piatto gli aspetti tecnici da migliorare e non vuole alibi, «ma da agosto abbiamo fatto solo sette allenamenti al completo»
«I giocatori vogliono allenarsi anche quando non stanno bene e la cosa è positiva». C’è questo di buono da prendere nella settimana, l’ennesima, a ranghi ridotti in casa Pistoia Basket, e questo vuol sottolineare Michele Carrea alla vigilia della gara con la Virtus Roma; la quarta di campionato, in programma sabato alle 20.30 al PalaCarrara.
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«Affrontiamo un avversario che ha un obiettivo dichiarato simile al nostro – dice sulla squadra di Bucchi – e questo è un elemento che deve farci riflettere. Dyson è stato fermo per tutta la pre-season, ma sta mostrando tutto il suo valore. Hanno vinto una partita importante in casa (97-94 contro Cremona, ndr) e si è visto come il talento di Dyson e Jefferson sia la base del loro attacco. Attorno a loro ci sono tanti tiratori che aiutano ad aprire gli spazi e a finalizzare. Inoltre, hanno una buona fisicità».
«Siamo in un momento della stagione in cui dobbiamo pensare soprattutto a noi – prosegue -. Stiamo riflettendo su quello che non va, seppur in mezzo alle difficoltà. La squadra ha lavorato con senso e ottimizzato il tempo in cui era al completo: contiamo di aver fatto dei passi in avanti, necessari per essere competitivi rispetto all’ultima partita».
Per Carrea anche molto lavoro psicologico per cercare di liberare la squadra dalla negatività che aleggia sul PalaCarrara e da quella che deriva dalle assenze di giocatori chiave. «Sto cercando di parlare il meno possibile degli assenti – risponde il coach lombardo – perché una parte del mio lavoro è togliere gli alibi. Dopodiché i fatti sono che non abbiamo giocato una partita con il quintetto titolare e che dal giorno del raduno abbiamo fatto sette allenamenti al completo. Con il 5+5 questo vuol dire avere difficoltà enormi in settimana, non solo in partita. Le cause? Non dipendono dai carichi: c’è stato un solo infortunio muscolare, e di lieve entità. È un ciclo negativo che spero sia la premessa di uno positivo, come ho detto ai giocatori, che sto cercando di liberare da questi condizionamenti».
Le assenze hanno senza dubbio minato il lavoro tecnico, ma resta un dato di fatto che alcune situazioni devono essere assolutamente migliorate. Carrea analizza un dato in particolare. «23 palle perse sono troppe. Dobbiamo essere più consistenti e avere più rispetto del pallone. L’esecuzione dei giochi deve essere più fluida e il giocatore sotto pressione deve sapere dove trovare il compagno libero. Dobbiamo, inoltre, capire che non tutti i possessi valgono uguale. A Treviso, il possesso del -4, non doveva finire con una palla persa ma con un tiro. Giocando senza un produttore di vantaggi (la guardia titolare, ndr) dobbiamo avere ancora più cura di ogni possesso. Poi penso ci sia da migliorare molto la lettura della gara ed essere più lucidi quando c’è da reagire alle scelte dei difensori».



