Terran Petteway ha parlato a pochi giorni dalla prima di due trasferte consecutive: quella a Reggio Emilia, partita nella quale l’ex Sassari può diventare il secondo miglior marcatore del Pistoia Basket in serie A
Ultimo, incerottato e con poca autostima al momento. Il Pistoia Basket necessita disperatamente di trovare la luce in fondo al tunnel. Un barlume di speranza è pronto a darlo Terran Petteway, che studia per diventare un leader. Un ruolo, quello di trascinatore, che in questa stagione gli è stato cucito addosso ma che sembra non spaventarlo. I risultati sul parquet non stanno arrivando ma l’ala americana invoca calma, confidando nel potenziale del gruppo per uscire da questo momento complicato: «Anche nelle esperienze con altre squadre mi sono imbattuto in momenti come questi. Posso quindi dire che puntare il dito verso situazioni o singoli giocatori è sbagliato, perché così si fa male alle persone e alla squadra, finendo per togliere anche quello che c’è di buono. Spetta a tutti noi però continuare a giocare e dare vita al cambiamento. Le qualità tecniche per farlo ci sono, dobbiamo lavorare su quelle, guardandoci tutti allo specchio, a partire da me, chiedendoci se siamo disposti a combattere su ogni singolo pallone e in ogni singola partita».
La lunghissima striscia di infortuni che sta impedendo alla squadra di essere al completo sin dal precampionato è una triste realtà. Petteway però non è alla ricerca di alibi e dunque invita tutti a non farsi condizionare da questo aspetto, dimostrando che la squadra biancorossa può essere più forte anche di queste avversità. «Non essere al completo può influire – ha spiegato il giocatore dell’OriOra – ma non deve essere un fatto dietro cui nasconderci. Questo modo di pensare alla lunga porta solo guai, per cui dobbiamo cercare i motivi dei nostri insuccessi dentro di noi e non fuori. Se ci sono le assenze, cosa che ad oggi è un dato di fatto, fanno comunque parte del gioco, è una cosa che prima o poi succede in tutte le squadre. Spetta a noi dunque ottenere il massimo in queste situazioni».
In particolare l’assenza di Salumu sta costringendo Petteway a prendersi ancora più responsabilità offensive, con il risultato scontato di non poter garantire un elevato rendimento e soprattutto di veder concentrate su di lui maggiori attenzioni da parte delle difese avversarie. «Sapevo del mio ruolo nella squadra e non è una cosa che mi spaventa per il giocatore che sono. Mi piace tirare e giocare con la palla. Sono tranquillo perché anche il primo anno qui non ho cominciato benissimo, poi però ho iniziato a carburare e Pistoia è arrivata anche ai playoff. Ci vuole tempo, questo è il mio modo di giocare e alla fine non conta tanto se i tiri entrano o meno, quanto aver dato il massimo per la squadra».
Dopo quattro ko consecutivi l’OriOra proverà a conquistare il primo successo stagionale domenica in casa di Reggio Emilia, per quella che sarà la prima di due trasferte consecutive. Una missione ardua, ma proprio per questo un successo potrebbe davvero sbloccare la squadra e conseguentemente dare grande slancio alla stagione sin qui in sordina dei biancorossi. «Le prossime sono partite importanti, non solo per risultato. Bisogna quindi approcciarle nel modo giusto. Vincere una delle trasferte –ha poi specificato Petteway- potrebbe essere il punto di svolta della stagione. Noi lavoriamo per questo ma servirà anche un cambio di mentalità: dobbiamo fare un salto di qualità e al tempo stesso cambiare modo di pensare come squadra».
Contro la Grissin Bon potrebbe arrivare anche un prestigioso traguardo personale per l’ala biancorossa. Petteway infatti già domenica diventerà con ogni probabilità il secondo miglior marcatore della storia biancorossa, superando Wanamaker in questa speciale classifica. «Non lo sapevo –ha confessato candidamente il giocatore dell’OriOra-. Guardare le statistiche, soprattutto durante la partita, è una cosa che mi toglie energie utili per altro. Però mi farebbe molto piacere diventare il secondo miglior marcatore di Pistoia».



